Pietre-Rosse-exit: la manovra di Del Deo salva Romis?

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Forio. “Si dispone che la zona dei lavori venga costantemente segnalata e presidiata”

 

 

I lavori da eseguire urgentemente per rimettere in sicurezza la via Giovanni Mazzella a Forio, in prossimità dell’incrocio del Piazzale delle Pietre Rosse, hanno comportato la chiusura al traffico del tratto interessato. Gli interventi sulla importante arteria viaria, troppo spesso interessata da cedimenti e conseguenti interdizioni alla circolazione veicolare che causano non pochi problemi, sono già iniziati nella giornata di ieri

Nell’ordinanza adottata il comandante della Polizia municipale Giovangiuseppe Iacono dispone: «E’ vietato il transito veicolare in via G. Mazzella tratto trivio Imperial incrocio Pietre Rosse nel tratto interessato dai lavori di manutenzione dalle ore 12.00 del 29.09.2016 fino a termine dei lavori.

In caso di eventuali sospensioni dei lavori la validità della presente ordinanza è temporaneamente sospesa. Si dispone che la zona dei lavori venga costantemente segnalata e presidiata da parte del personale della ditta operante al fine di gestire eventuali emergenze. La presente, verrà trasmessa per opportuna conoscenza alla EGO-ECO, alla Direzione Lavori, per gli opportuni adempimenti».

 

E’ questa la sintesi dell’ordinanza del comune di Forio per limitare i danni. Ma, prima di leggere le puntuali annotazioni di Augusto Coppola ci sorge un dubbio soprattutto in merito alla recente rescissione del contratto per gravi inadempienze tra il Comune e la ditta che ha eseguito i lavori. Il comune di Forio per i lavori di sistemazione dei danni da lavori ha dovuto allertare una ditta diversa e, ovviamente, pagarla extra. Una manovra per “salvare” la Romis esautorandola dagli interventi riparatori perché, forse, consci dei lavori eseguiti non a regola d’arte? Non siamo tecnici, ma riusciamo ancora a capire che se sprofonda una strada appena fatta per 2 volte, il dubbio si chi l’ha fatta è legittimo. Staremo a vedere

 

COPPOLA: E’ Tempo delle constatazioni.

«E’ Tempo delle constatazioni. Lo avevo ripetuto – scrive Augusto Coppola – fino alla noia, che i lavori della Pluviale Citara-Panza sarebbero stati una catastrofe e ci siamo! Agli “assestamenti” causati dalla mancata compattazione del materiale di riempimento degli scavi, sono seguiti gli sprofondamenti conseguenti le prime piogge. Abbiamo visto cosa è successo all’ingresso di Via Cimmento Rosso e ora assistiamo al replay nel curvone di Pietre Rosse. In questo ultimo caso, i lavori di riparazione sono stati affidati, finalmente, ad altra ditta, tutta nostrana… Finalmente un taglio alla esterofilia, un momento storico. Con la Romis & Co, è finito il banchetto conviviale, che era durato fin troppo. Si faranno causa, Comune e Ditte, ma mi batterò fino alla fine perché paghino i responsabili politici arroganti e incapaci, che hanno creato questa catastrofe.

Veniamo al punto. Questo ultimo sprofondamento, ha messo alla luce “manchevolezze”costruttive, che hanno dell’incredibile. Vi spiego cosa è successo. Il tubo da 1000/1100 cm di diametro, confluisce in un ampio chiusino di collegamento/ispezione, situato nel curvone, dal quale, udite udite, si dipartiva a sua volta un tubo di diametro nettamente inferiore, da 45O centimetri di diametro, che a sua volta si innestava in uno dal diametro di 700/800 centimetri preesistente, con la funzione di convogliare le acque nello scarico del troppo pieno di Pietre Rosse.

Un imbuto: un tubo da 1000 che finisce in uno da 450, che, a seguito della consistente pioggia, ha causato l’innalzamento del livello dell’acqua nel chiusino di ispezione…. E quì viene il bello!!! Gli anelli più alti del chiusino di ispezione non erano cementati e le acque in arrivo, sono fuoriuscite dalle pareti laterali, nel terreno di riempimento, sotto la sede stradale e oltre…, causando lo sprofondamento. Ma non solo, dal tubo da 1000, continua ad arrivare acqua nel chiusino (acqua torbida..) e da ieri mattina, la pompa di sollevamento, continua ad estrarla, senza che il livello si abbassi, rendendo difficoltoso se non impossibile il lavoro di riparazione. Da dove viene questa acqua, visto che non piove? Incanalamenti abusivi? Incanalamenti fognari abusivi nella pluviale? Io ho altri pensieri. Ho seguito – conclude – i lavori sin dall’inizio e penso si sia ricorsi a qualche “semplificazione” per andare avanti; semplificazioni consistenti nell’incanalamento voluto, di tubi di scarico fognario nella pluviale, posata tra gli stessi e la fecale. Lavori criminali, sui quali scopriremo molto altro.

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