“Pendolari” della sanità sul piede di guerra. Rizzoli nel caos, c’è la “rivolta” degli OSS

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Ida Trofa | Rizzoli nel caos. I “pendolari“ della sanità ischitana, quella a cui non si riconosce disagio, pronti a proclamare lo Stato di Agitazione. Si tratta soprattutto degli OSS, gli infermieri ed i tecnici ormai sul piede di guerra per quella che ritengono una scarsissima considerazione nel merito della loro professionalità e, soprattutto, delle loro necessità in termini di vita umana.

“Chiediamo rispetto ed attenzione dalla direzione generale” ci hanno detto annunciando l’intenzione di adire a forme di protesta estrema pur di vedersi riconoscere i propri diritti di lavoratori e la prova dignità di persone. Nel mirino le richieste di trasferimento dall’Ospedale Rizzoli di Ischia presso altre sedi più vicine a casa, meno disagiate e problematiche, anche economicamente, da raggiungere. La richiesta nello specifico è quella di lasciare la sede di Ischia prima della fine di questo 2019.

In particolare sono i 15 Operatori socio sanitari che offrono prestazioni assistenziali in servizio su Ischia a lanciare il loro grido : “Siamo intenzionati a dire basta e chiedono il trasferimento immediato nella nostra area di appartenenza. Vogliamo tornare in terraferma entro questo novembre. Da anni, quasi 21 ani ci prendono in giro!Ora non ne possiamo più”.
Ma c’è di più. I lavoratori lacchesi lamentano una disparità di trattamento anche nella gestione dei pagamenti e del riconoscimento di residui e bonus vari. Nello specifico si parla di alcuni i residui del 2018 versati agli aventi diritto senza un criterio univoco, ma alla rinfusa. Una cosa che ha scatenato una guerra interna tra gli stessi operatori.

“Per i mesi di agosto, settembre ed ottobre 2018 c’è stata da parte dell’ASL Na2 nord la divisone di alcuni soldi residui del 2018. Soldi accantonati per una sorta di produttività incentivante e dedicati alla categoria degli OSS. Rispetto al resto degli operatori Campani al Rizzoli di Ischia è stata fatta una divisione diversa. Diversa rispetto alla terraferma senza un criterio chiaro. Ovvero a chi hanno dato 10 € a chi ne hanno dati 50 di euro e a chi 30 euro. Senza un principio univoco. Insomma questo non ci sta bene! Protesteremo anche per questo. Perché non esiste una linea amministrativa limpida e diretta“ spiega con dovizia di particolari uno dei gruppi OSS ischitani più agguerriti. Insomma l’ASL di Antonio D’Amore riesce a fare sperequazioni e disparità di trattamento anche nel versamento delle somme e dei come si dovuti ad una stessa categoria di operatori dell’Azienda Sanitari che operano in località diverse ma nella stessa regione: la Campania.

“Noi OSS relegati ad Ischia siamo stanchi. I sindacati e l’azienda Asl ci ha promesso ancora il trasferimento entro gennaio. Siamo certi che sarà l’ennesima promessa a vuoto.Noi invece diciamo basta. Vogliamo essere trasferiti subito entro dicembre altrimenti dichiareremo lo stato di agitazione. Abbiamo fatto decine di richieste di trasferimento. Sono anni che attendiamo e veniamo presi in giro. Ora non aspetteremo più. Valuteremo tutte le azioni opportune per far sentire forte la nostra voce e per rivendicare i nostri diritti” concludono gli operatori di via Fundera annunciando la propria presa di pozione irrevocabile.
Infuria la polemica dunque tra gli OSS storici di Ischia e l’ASL. E’ stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso l’iniziativa dell’Asl NA2 Nord di indire un nuovo concorsone per quasi 800 posti senza prevedere le richieste e le necessità di mobilità e trasferimento degli Operatori Socio Sanitari in servizio presso il presidio ospedaliero Anna Rizzoli.

Nel mirino dei lavoratori ancora il direttore Generale Antonio D’Amore, reo di essere rimasto sordo alle richieste degli operatori che, da 20 anni, lavorano su Ischia, senza paracadute, senza tutela, senza salvaguardia né disagio e che attendono di essere avvicinati verso i comuni di residenza in “terraferma”.

Il caso concorso pubblico e i trasferimenti dimenticati
D’Amore si è dotato di una nuova lista di aventi diritto dopo il concorso pubblico indetto per titoli ed esami e per la copertura, a tempo indeterminato, dei posti di OSS-CT.BS. Preludio a prossime assunzioni, ma slegate dalle graduatorie. Sul tema, al momento, si sono mostrati infruttuosi gli incontri e le richieste dei lavoratori. Latitano i sindaci, l’Asl e la Regione di Vincenzo De Luca. Non c‘è dialogo mentre sarebbe necessario agire subito e dare giusta dignità agli OSS in servizio a Lacco Ameno che, da anni, chiedono di essere avvicinati ai propri comuni di residenza senza esito. Non è accettabile, come già accaduto che un’Asl proceda, con urgenza, agli avvisi di nuove assunzioni, ai concorsi sistemando prima i nuovi assunti lontano da Ischia, ignorando l’obbligo di dover ricorrere, almeno, alla mobilità. Nel merito viene chiesto alla direzione dell’azienda sanitaria di D’Amore che si prenda contezza delle reali e varie necessità dei pendolari ischitani della categoria OSS e non solo. Basta Indifferenza! Uno stop auspicato al reclutamento di nuove forze lavoro, lasciando la precedenza ai trasferimenti degli operatori già in servizio da Ischia verso il continente. Trasferimenti in attesa di essere soddisfatti da anni. Lavoratori che meritiamo rispetto! E’ senza ombra di dubbio evidente che servano regole uguali e omogenee per tutti che non danneggino gli operatori e, soprattutto, i pazienti. Sono 20 anni che si parla della questione OSS e professionisti della sanità. Si parla di disagio ed insularità. Questo infruttuosamente.

Lavoratori che attendono di essere avvicinati a casa. Persone che lavorano con tutti i rischi e senza tutela, da pendolari, ritenendo di non aver ricevuto la giusta attenzione. Latitano ancora i sindacati che hanno di fatto dimenticato il proprio ruolo di tutori e strani difensori di chi lavora,per giunta in un settore tanto delicato come quello della sanità. Al momento solo promesse verbali e persino disattese.

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