Nel cuore di Ischia, simbolo del termalismo italiano, si è tenuto il convegno “Termalismo tra tradizione e innovazione: un ponte per il futuro della sanità e del turismo”, promosso dall’ASL Napoli 2 Nord in collaborazione con FederTerme e l’Associazione Termalisti dell’Isola d’Ischia. Un’occasione di confronto concreta tra istituzioni, esperti e operatori del settore per ridefinire il ruolo strategico delle acque termali non solo come strumento di prevenzione e cura, ma anche come motore di sviluppo per i territori fragili.
Tra gli interventi più significativi, quello del Presidente dell’Associazione Termalisti dell’Isola d’Ischia, che ha portato la voce degli imprenditori locali, sottolineando le sfide, le criticità e le prospettive del comparto. Dalla necessità di ammodernare le strutture, alla concorrenza sleale di chi si appropria indebitamente della denominazione “termale”, fino alla richiesta di maggiore attenzione da parte delle istituzioni sul versante turistico, il suo intervento ha acceso i riflettori su un settore in ripresa, ma ancora in cerca di pieno riconoscimento e supporto.
Di Costanzo, è stata una due giorni importante per Ischia e per il termalismo. Qual è il bilancio?
“È stata una giornata davvero significativa per l’isola d’Ischia, e in particolare per il termalismo. Un’occasione di confronto e approfondimento che ci permette di affrontare con maggiore consapevolezza e impegno le sfide presenti e future del settore.
Questo anche grazie all’ottima collaborazione con la Regione Campania e con i suoi organi istituzionali, soprattutto per quanto riguarda il rilancio del termalismo.
Basti pensare che lo scorso anno Ischia – così come altre località della Campania – ha superato i tetti di spesa previsti. Eppure, la Regione è intervenuta tempestivamente, adeguando quei limiti.
Questo ci conferma che esiste un margine concreto di crescita: possiamo e dobbiamo puntare a rafforzare il comparto termale in tutta la Regione”.
Uno dei temi più dibattuti è il rapporto tra bellezza e salute. Come affronta il termalismo moderno questa “dualità”?
Conosco bene questo dibattito, ormai ricorrente: salute o bellezza? È una delle grandi sfide per il termalismo di oggi. Al di là delle dinamiche finanziarie, ci troviamo di fronte a nuove esigenze legate all’invecchiamento della popolazione, ma anche alle aspettative dei giovani, che oggi cercano esperienze integrate tra cura e benessere. In questo senso, abbinare salute, benessere e bellezza non è una contraddizione, ma un’opportunità. È un cocktail vincente, che può rispondere in modo efficace a una domanda in continua evoluzione.
C’è oggi una reale collaborazione tra le associazioni del territorio, la ASL e la Regione?
Assolutamente sì, e ci tengo a riconoscerlo pubblicamente. Da tempo abbiamo instaurato con la Regione e con la ASL un rapporto costante di collaborazione, basato su un approccio operativo e costruttivo.
Quando si presentano problemi o criticità, il dialogo è immediato e l’impegno comune. Questo clima di cooperazione ci consente di affrontare le sfide con strumenti concreti, guardando al futuro del termalismo come a un motore di sviluppo per l’intero territorio.
l’intervento
Di Costanzo: “Oltre le acque calde: difendere il termalismo riconosciuto e rilanciare Ischia”
Il convegno di oggi rappresenta un passaggio fondamentale per restituire al termalismo il ruolo che merita: quello di risorsa strategica per la salute pubblica, lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione dei nostri territori. Come Associazione Termalisti dell’Isola d’Ischia, siamo orgogliosi di contribuire a questo confronto tra istituzioni, operatori sanitari e turistici, e di condividere la nostra esperienza, i nostri timori ma anche le opportunità che vediamo all’orizzonte. Nel nostro primo incontro, il manager Iervolino mi colpì con una frase semplice ma profonda: “A me piace mettere l’ultima pietra, non la prima.” Una visione che condivido pienamente come imprenditore: portare a compimento, con determinazione, un percorso iniziato da altri.
Eppure, oggi, ci troviamo spesso in una condizione inedita: le pubbliche amministrazioni corrono più veloci di noi. Questo ci sorprende e, a volte, ci disorienta. Negli anni scorsi, prima della crisi, abbiamo promosso convegni e studi sul termalismo, l’ultimo dei quali proprio a Sant’Angelo. Una delle criticità principali era quella delle concessioni termali: grazie all’impegno dell’ASL e al sostegno del Presidente De Luca, questa situazione si è finalmente sbloccata. Nel post-pandemia, il termalismo ha mostrato segnali concreti di ripresa: lo scorso anno abbiamo superato il plafond di spesa previsto.
Devo riconoscere, con gratitudine, che l’ASL Napoli 2 Nord ha comunque proceduto con i pagamenti, anche per la parte eccedente, e che l’Assessorato regionale alla Sanità ha prontamente aumentato i limiti di spesa per il nuovo anno. Questo conferma che la Campania crede nel termalismo, non come retaggio del passato, ma come leva per il futuro. Tuttavia, da parte nostra – imprenditori termali – dobbiamo ammettere una certa difficoltà a tenere il passo. Questo convegno, infatti, è nato anche dalla necessità di reagire a un senso di stanchezza, a una fragilità psicologica e imprenditoriale che deriva da anni di cambiamenti, soprattutto nel settore turistico. L’incertezza ha rallentato gli investimenti e la progettualità.
Oggi affrontiamo nuove sfide: in primo luogo, l’adeguamento agli standard di accreditamento sanitario. Con Federterme stiamo seguendo con attenzione ogni evoluzione normativa, convinti che si giungerà presto a un quadro stabile e favorevole. Per Ischia, però, la questione ha delle peculiarità: molte delle nostre strutture termali sono datate e necessitano di importanti interventi di ammodernamento per rispondere alle nuove esigenze del benessere e della medicina integrata. Ma per investire servono spazi, semplificazioni e prospettive chiare.
Inoltre, dobbiamo confrontarci con una concorrenza che spesso si appropria indebitamente della terminologia termale: strutture che parlano di “spa” o “salus per aquam” senza il riconoscimento del Ministero della Salute. Fortunatamente, una recente sentenza del TAR del Lazio ha ribadito che solo le acque ufficialmente riconosciute possono fregiarsi di tali definizioni. Questo ci dà strumenti per difendere l’autenticità e il valore terapeutico delle nostre acque. Un aspetto su cui dobbiamo crescere è l’integrazione tra il termalismo e il turismo sanitario. Abbiamo continue richieste da parte di clienti che chiedono se sia possibile proseguire cure oncologiche, dialisi o altri trattamenti durante la loro permanenza a Ischia.
Le nostre strutture alberghiere si trovano spesso a dover collaborare strettamente con gli ospedali del territorio, e l’efficienza dimostrata – come in un recente caso che ha coinvolto un grande imprenditore del Nord Italia – è motivo di orgoglio e gratitudine. Concludo con una riflessione critica ma costruttiva: mentre sul versante sanitario la Regione Campania mostra un forte impegno, non possiamo dire lo stesso per il lato turistico. Mancano visione e azioni concrete. Questo convegno può e deve essere anche un’occasione per avviare un confronto serio con gli assessorati competenti, affinché il termalismo campano venga sostenuto in modo integrato, nella sua dimensione sanitaria e turistica. Solo così potremo garantire a Ischia e alla Campania un futuro solido e innovativo nel panorama del turismo della salute.



