Parcheggio ex Guerra, la Gestur ricorre al Tar per annullare l’ordinanza di Enzo! La verità il 16 settembre. Verso il risarcimento del danno

Non accolta la richiesta cautelare. Il giudice ha fissato l'udienza camerale il prossimo 16 settembre. L’assurda imposizione dell’utilizzo della baracca abusiva priva di energia elettrica e alimentata con un filo elettrico volante, «con conseguente furto di energia in danno dell’Enel». Un provvedimento che non poteva essere adottato e che non ha alcuna finalità di interesse pubblico. Un danno grave per la compagnia di navigazione che non ha accettato la convenzione e che perderà clienti con il rischio licenziamento per 50 dipendenti. Per questo si chiede l’immediata sospensione

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Arriva nelle aule del Tar la guerra tra Gestur e Comune d’Ischia per la inutile e dannosa ordinanza di Enzo Ferrandino che obbliga all’utilizzo del parcheggio ex Guerra per la sosta in attesa dell’imbarco e per l’acquisto del biglietto. Con conseguente divieto di sosta su via Iasolino e Banchina Olimpica. La compagnia di navigazione, rappresentata dall’avv. Maria Grazia Di Scala, è ricorsa ai giudici amministrativi per ottenere l’annullamento della ordinanza n. 116 dell’8.8.2020, peraltro mai notificata alla Gestur e nell’immediato la sospensione. E il ricorso scopre tutti gli “altarini” di Enzo.

In premessa si ricorda che da sempre «i veicoli in attesa di imbarcarsi dal Porto di Ischia per Pozzuoli sostano, con il coordinamento della Polizia Municipale locale e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, sulla rampa di accesso alla cosiddetta Banchina Olimpica, denominata soprelevata». E che i clienti della Gestur sono soliti effettuare on-line la prenotazione e l’acquisto del biglietto.
Quindi si punta il dito sulla struttura da adibite a biglietteria, «installata abusivamente senza autorizzazione paesaggistica dalla Società Giacometti, priva di servizi igienici, priva di linea telefonica, priva di energia elettrica e, pertanto, inagibile urbanisticamente e sanitariamente». In pratica, la stessa struttura che un tempo era allocata sulla Banchina del Redentore e destinata ai passeggeri degli aliscafi, in via temporanea.
Quindi si passa alla famosa convenzione: «Il Comune di Ischia, attraverso l’ing. Grasso, collaboratore dell’ente estraneo al personale organico, privo del profilo professionale che gli consenta di svolgere attiività gestionali, ha convocato la ricorrente e l’ha invitata a sottoscrivere un contratto, della durata di quattro anni per le stagioni turistiche dal 1.8.2020 al 30.9.2024, in cui è previsto che il Comune di Ischia avrebbe consentito l’utilizzo da parte della Gestur del piazzale per la bigliettazione dei veicoli in partenza a condizione che essa si fosse munita, come si legge all’art. 4 del documento, di tutte le autorizzazioni amministrative necessarie, in assenza delle quali “alcuna attività potrà essere iniziata e nessuna struttura sia pure temporaneamente installata ed allestita”».

ASSENZA DI SERVIZI IGIENICI
Come già evidenziato, il Comune «consapevole della illiceità della “baracca”, simula che essa non esista e che la società ricorrente si debba munire del permesso di costruire e della autorizzazione paesaggistica». Un falso che la Gestur ha rifiutato.
E nel ricorso addirittura si evidenzia che la baracca «è priva di linea telefonica e di internet per cui non si possono ricevere prenotazioni per il rilascio dei biglietti, è priva di energia elettrica. A tale proposito si deve osservare che non vi è contatore di energia elettrica, ed è stato installatoun filo elettrico volante, con il quale viene prelevata la energia che utilizzano le società di navigazione Caremar e Medmar, che hanno accettato la convenzione, con conseguente furto di energia in danno dell’Enel, in quanto per essa nulla pagano non essendovi misuratore; inoltre, sussiste il pericolo per la pubblica incolumità poiché il filo volante non rispetta le prescrizioni della legge 46/90 mancando il filo di messa a terra, che possa determinare in caso di emergenza il distacco del flusso elettrico».
E quanto all’igiene e alla tutela della salute di passeggeri e lavoratori, «il manufatto non dispone di servizi igienici per l’uso ed i bisogni del personale, con la conseguenza che esso violi le norme sulla sicurezza sul lavoro, e la rappresentanza sindacale dell’UGL ha inoltrato diffida affinchè non sia consentito l’uso della struttura baraccale».

AREA PERICOLOSA
Ergo, Enzo Ferrandino impone alle compagnie di navigazione di rubare energia elettrica e di non rispettare le norme sulla sicurezza. E anche l’ubicazione del parcheggio ex Guerra, come è ben noto, risulta di per sé pericolosa. «Essa è ubicata lungo la Strada Statale 270, affidata in gestione alla Città Metropolitana, che presenta una linea continua di spartitraffico per cui i veicoli che provengano dal Comune di Casamicciola Terme con andamento verso Barano d’Ischia non possono svoltare sulla sinistra per attraversare la corsia nel senso opposto ed entrare nell’area di parcheggio, sostare ed attendere di imbarcarsi. La Città Metropolitana ha tracciato due linee continue di spartitraffico per indicare il divieto di oltrepassare quella demarcazione. Ma una mano ignota, in assenza degli atti amministrativi, ha pennellato con asfalto nero la linea bianca e continua e vi ha creato quattro interruzioni per segnalare il diritto di svolta su una strada a scorrimento veloce. E’ paradossale che il Sindaco, quale ufficiale di governo, che deve avere a cuore la tutela della pubblica incolumità, non sia intervenuto per eliminare quel banditesco arbitrio».
Ce n’è a sufficienza per chiedere l’annullamento di una ordinanza palesemente illegittima.

