Ottava spada alla Madonna: si al Settenario, ma col prete “protestante”

Scontro continuo nella chiesa di Forio: non basta il “patronato” e il destino di Don Giuseppe Nicolella. La “guerra” per la Madonna che si sta combattendo a Forio è stato oggetto già di altri servizi che, in parte, ci ha visti protagonisti...

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Gaetano Di Meglio | Non c’è pace per la chiesa di Forio. La crisi tra i parrocchiani di Don Emanuel Monte è sempre più accentuata. Una frattura dovuta all’insensibilità (o alla strafottenza) del prelato che calpesta, stando alle numerose polemiche che si leggono e sentono in giro, le tradizioni religiose del popolo credente di Forio.

Un popolo combattivo, che non lascia nulla al caso e che, mai come in questi tempi, si sente messo all’angolo dalle innovazioni e dai cambiamenti imposte dal giovane prete foriano cresciuto nel focolare di Fiaiano.
Purtroppo, da quando i focolarini hanno preso possesso dello scettro di Lagnese, ne vediamo di tutti i colori.

Parrocchie e comunità spaccate e preti che preferiscono dilaniare il proprio gregge invece che unirlo.
E da un focolare all’altro la storia è la stessa. Preti col vizio della copula fanno da pendant a preti che “litigano” con i propri parrocchiani. La storia delle rondini baranese è la stessa, se vogliamo, del settenario della Madonna a Forio. Due preti di chiara matrice Lubichiana che mettono umiliano la semplice dei fede dei propri parrocchiani con scelte inopportune e dispetti in piena regola.

Ma se Barano non ha protestato violenza, Forio è scesa in campo. E ha schierato i cannoni contro il loro parroco.
Una guerra che supera anche quella nata per il diritto di patronato per la Parrocchia di San Vito Martire dove il Vescovo Lagnese, stringendo un patto di ferro con Papa Bergoglio, ha scippato, stando al sentimento percepito da molti foriani, quel diritto di natura medioevale ma che regalava alla comunità un intimo senso di unione.

La “guerra” per la Madonna che si sta combattendo a Forio è stato oggetto già di altri servizi che, in parte, ci ha visti protagonisti. Dopo la pressioni mediatiche e le critiche, il parroco di San Sebastiano ha dovuto ripiegare a organizzare il tanto dibattuto “settenario”.

E’ sempre Luciano Castaldi, cattolico di cui non si può dubitare, proprio come il contrario per chi scrive, che ne dà l’annuncio.
“Mi hanno riferito che il parroco di Forio ha confermato l’antica tradizione del settenario in onore dell’Addolorata. Bene, era quel che si voleva. Devo, però – scrive Luciano Castaldi nei giorni scorsi dopo la celebrazione di una messa -, per l’ennesima volta, precisare che non ho nulla di personale contro Don Emmanuel. Anzi. Mi sta simpatico e mi fa tenerezza, anche perché molte delle cose che lui pensa sono frutto non di malafede, ma di una cattiva formazione.”

Parole pesanti. Ma se Luciano fa una valutazione più “alta”, il popolino continua ad attaccare Don Emmanuel per altre mancanze: nessuna visita agli ammalati, nessuna confessione, messe in ritardo e una certa confidenza, sopra le righe, con alcune donne del posto. Atteggiamenti che, se per alcuni sono tollerabili, per altri, invece, sono scandali.

Ma in stile focolare, il buon Emmanuel ha concesso il settenario ma ha pensato bene di chiamare un “oratore”, già noto al popolo di Forio che ha già innescato le polemiche e le critiche. Ed è proprio Mariano Palumbo, il predicatore del Settenario dell’Immacolata che non piace a parte della parrocchia.

Un dissenso che arriva, sempre, Luciano Castaldi che, con un po’ di balsamo, smaschera la mossa del parroco “O Maria SS Addolorata, posso io vedervi e non piangere? E piangerei certamente di più se venissi anch’io a far da spettatore al teatino montato che, anziché aiutarmi a crescere nella (già misera) fede e a provare a consolarti, mi provocasse invece altri cattivi pensieri e cattivissimi propositi. Io sono cattolico, apostolico, foriano. (La razza peggiore). Cattolico, amo tutti e pure i luterani. Ma amo di più Te, Madre della Verità. Apostolico, non mi faccio fregare dai falsi profeti che vorrebbero condurci sulla strada sbagliata. Foriano, potrei spaccare in testa il microfono al miscredente e non farei alcun male, lo ha detto persino Bergoglio (“Se uno offende mia madre, gli tiro un cazzotto…”). Madre Santa, se proprio devi sopportare, se non si può cambiare lo show, illumina i tuoi figli: durante i sermoncini luternaneggianti, gli uomini tornino fuori a fumare (come ai vecchi tempi), le donne tornino a recitare il Rosario (come ai vecchi tempi), i chierichetti, se ce ne sono, prendano con una scusa la via del gabinetto (come ai miei tempi), chi non si può muovere e non riesce a concentrarsi per il Rosario ne approfitti per una pennichella. Ritornino dentro gli uomini, le donne mettano a posto la corona, i chierichetti ordinati vadano a posto, si destino gli assopiti solo al momento della liturgia. Cattolica. Apostolica. Romana, anzi Foriana… perché vogliamo la coroncina, e i canti, e tutto il resto”.

Un testo che nasconde bordate profonde. La più dura è questa “, illumina i tuoi figli: durante i sermoncini luternaneggianti”. Secondo Castaldi, infatti, il prete di Forio inizia a distanziarsi da quella che è la tradizione cattolica per avvicinarsi a quella protestante. Per alcuni versi, ci verrebbe da dire, finalmente, ma evitiamo di accendere altre polemiche!

Sulla stessa linea d’onda, e “contro” Palumbo, c’è anche la nostra opinionista cattolica, la famosa N.N, che, dopo la notizia della ripresa del Settenario, scrive: “Dopo aver appreso la bellissima notizia, ne ho immediatamente ricevuto una brutta. La Madonnina mi perdonerà, ma non ho alcuna intenzione di sorbirmi per qualche giorno uno dei più quotati agiografi e propagandisti di Martin Lutero presente sulla piazza. Preferisco ascoltare il sacerdote di cui ogni giorno sento la Messa: una cosa è certa, da come predica, Lutero lo schiferà proprio. Con il pensiero rivolto a Maria, pregherò nella chiesa da me frequentata. A tutti i miei più cari amici auguro buon, amaro, divertimento…”

Una chiesa spaccata, divisa in due che, invece, meriterebbe di ricevere un altro trattamento. Ma non ci sono nuvole “buone” all’orizzonte.

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