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PER MOLTI UOMINI NON SONO L’ASSESSORE, MA LA SEGRETARIA #25novembre

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Rossella Lauro, Assessora Comune di Procida | Quest’anno all’assemblea dei comuni italiani finalmente ho visto tante donne amministratrici. Non più solo teste bianche di uomini in giacca e cravatta, ma una pluralità di persone che con responsabilità tentano di governare le nostre città italiane.

Andiamo verso un cambiamento? Lo spero. Certo è che sono sei anni che ho il privilegio di amministrare Procida e potrei raccontare tante, tantissime cose. Una su tutte: mi è capitato raramente di essere individuata – oserei dire riconosciuta – dagli interlocutori come assessore ai lavori pubblici. Sarà che sono donna, giovane e che non porto la giacca a quadrettoni da architetto. Ma sono quasi sempre considerata la segretaria. Di più: tante volte sui cantieri, prima che risultasse attuale la questione del cosiddetto “catcalling”, gli operai mi hanno “fischiata”. Immaginavano fossi una passante, salvo poi doversi scusare quando hanno scoperto che fossi in realtà l’assessora ai Lavori Pubblici. E quanti commenti tra le righe – anche in circostanze pubbliche – ho dovuto fingere di non aver ascoltato, per continuare a fare a testa alta il mio lavoro?

Insomma: il percorso verso una reale parità di genere è ancora lungo. Lo è anche e soprattutto perché le parole danno forma al pensiero e, ancor prima della violenza fisica (che purtroppo si traduce ancora in tanti, troppi femminicidi), dobbiamo avere la forza di dire “no” a quella verbale. Proprio così: il linguaggio è il primo campanello d’allarme. Per questo, anche per questo, non accettiamo alcuna prevaricazione dai nostri compagni, dai nostri mariti, dai nostri colleghi, dagli sconosciuti. E non dimentichiamoci che – oltre che con le parole – comunichiamo con il linguaggio non verbale: gesti, comportamenti, mimica facciale arrivano prima delle parole. E possono offenderci in quanto donne.
La questione è attuale, lo sappiamo. Ma – come recentemente accaduto in un singolare dibattito televisivo – non ha senso affrontarla, per esempio, facendo parlare una platea di uomini. E lanciando – forse anche involontariamente – un messaggio forte e sbagliato.

Sono procidana, amministratrice di una piccola realtà che in questi mesi va confrontandosi sempre più con il mondo: ammettiamo che nella nostra formazione culturale ereditiamo, purtroppo, tendenze ancora fortemente patriarcali. Per ridimensionarle, fino ad annullarle, dobbiamo tutte – anzi, direi tutti – impegnarci quotidianamente in un approccio equilibrato e senza pre-giudizi alla persona. Gli stereotipi sono nemici della libertà. E alla battaglia di noi donne, che oggi 25 novembre è più che mai attuale, affianchiamo quella di tutte le minoranze che devono fare i conti con le visioni stereotipate che, ancorché anacronistiche, ancora sopravvivono nella nostra contemporaneità. Prima di essere uomini e donne, siamo persone ed esseri umani. Ripartiamo da qui, tutti insieme.

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