SINDACO INCOMPETENTE
Il primo vizio rilevato è l’«incompetenza del Sindaco di Ischia ad emettere l’ordinanza di regolamentazione del traffico con inibizione della sosta sulla via Iasolino, in quanto i provvedimenti sono di competenza del Prefetto, atteso che si tratta di strada statale, come si evince dagli atti predetti, ubicata fuori dal centro abitato». Ma non è finita: «Il Sindaco non ha adottato l’atto impugnato quale Ufficiale di Governo e, quindi, ai sensi dell’art. 107 del D.L.vo 267/00, richiamato nella premessa del provvedimento impugnato, lo stesso avrebbe dovuto essere adottato dal Comandante della Polizia Municipale, Responsabile del Settore della mobilità, competente a valutare le implicazioni sulla circolazione stradale e le conseguenze sulla sicurezza stradale». Ma l’ordinanza comunque va in contrasto con quella adottata dal comandante del Porto di Ischia proprio per regolamentare il traffico.
Quanto all’“eccesso di potere” nell’imporre l’utilizzo del manufatto abusivo (per il quale è previsto addirittura un canone di 20.811,37), si evidenzia che il sindaco «avrebbe già dovuto disporre che il Responsabile del Servizio Edilizia Privata avesse ordinato l’abbattimento della struttura abusiva, priva di certificato di agibilità urbanistica e sanitaria, inutilizzabile perché priva di energia elettrica e linea telefonica. L’atto impugnato è il trionfo della illegalità, in quanto, anche se l’ordinanza non lo prevede, consente ed impone l’uso della struttura da parte delle società di navigazione Caremar e Medmar che, invece, non potrebbero legittimamente avvalersene, ed addirittura con un filo volante prelevano energia pubblica senza pagarla».

IL COVID SOLO UNA SCUSA
Bacchettate sonore a Enzo. E poi l’avv. Di Scala smonta anche la scusa dell’emergenza sanitaria: «Il provvedimento comunale fa riferimento alla necessità di adottare la determinazione del traffico per prevenire la diffusione della pandemia da Covid. Il Sindaco non ha alcuna competenza in materia, esulando l’adozione di siffatti atti dalla previsione dell’art. 50 del D.L.vo 267/00, ed in ogni caso l’atto non è idoneo ad evitare la diffusione della pandemia che, anzi, favorisce determinando in quel sito la concentrazione di persone quali tassisti, vigili urbani, passeggeri. Peraltro, essa contrasta con le disposizioni statali e regionali che prevedono il solo distanziamento e l’uso della mascherina, con la conseguenza che la circolazione non c’entri in siffatta materia. Si è omesso di considerare che l’incolonnamento in via Iasolino determina il distanziamento fra le persone e non la concentrazione, mentre in quel parcheggio Guerra ove si fermano tassisti, vigili, conducenti di veicoli privati, con centinaia di persone, condannate a prolungate soste, il distanziamento viene meno con naturali affollamenti».
Un provvedimento immotivato, sproporzionato, che non tiene conto dell’interesse pubblico e assunto travisando i dati di fatto, si evidenzia nel ricorso.

ACCESSO VIETATO A VIA IASOLINO
Un’ordinanza che di fatto danneggia pesantemente la Gestur: «In forza dell’ordinanza impugnata, non si consente ai passeggeri in partenza privi del biglietto di accedere alla area portuale e, quindi, la società ricorrente, che non intende subire la imposizione di allocarsi nella baracca della società “Giacometti”, è destinata a perdere tutti i clienti. Dalla dichiarazione del signor Giovanni Garofalo, funzionario della ricorrente società di navigazione con poteri di Polizia Amministrativa, emerge che né i veicoli, né i passeggeri potranno accedere alla via Iasolino senza avere già acquistato il biglietto, in quanto la Polizia Municipale del Comune di Ischia non consente l’ingresso nell’area di via Iasolino ove non sia stato acquistato il biglietto. Poiché la biglietteria della società Gestur si trova all’interno di via Iasolino al civico 55, i passeggeri non vi potranno mai accedere, con conseguente strozzamento della attività armatoriale della società ricorrente a causa del provvedimento sindacale, che sotto tale profilo è paradossale e viziato da omessa ponderazione, da sproporzione e da carenza di interesse pubblico».
Anche per tale motivo, oltre all’annullamento, si chiede un decreto del presidente del Tar Campania che sospenda l’efficacia dell’ordinanza, «fonte di danno grave ed irreparabile per la società ricorrente, in quanto essa, per la inibizione dell’accesso di veicoli e passeggeri alla banchina olimpica attraverso la via Iasolino, ove trovasi la sua biglietteria, non potrà più operare e perderà la propria clientela; ha già ricevuto centinaia di prenotazioni per gli imbarchi dal Porto di Ischia sin dal 16 Agosto e, quindi, l’impossibilità per i passeggeri di ritirare il biglietto presso la propria biglietteria, cui non si può accedere senza avere acquistato il biglietto fuori dell’area, determinerà lo sviamento della clientela, il diritto al rimborso dei pagamenti effettuati, e la necessità di licenziare o mettere in cassa integrazione i 50 dipendenti che sono in servizio».
Pesanti ricadute anche occupazionali, dunque, per la scellerata scelta di Enzo Ferrandino.

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