Piccole utilizzazioni locali, la Regione Campania recepisce la “cura” ischitana

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Gaetano Di Meglio | Come vi abbiamo già detto, su impulso di Giuseppe Di Costanzo, presidente dell’Associazione Termalisti dell’Isola d’Ischia, la Regione Campania ha ritenuto giusto accogliere le richieste ischitane per fare chiarezza sul nuovo regolamento in merito alle piccole utilizzazioni locali, ovvero le piccole piscine termali presenti nei nostri hotel che, nonostante l’uso dell’acqua termale, non offrono altre prestazioni se non quella del bagno.
Con una nota inviata alla Federterme, alla Federalberghi Terme e all’Associazione Termalisti Isola d’Ischia arriva la una nota che lascia ben sperare, nonostante è ancora presto per cantare vittoria.

Attesi gli effetti derivanti dall’applicazione dell’art. 1, commi 63, 64 e 65 della Legge regionale n. 27 del 30 dicembre 2019 (Legge di Stabilità) – scrivono il RUP Sammartino, il dirigente della UOD Granariero e il direttore Generale Bartocci della Direzione Generale dello Sviluppo Economico e Attività produttive della Regione Campania – si ritiene opportuno rappresentare i chiarimenti di seguito riportati. Questi risulteranno utili agli operatori del settore nella fase transitoria verso il conseguente adeguamento del Regolamento regionale n. 12/2012, peraltro già in corso di redazione ed oggetto di prossimo confronto collaborativo.

Nelle more dello svolgimento delle relative procedure di rinnovo, le attività in essere relative alle “PUL” (piccole utilizzazioni locali) continuano, per effetto delle vigenti leggi regionali (art. 25, LR n. 15/2015), nella prosecuzione delle attività in essere fino alla nuova definizione del Regolamento Regionale n. 12 del 12 dicembre 2012 (Regolamento per la disciplina delle procedure relative a concessioni per piccole derivazioni, attingimenti e uso domestico di acque pubbliche). Il Regolamento n. 12/2012 necessita di ridefinizione alla luce di quanto approvato dalla Legge di Stabilità della Regione Campania, in adeguamento alla normativa nazionale. Si confida nella collaborazione delle categorie interessate per la rapida conclusione del documento applicativo. L’uso delle Piccole Utilizzazioni Locali, secondo quanto stabilito dall’allegato “A” del Regolamento Regionale 12/2012, va equiparato a quello dello “scambio termico”, per il cui canone andrà fatto riferimento a quanto indicato dall’art. 23 del medesimo Regolamento Regionale 12/2012 e a quanto Deliberato con G.R.C. n. 337 del 14.06.2017, nonchè a quanto stabilito con D.D. n. 136 del 06.04.2016. Il modello di riferimento, non essendo più riconducibile al Regolamento Regionale 10/201O, sarà riadeguato ed incluso al nuovo Regolamento 12/2012. La comunicazione della denuncia delle quantità di acqua pubblica derivata nell’anno dovrà essere inviata alla Regione Campania competente in materia di PUL, così come stabilito dal D.lgs. n. 22 del 11 febbraio 2010. Il canone dovrà essere versato alla Regione Campania. Le competenze per il rilascio dei titoli di permesso di ricerca, rilascio o rinnovo delle PUL restano di competenza della Regione Campania così come stabilito dal D.lgs. n. 22 del 11 febbraio 2010. La vigilanza in ordine al rispetto delle prescrizioni contenute nei titoli legittimanti la ricerca e la coltivazione delle piccole utilizzazioni locali è attribuita alla regione Campania così come stabilito dal D.lgs. n. 22 del 11 febbraio 2010. Le funzioni di polizia e vigilanza di cui al D.lgs. n. 626 del 19 settembre 1994, sono esercitate dalle competenti aziende sanitarie locali con l’applicazione delle relative sanzioni. Il Piano delle Acque minerali e Termali (PRAMT) è da intendersi comprensivo anche della specifica competenza riguardante le Piccole Utilizzazioni Locali. Le sanzioni amministrative sono di competenza della Regione Campania così come stabilito dal D.lgs. n. 22 del li febbraio 2010.»

Un importante passo avanti anche se resta da chiarire ancora diversi punti di questa complicata vicenda.
Se le “Pul”, come si legge nel punto 1, davvero, verranno assimilate alle acque uso domestico, i concessionari della PUL stessa, come potranno giustificare in caso di controllo della capitaneria l’uso commerciali della piscina? C’è ancora da lavorare e da fare chiarezza prima di arrivare alla stesura finale del regolamento regionale.

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