domenica, Giugno 20, 2021

Pietro Russo nel mirino della Procura: l’indagine sui 2 milioni di euro scomparsi

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Quello che è in atto presso la Confcommercio e la Camera di Commercio di Napoli è un vero e proprio terremoto che sta avendo, sin dalle prime ore, innumerevoli ripercussioni su tutto il territorio. Come era stato riportato dai media venerdì scorso, sotto la lente di ingrandimento della Procura erano finiti moltissimi progetti (si parla di circa 60 progetti, ndr) che avrebbero alcune irregolarità in vari aspetti.

Al centro, per così dire, di tutto, vi sono molti volti noti, come Pietro Russo, il foriano esponente di spicco della Confcommercio, e Maurizio Maddaloni, della Camera di Commercio.

Secondo le indagini in totale sono 1,9 milioni di euro i contributi erogati dal 2009 al 2014 dalla Camera di Commercio “violando le regole” e nella maggior parte dei casi “senza realizzare attività ed eventi”. Eventi fantasma o realizzati, ma saldati solo su carta, con uno strascico di innumerevoli creditori, molti dei quali anche isolani.

In questo primo weekend di cambiamenti, vediamo come da un primo silenzio quasi assordante, si inizino a delineare nuovi assetti in attesa della decisione riguardo il futuro dell’importante ente napoletano che giungerà dalla presidenza nazionale con sede in quel di Roma ad inizio settimana.

Ciò che accade sia alla Confcommercio che alla Camera di Commercio di Napoli tocca in prima battuta anche la nostra isola, vuoi per la presenza tra i protagonisti principali di Pietro Russo (e della sua “grande corte” isolana”) vuoi perché alcuni progetti finiti sotto inchiesta riguardano anche attività svolte a Ischia, come quelle di alcuni natali passati in alcuni borghi storici nostrani.

Nei mesi scorsi avevamo già riportato la notizia di comportamenti un po’ sospetti che venivano, anche, denunciati da alcuni componenti dell’importante ente campano e che, una volta portati alla luce, terminavano quasi sempre con la ripresa delle ostilità tra due personaggi isolani, come ad esempio i lunghi botta e risposta tra Marco Bottiglieri e Giovan Giuseppe Lanfreschi.

Ma ora, con la Procura nel pieno delle indagini, le assemblee in cui si sarebbe dovuto procedere alla votazione per la rielezione dei componenti totalmente bloccate dalla sede centrale nazionale con il presidente Sangalli, si annuncia davvero la fine di un’era, la fine dell’era di Pietro Russo, del suo “dominio” e di tutto il suo seguito anche e soprattutto isolano.

Il malessere in Confcommercio, infatti, non nasce oggi, con l’inchiesta della Procura della Corte dei Conti. Già nel dicembre 2014 la Confcommercio nazionale aveva acceso un faro sulla Confcommercio napoletana, inviando un delegato con un ampio mandato per una ispezione sulla gestione dell’associazione, che non si è ancora conclusa. Quindi la Confocmmercio Napoli è per la Confcommercio nazionale una “sorvegliata speciale” da tempo, e così si spiega il pronto intervento del Presidente Sangalli di cui ha dato notizia la stampa di domenica, che porterà probabilmente al rinvio dell’assemblea di martedì. La nomina del delegato confederale nel 2014 era stata presa a causa della decisione di Russo di convocare le elezioni degli organi sociali in anticipo sulla scadenza, cosa che no è consentita dallo statuto. L’intervento della confederazione costrinse Russo a fare marcia indietro.

Anche sui progetti realizzati con i fondi della Camera di Commercio, oggetto delle inchieste parallele della Procida presso la Corte dei Conti e della Procura della Repubblica di Napoli – inchiesta contabile la prima e penale la seconda – vi erano stati chiari segnali che qualcosa non andava. In più occasioni alcuni componenti del Direttivo della Confcommercio Napoli avevano espresso e fatto mettere a verbale dettagliate perplessità sulla gestione dei fondi della Camera a precisato che la scelta dei progetti quali chiedere il finanziamento della Camera nonché tutti gli aspetti relativi alla loro realizzazione venivano stabiliti dal solo Russo, senza alcun passaggio per il Consiglio Direttivo, mente nelle passate gestioni questi venivano scelti ed approvati dal Direttivo. E non si tratta di poco: nell’era Russo la Confcommercio ha ricevuto dalla Camera, di cui Russo è componente di Giunta, oltre due milioni e mezzo di euro. Cosa suscitava perplessità in questa gestione dei progetti? Innanzitutto l’oggetto di questi progetti: molti di questi riguardano feste di piazza e concertini, per centinaia di migliaia di euro, senza attinenza con le finalità istituzionali della Confcommercio. Oppure viaggi in Europa ed in America per studiare i Centri Commerciali Naturali (se ne sono fatti almeno 6 negli ultimi anni con folte delegazioni) che però contenevano anche escursioni turistiche, come accertato dalla Procura della Corte dei Conti. Poi la scelta dei fornitori, i quali spesso erano dirigenti della Confcommercio o di associazioni affiliate, e quindi in palese conflitto di interessi; e spesso anche il costo delle forniture, secondo tali rilievi critici, appariva piuttosto elevato rispetto alle migliori offerte sul mercato. Oggetto di discussione è stato ultimamente il progetto “Animiamo il Natale” realizzato nel Natale 2014, manifestazioni per oltre 110.000 euro realizzate in città e provincia di cui il Direttivo ha saputo solo a cose fatte.

E poi, ad accrescere la tensione, una serie di episodi strani: il componente di Giunta della Confcommercio Napoli Vincenzo Addati, un tempo fedelissimo di Russo, dopo avere espresso moderate perplessità sulla gestione dei fondi camerali, diviene oggetto di lettere anonime contro di lui inviate alla Confcommercio provinciale per delegittimarlo. Poi accade qualcosa di più inquietante: spunta fuori un documento di contestazione ad Addati firmato da un gruppo di commercianti puteolani. Solo che Addati contatta personalmente i firmatari e tutti negano di aver firmato quel documento, dopodiché Addati sporge denuncia all’Autorità giudiziaria.

Non mancano poi episodi poco chiari nelle elezioni delle associazioni che costituiscono la Confcommercio Napoli. Bisogna ricordare che quest’ultima è formata da oltre 100 associazioni territoriali e di categoria, le quali eleggono il presidente e gli Organi della Confcommercio. Questi poi designano i rappresentanti Confcommercio nella Camera di Commercio. Quindi controllare la Confcommercio significa avere un peso rilevante nella Camera di Commercio, dove Confcommercio ha la rappresentanza più consistente.

Le elezioni dell’Ascom Giugliano sono un caso esemplare. Improvvisamente si viene a sapere nello scorso marzo che l’Ascom Giugliano, da tempo vacante, ha rinnovato le cariche. Pare che in città nessuno ne sapesse nulla. Un gruppo di soci, tra cui dei componenti del Direttivo uscente, scrive a Confcommercio Napoli ed ai giornali locali lamentando di non essere stati convocati. Confcommercio Napoli non risponderà mai a questa né ad alte richieste di chiarimenti.

Tra attese, riunioni, blocchi e elezioni alle porte, con il serio pericolo anche della sospensione del marchio per la sede napoletana a meno che non si ritorni al rispetto in pieno dei regolamenti, il grande modo delle associazioni di settore, del comparto economico di una intera regione e, di riflesso, isolano, resta col fiato sospeso.

Una rivoluzione vera e propria che creerà nuovi assetti e, scommettiamo, Ischia svolgerà il ruolo da protagonista anche questa volta.


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