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Pezzullo: «La ripartenza di Pasqua? Un’illusione!»

I rincari causati dalla guerra si aggiungono alle dinamiche legate alla pandemia e questa situazione «sta portando a un indebitamento da parte di tutti, imprenditori e famiglie italiane. Siamo a rischio di usura e rischio di chiusura!».

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Trascorse le festività di Pasqua, facciamo il punto sulla nostra economia con il presidente di Confesercenti Isola d’Ischia Francesco Pezzullo. Che subito evidenzia le criticità e avverte che questo «è il momento di agire e non delle chiacchiere».
Infatti lo scenario è tutt’altro che incoraggiante: «La Pasqua ha rappresentato un ritorno alla normalità, una boccata di ossigeno per le attività e gli imprenditori, con gli eventi in presenza e una discreta presenza di turisti (circa 33mila transiti sulla nostra isola). Purtroppo, però, si è trattato di una ripresa illusoria. Sono bastati due giorni e siamo tornati al punto di partenza, tanto che alcuni alberghi hanno di nuovo chiuso. Restare aperti, con gli aumenti dei costi legati all’energia, che pesano anche sui progetti delle vacanze delle famiglie italiane, è una sfida spesso oltre le possibilità di tante aziende».
Una ripartenza ancora di là da venire, dunque.

«Inoltre sussistono ancora regole e dinamiche collegate alla pandemia – aggiunge Pezzullo -. Sono questi i conti da fare oggi. I tempi sono cambiati, non dobbiamo vivere di ricordi, bisogna abituarsi a un turismo “mordi e fuggi” e anche molto esigente. Come recita il proverbio, “Chi poco tene, caro tene”. Dunque per proporre “la qualità” tanto decantata da tutti, bisogna avere capacità e tanta voglia di fare».
Certamente l’ultima emergenza causata dal conflitto tra Russia e Ucraina ha peggiorato la situazione: «Purtroppo, non dimentichiamolo, siamo in piena guerra in Europa e questo sta portando a un indebitamento da parte di tutti, imprenditori e famiglie italiane. Siamo a rischio di usura e rischio di chiusura!».
Questo quando c’è chi ancora attende i tanto strombazzati aiuti varati per fronteggiare la crisi da pandemia. Il presidente di Confesercenti infatti conferma: «Sono tante le imprese che non hanno ricevuto pieno soddisfacimento alla propria richiesta di ristori e di accesso al credito. Da qui l’indebitamento e l’essere a corto di liquidità; infatti, dagli studi del nostro sportello “SOS antiusura Confesercenti”, risulta che molte imprese sono sotto usura e i territori a rischio di infiltrazione criminale. C’è poco da stare sereni…».

Eppure sembra che per il governo e le Amministrazioni locali la crisi sia superata, tanto che si assiste a una “stretta” sulle attività economiche: «Già è ripreso l’invio delle cartelle di pagamento delle tasse arretrate – riferisce Pezzullo – e si assiste a controlli e ad aumenti anche sul canone per l’occupazione di suolo pubblico».
E qui il presidente di Confesercenti si rivolge ai sindaci nella speranza di ottenere collaborazione: «Poiché in sede di conversione è stato introdotto un articolo che proroga dal 31 marzo 2022 al 30 giugno 2022 le misure di semplificazione in materia edilizia a favore dei pubblici esercizi, chiediamo che venga prorogata la procedura semplificata di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici concesse. Considerato che le aziende, a causa del lungo periodo dello stato di emergenza dovuto alla pandemia, hanno subito una grave perdita economica, questo provvedimento risulta necessario ed importante per agevolare la loro ripartenza e garantire un nuovo incremento del lavoro. La nostra richiesta è riferita all’applicazione della proroga fino all’anno 2023».

Una proposta avanzata «anche in virtù della destagionalizzazione. Questo è il momento di agire con azioni concrete. Allungare la stagione turistica è un dovere di tutti e significa creare posti di lavoro. Le opportunità non mancano per ripartire, non dimentichiamo lo strumento del Distretto del Commercio, una strategia di uscita dalla crisi dovuta al Covid-19. Il Distretto rappresenta uno strumento per organizzare e accompagnare interventi di sistema per la ripresa, per promuovere le risorse del territorio, per riportare la fiducia esercitando la responsabilità del fare comune, per dare una risposta alla domanda di sviluppo che sale dal basso e un riconoscimento del ruolo svolto dagli attori locali. Ciò significa, però, affrontare un “cambio di passo” che faccia evolvere il Distretto del Commercio in un Distretto per l’innovazione e lo sviluppo locale. E’ il momento di fare, stiamo perdendo tempo dietro alle chiacchiere mentre i tempi sono difficili».

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