Per la giunta di Giacomo Pascale ora c’è Giosi e il PD a battere cassa

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Ida Trofa | L’ipotesi è già sul tavolo: il Pd potrebbe avere il suo gruppo in consiglio comunale. “Il Faro” perde pezzi prima di iniziare e la sua connotazione di lista civica vera e propria. Si scoprono i primi altarini ed emergono gli accordi pre elettorali, alcuni dei quali già non mantenuti. La nomina del vicesindaco in primis.
Il “gruppo dei 4” persa la prima sfida sul vice, già nelle prossime ore potrebbe rinunciare alla discrezione e ufficializzare il simbolo che li sostiene alle spalle, smarcandosi dal fronte creato dall’asse Pascale-Zavota.
Anche se, a questo punto, fossimo in Zavota ci guarderemo bene le spalle. Vero Ciro Calise?

In vista di domani, gli equilibri scricchiolano per trovare nuove posizioni.
Domenica i vertici ischitani del PD, quelli che muovono le fila delle varie marionette locali, si sono incontrati all’ombra del Fungo, zona porto.
C’è il consiglio comunale e le nomine con deleghe e incarichi a farsi. Archiviato il voto, il bello deve ancora venire per chi vuole raccogliere i frutti del suo impegno. E in archivio, per costoro, al momento c’è solo un contentino da assessore. Per Pascale, invece, resta l’incognita di un gruppo già diviso in correnti.
La frangia più purista della compagine “Il Faro”, mastica amaro. Non avranno il vicesindaco e non vedranno accordarsi i il premio elettorale. E’ fallito il tentativo di strappare la nomina del vice attraverso la corrente composita dal “gruppo dei 4” ed il sostegno esterno degli epurati illustri, gli esclusi dalle urne e da ogni trattativa con in testa l’ex sindaco Tommaso Patalano. Benché si trattasse di un accordo politico siglato prima dei giochi di via Fundera.

Mister 303 preferenze non ha voluto cedere il testimone di un incarico che, ormai, ricopre da decenni.
Una giunta, dunque, amara in attesa dell’ufficializzazione del gruppo PD in consiglio a Lacco Ameno che arriva dopo quello di Casamicciola Terme.
Stando a più rumors ed indiscrezioni trapelate, soprattutto in merito a quanto De Luca avrebbe ordinato a Pascale la famosa mattina della presentazione ASL del nuovo Rizzoli, qualcosa è andato storto.
E le strette di mano si sono rivelate mendaci nei fatti. I 425 voti dei 4 consiglieri per il PD non sono stati sufficienti a scalzare la forza elettorale e l’iconico sorriso di Giovan Giuseppe Zavota. Sarà lui il confermatissimo vicesindaco di Giacomo Pascale.
Per sostenere il PD in fasce di Lacco Ameno, invece, non è bastata la caratura del pediatra. Giacinto Calise non sarà vicesindaco come da accordi pre elettorali presi con l’asset PD, ma un assessore con le deleghe ignote.
Domenica mattina a riscuotere il premio, anche se non l’intera posta in palio, è giunto cosi direttamente sulle banchine del Capitello l’altro padrone di Lacco Ameno, Giosi Ferrandino. L’europarlamentare PD che, ritrovata la pace con l’altro dominus, Francesco Del Deo, fa come come ai tempi di Donato Di Palo e di Vittorio Casale. Semplicemente riduce la figura del sindaco eletto al grido di “Libertà-Libertà“ in un semplice brutta, con tanto di fascia, di Nicola Monti.

Qualcosa ci fa persino tornare in mente i nefasti del “caso“ vicesindaco a Casamicciola Terme. Era il 2012 e all’epoca il sindaco eletto (ironia della politica e della memoria corta, attuale capogruppo di minoranza PD per Giosi Ferrandino a Casamicciola) aveva promesso a Giosi il posto di vicesindaco ad un esponente “massimo” del PD. Sappiamo tutti come è andata a finire: quel sindaco sfiduciato da Giosi ora fa il portaborse di Giosi.
Insomma, il cielo sopra Lacco Ameno non sarà azzurro, ma neppure del tutto indaco.
Ferrandino e i suoi rappresentanti più attempati avrebbero parlato dell’opzione di ripiego dopo l’onta della nomina sfuggita e la formazione del gruppo PD all’interno della coalizione. I rapporti non sembrano buoni.
Il “gruppo dei 4 sta per tirarsi fuori“.
Pare che l’operazione stia andando avanti speditamente. L’unico ostacolo alla trattativa potrebbe essere la volontà di Pascale di rilanciarsi politicamente oltre lo scoglio dichiarandosi apertamente come esponente di…

E a questo punto si tratterebbe di essere onesti e scegliere, di mostrare la vera casacca. Ma a chi converrebbe?
Conoscendo la posta in palio c’è da scommettere e la mancanza di onestà politica non sia un ostacolo insuperabile. Il modello civico fa sempre comodo. Senza simbolo ma con gli sponsor d’opportunità.
Intanto si attende il primo consiglio comunale di nsediamento. Non saranno certo rose e fiori a ben vedere atteso che non è esclusa la formazione immediata del gruppo PD in consiglio comunale (Casamicciola già lo ha fatto). A riprova delle spaccature interne e della politica strisciante dei poteri forti, in pieno stile bassotto.
La seduta del consiglio comunale è prevista domani, 21 ottobre, ovviamente con l’incognita del nuovo DPCM. Sarà in presenza?

Oppure come recitano le nuove regole del ministero in vigore dal 19 ottobre, ovvero: “nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni ; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza“.
Agli atti, comunque, resta l’originalità convocazione con i previsti ODG che parla di seduta ordinaria in prima convocazione per il giorno 21.10.2020, alle ore 18,30 ed in seconda convocazione il giorno 23.10.2020, alle ore 18,30 presso la sala consiliare comunale, per discutere i 5 canonici punti all’ ordine del giorno. Ovvero: Insediamento del Consiglio Comunale. Esame delle condizioni di eleggibilità e compatibilità degli eletti alla carica di Sindaco e di ciascuno dei Consiglieri Comunali. Convalida degli eletti; Giuramento del Sindaco; Comunicazione al Consiglio Comunale della nomina del Vicesindaco e degli Assessori nonché del conferimento di deleghe per specifici affari e/o progetti a Consiglieri Comunali. Presa d’atto capigruppo consiliari; Costituzione della Commissione Elettorale Comunale; Presentazione delle linee programmatiche di mandato.

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