mercoledì, Maggio 12, 2021

Per il PUC di Forio è battaglia al TAR. Filotto di ricorsi: in sei contro uno

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Ugo De Rosa | Una grana non da poco si abbatte sul Comune di Forio. Sono infatti ben sei i ricorsi al Tar contro il Puc, il Piano Urbanistico Comunale Adottato nel 2018 dall’Amministrazione Del Deo e a dicembre scorso modificato in base alle linee indicate dalla Città Metropolitana di Napoli, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Autorità di Bacino del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, Regione Campania. E “confortato” dai pareri favorevoli del Genio Civile di Napoli, dell’Asl Napoli 2 Nord, e Area Marina Protetta Regno di Nettuno.

In effetti, già prima di questa modifica, la pubblicazione del Piano aveva comportato la presentazione di ben 105 osservazioni. In particolare da associazioni ambientaliste e non, che ne avevano rimarcato la genericità, inadeguatezza e inutilità. Osservazioni che la Giunta avrebbe valutato e recepito «sulla base della relazione istruttoria fornita dai progettisti», demandando ai tecnici redattori del Piano «di adeguare gli elaborati adottati in funzione delle osservazioni accolte».

Questo si leggeva nella delibera di dicembre, che concludeva anche che «per effetto delle integrazioni il Piano non subisce modifiche tali da comportare la ripubblicazione dello stesso non alterandone i parametri dimensionali».
Sta di fatto che ora, dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania, sono stati presentati sei ricorsi al Tribunale amministrativo regionale della Campania da parte di cittadini o attività economiche che chiedono tutti, per motivi diversi, l’annullamento totale o parziale della delibera di approvazione del Puc.

Una sonora bocciatura, anche se bisognerà poi attendere la pronuncia dei giudici amministrativi. Ad ogni modo una volta notificati i ricorsi, il dirigente del II Settore Diamante Cava ha dovuto provvedere al conferimento di altrettanti incarichi legali per la difesa del Comune che si costituirà in giudizio per cercare di difendere il Puc approvato. Così come “suggerito” dal responsabile del I Settore Urbanistica arch. Marco Raia.
A ricorrere al Tar sono Edler Von Daniels Herbert Willy Werner Guido, Von Velsen-Zerweck Godula e Edler Von Daniels Amilei per l’annullamento della delibera del dicembre 2020.

Marianna Monte chiede invece l’annullamento «nella parte in cui in riferimento all’elaborato tav. D6, si prevede in zona Siano l’inserimento della stradina interna di comproprietà dell’istante e di un tratto della successiva via Chiena nella rete stradale da potenziare e/o riqualificare».
Anche Massimo Militerni, Innocenzo Militerni e Ada Militerni chiedono l’annullamento della parte che interessa via Chiena e «delle NN.TT.AA. relative al PUC “ART. 61 .Spazi destinati alla viabilità” commi 4 e 5». Anche l’Immobiliare “Cinarime”, in persona dell’amministratore unico e legale rappresentante Mario Angelo Iannotta, ricorre ai giudici amministrativi, stavolta per l’annullamento «nella parte in cui qualifica quale “strada primaria locale“ e “strada locale secondaria” il viale condominiale privato che attraversa la proprietà del ricorrente».

Annullamento generico richiesto da Francesco e Maria Beatrice Capuano, così come da Concetta Mazzella, legale rappresentante della società “Hotel Providence”. Come anche, previa sospensiva, da Federico Pellegrino e Teresa Marino Guido. I ricorrenti evidentemente ritengono che si sia incorsi in errori marchiani che ledono i loro diritti. Sta di fatto che per difendere l’Ente è stato conferito incarico, per ciascun ricorso, all’avv. Valerio Barone con studio a Napoli. Stabilendo, sempre per ogni ricorso, un compenso di 1.500 euro oltre Iva, Cpa e spese. Il che, moltiplicato per sei, significa una spesa di 9.000 euro. Tenuto conto dei tempi lunghi della giustizia, dovremo attendere per conoscere l’esito di queste iniziative, che comunque non suonano incoraggianti per Del Deo…

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