Piazza degli Eori. Luigi Boccanfuso: ”Poveri eroi”

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Luigi Boccanfuso | Finalmente dopo 3 anni di lavori durante i quali Piazza Degli Eroi è stata abbandonata nel totale degrado, è arrivato il giorno in cui è stato scoperchiato il vaso di Pandora ed ora c’è chi l’ha ribattezzata “Piazza Degli Squali” ( ogni riferimento a persone e interessi è puramente casuale);
Chi “Piazza Dei Disastri”;
Chi “piazza pisciaturo”;
Chi “piazza del bidet”;
Chi come lo scrivente, sin dalla costruzione dell’enorme marciapiedi lato cioccolateria, l’ha battezzata PIAZZA DEGLI ORRORI, ma c’è anche Chi ha espresso parole di apprezzamento in ossequio al detto latino “ DE GUSTIBUS NON EST DISPUTANDUM”
C’è perfino qualche assessore come Paolo Ferrandino che ne enfatizza il nuovo look sottolineando che “ la piazza ha GUADAGNATO…IN PROFONDITÀ grazie allo spostamento dell’edicola”.
Effettivamente al brindisi inaugurale, il più eccitato di tutti appariva proprio Paolo Ferrandino forse perché ad aver “ guadagnato in profondità…” non è stata soltanto la piazza….e forse perché sinora ancora nessuno gli aveva spiegato che per spostare un’edicola si impiega lo stesso tempo, lo stesso mezzo e gli stessi costi che occorrono per spostare una cassaforte professionale.

Al netto dei variegati pareri sull’estetica della rotonda, su 4 circostanze c’è però unanimità di vedute:
1)piazza e rotatoria prima del restyling erano già ben tenute ed efficienti per cui non vi era bisogno di intervento alcuno;
2) di conseguenza ci troviamo difronte ad un evidente sperpero di danaro pubblico.Basti pensare ( giusto per fare un esempio) che con la stessa somma si poteva dragare il porto d’Ischia e sostituire i pontili della nautica da diporto che stanno letteralmente collassando al punto tale da fare diventare il porto d’Ischia il più obsoleto e povero di tutta l’isola;
2)il decentramento della rotatoria è molto insidioso perchè è stato realizzato in dispregio delle norme che regolano il traffico dei quadrivi;
4)l’ubicazione del mini parco giochi è pericolosa ed infelice perché espone i bambini allo smog delle auto che numerose attraversano il quadrivio

Invece sull’eventualità di dare un nuovo nome alla piazza, personalmente negli anni addietro mi ero speso insieme all’amico Lello Pilato sia con Giosi Ferrandino che con l’attuale sindaco per spronarli a valutare di intitolare la piazza in questione a GIUSEPPE TALIERCIO che può essere considerato il più grande EROE FIGLIO D’ISCHIA dell’ultimo secolo.
Infatti GIUSEPPE TALIERCIO quando dirigeva la Montedison di Venezia, fu prima rapito e poi barbaramente trucidato dalle Brigate Rosse dopo un lungo periodo di prigionia nel corso del quale diede prova della sua enorme fede e coraggio accettando la condanna a morte come un martirio.
Le mie sollecitazioni purtroppo non fecero breccia nè nel cuore dell’europarlamentare in carica che non ne comprese la portata…nè con l’attuale sindaco che notoriamente su qualsiasi argomento si attiva solo se può guadagnare una manciata di voti di preferenza.
E cosí mentre in varie parti d’Italia a Giuseppe Taliercio sono state dedicate strade,piazze, scuole ed impianti sportivi di prim’ordine come la portata del suo supplizio meritava, a Ischia si è persa quest’altra occasione per rendere omaggio alla sua memoria, anche se ritengo che i teoremi di interessi…che hanno trionfato nel corso del restyling di Piazza Degli Eroi mal si sarebbero conciliati con la lezione e gli insegnamenti che “ L’EROE SEMPLICE” come è stato definito Giuseppe Taliercio seppe dare ai suoi rapitori durante i 46 giorni di prigionia.
In ogni caso, dopo che per 3 anni la piazza ha versato nel più totale degrado, esponendoci a critiche severe dei turisti stranieri, finalmente mercoledi scorso gli amministratori comunali,normalmente del tutto assenti sul territorio, si sono ritrovati quasi al gran completo ma con alcune defezioni istituzionali significative come quella del Presidente del Consiglio Comunale Ottorino Mattera, nella piazza disertata dal pubblico, per partecipare alla cerimonia inaugurale, dopo che per tutta la mattinata si era provveduto a lustrarla completando la segnaletica orizzontale e ad installare tante bandiere a festa al punto tale da indurre un passante a dichiarare “ avoglia di mettere rum, nu’ strunz’ non diventa mai un babbà”…
Effettivamente anziché esercitarsi a tentare di aggraziare la piazza e ad auto celebrarsi goffamente, Enzo Ferrandino farebbe bene a commissionare ed installare in un punto ben visibile della piazza, una lastra di marmo con la seguente didascalia:
QUESTA PIAZZA È STATA COSÍ REALIZZATA SOTTO LA SINDACATURA DI ENZO FERRANDINO ED È COSTATA ALLA COLLETTIVITÀ QUALCHE MILIONE DI EURO giusto per ricordarlo sia ai POVERI EROI ai quali fu intitolata alcuni decenni fa, sia a tutti gli elettori del Comune d’Ischia che tra un paio di annetti saranno chiamati a votare per eleggere il nuovo sindaco…

E se non lo farà lui, vuol dire che quando verrà il momento ci penserà qualche altro a ricordare agli elettori che questo colossale aborto è costato alla comunità un vero e proprio salasso per pagare l’impresa vicino al geometra della Pagoda, per distribuire numerose prebende complementari per fini elettorali e per pagare alcuni tecnici del sistema…
Insomma visto le dinamiche, è proprio il caso di esclamare POVERI EROI !!!

2 Commenti

  1. Il mondo va avanti con le sue novità. Le critiche ci saranno sempre. C’è a chi piace e c’è a chi non piace. Cosa si può fare? Niente, dobbiamo prenderci quello che gli esperti professionisti ci regalano. Poi passeranno altri anni e ci regaleranno altre novità. Così va la vita.

  2. “Sotto i colpi delle palette la torta si apriva docilmente, come la giungla sotto il coltello dell’esploratore. I due fratelli attraversarono senza difficoltà diversi filoni di crema, di panna, di pasta mandorlata. Scavalcarono ruscelli di zabajone, affondarono fino al ginocchio in pozzanghere di sciroppo al ribes, illuminarono con la loro pila piccole grotte scavate nelle viscere della torta da correnti sotterranee di liquore, allo stesso modo che i fiumi del Carso, sprofondando sotto le montagne, ci scavano caverne e acquedotti naturali.”
    da La torta in cielo di Gianni Rodari, Einaudi 1966
    Ad Ischia in Piazza degli Eroi…purtroppo non è andata cosi, resterà solo il cemento e la difficile digestione di questa “torta” riuscita male che non solo non regala sogni ma è la triste e mediocre realtà.

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