Pasquale Balestriere: “Tiepido sull’autoisolamento del territorio isolano nei confronti di possibili portatori di virus”

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Il presidente del Centro Studi dell’Isola d’Ischia interviene sulla “famosa” e bocciata ordinanza dei sindaci che aveva imposto il divieto di sbarco ai residenti della Regione Lombardia e della Regione Veneto. Una scelta che ha costretto i sindaci a spiegare che non era “razzismo”.  Assurdo già questo.

«Mi stavo facendo qualche sana risata – scrive Pasquale Balestriere -, grazie alla brava Virginia Raffaele, per distrarmi dall’oppressione di un coronavirus strombazzato a più non posso dai mezzi di comunicazione ed enfatizzato oltre ogni misura da troppe persone quando, per scarsa pratica di smart, è partito un video party, diciamo così, non autorizzato.  Me ne scuso. Non volevo. Voglio però spendere qualche parola sulla presa di posizione dei sindaci isolani che continua a suscitare commenti contrastanti.

Premesso che tutte le opinioni vanno rispettate e che in ognuna delle due che qui si scontrano vi sono aspetti positivi e negativi, mi son fatto l’idea che molti individui abbiano maturato (si fa per dire) convinzioni “di pancia”, come si dice oggi, più che di testa. Lo testimonia il fervore dello scontro e il tenore degli interventi. Ma ragioniamo!

Come può essere frenato e neutralizzato un evento epidemico?

L’ho scritto qualche giorno fa in un commento: isolando la zona chiaramente infetta, certo, ma soprattutto riducendo all’indispensabile gli spostamenti di persone e cose.

Ora apprendo che in Cina hanno fatto proprio questo e pare che il contagio sia in fase decrescente. Ma naturalmente occorrono i dovuti controlli , nei limiti del possibile, in porti, aeroporti, ecc., oltre che quelli medici all’interno del Paese, e pare che le regioni più a rischio si stiano attrezzando sotto questo profilo.

Credo che in situazioni come questa occorra comportarsi come chi è morso da un serpente velenoso: se resta immobile, gli effetti del veleno sono meno rapidi; e magari intanto arriva il medico.

Quanto ai Sindaci, hanno tentato una forma di autoisolamento del territorio isolano nei confronti di possibili portatori di virus. Sulla soluzione sono tiepido, ma non contrario se, limitandomi all’aspetto puramente economico, penso all’influenza che avrebbe avuto sulla prossima stagione turistica l’insorgenza di un paio di casi di coronavirus sull’isola.

Quanto alla “figura” che avrebbero fatto i nostri sindaci di fronte al resto dell’Italia, invito tutti a verificare come si sono comportate altre regioni italiane in questo frangente. Il discorso sarebbe lungo, ma io mi fermo qui.

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