lunedì, Marzo 8, 2021

Ospedale Rizzoli: Reparto di Oncologia esempio di umanità e professionalità

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Il comune preme sulla Curia per restituire al culto il sacro luogo. L’occasione è data dalle imminenti festività pasquali. Castagna tuona:“Non posso esimermi dall’informarVi che nulla osta all’utilizzo dell’immobile, pertanto a partire dal 15 marzo 2021 sarà cura del comune assicurare l’apertura della Basilica tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 esclusi il sabato e la domenica, salvo ulteriori disposizioni“

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Anna Lamonaca | Nascere e vivere a Ischia è sicuramente un privilegio da tanti punti di vista, ma capita che se ci si ammala di alcune patologie, il panico prende perché il mare diventa di colpo un ostacolo da superare per andare in terraferma. Per fortuna sull’ isola abbiamo l’Ospedale Anna Rizzoli  che è una struttura importantissima  insieme ad altri centri che stanno diventando con gli anni sempre più completi nella cura anche delle malattie oncologiche. Esiste infatti, il reparto diretto dal dott. Mabilia che segue con amore e professionalità i malati durante i cicli di chemioterapia. Lo staff formato da persone preparate, competenti, ma soprattutto umane, rende più accettabili le cure, circondando chi ha bisogno, di sorrisi, parole giuste ed affetto, tranquillizzando i pazienti dando loro la certezza che tutto andrà bene e che essi saranno presenti sempre per qualsiasi cosa… In merito a ciò riceviamo e pubblichiamo una lettera di Rosa Farese che è un grazie a questi medici ed infermieri, angeli che ogni giorno nel nostro ospedale sono indispensabili e fondamentali e sono sempre sostegno per i malati:

“Ci troviamo spesso a leggere articoli di grandi testate giornalistiche nazionali e locali riguardanti episodi di malasanità e di tagli che ha subito l’intero comparto negli ultimi venti anni.

A volte, purtroppo, anche il nostro ospedale A. Rizzoli sale agli albori della cronaca per aspetti sia positivi che negativi, ma che solitamente riguardano sempre gli stessi argomenti. Stavolta io non sono qui a scrivere dei servizi e reparti che vengono apprezzati per la loro efficienza oppure per le solite mancanze ed i soliti problemi che tutti ben conosciamo e di cui siamo oramai anche stanchi di leggere.

Questa volta voglio mettere in risalto e “dare luce” ad un servizio della sanità isolana, il Reparto di Oncologia (presso la Clinica S. Giovan Giuseppe). Probabilmente nessuno di voi ha mai letto qualcosa a proposito di questo reparto che, per esperienza mia personale in quanto frequento questo ambiente da alcuni mesi, è sicuramente uno dei fiori all’occhiello della nostra sanità.

Posso semplicemente dirvi che tutto lo staff sanitario e parasanitario accompagna noi pazienti oncologici in questo difficile percorso con amore e professionalità.

Quando ci rechiamo presso la struttura per sottoporci alla terapia ci accoglie Dario Costa che ci regala il primo sorriso, anche se solo con gli occhi. Dopo la sala di attesa andiamo in reparto ed incontriamo tutto il personale del servizio di oncologia:

-il tecnico di laboratorio la dott.ssa Stefania Cocuccio che ci prepara il medicinale della chemio;

-gli infermieri Massimiliano Cioffi, Orlando Faiola, Roberto Pianese, che ci assistono durante la terapia con la loro attenzione, cordialità e professionalità;

-i medici oncologi dott. Roberto Mabilia, dott. Maurizio Matarese, dott.ssa Claudia Loredana Petrescu, ai quali noi pazienti ci affidiamo, non solo nello specifico momento delle cure in reparto, ma in tutto il periodo del percorso terapico, con profonda gratitudine in quanto nel loro operato mettono amore e passione verso ciascuno di noi.

Sottoporsi alla terapia, come avrete più volte sentito dire, non è facile né indolore, ma i momenti che trascorriamo durante la nostra permanenza in reparto vi posso assicurare che vengono resi meno pesanti da un ambiente sereno e direi quasi familiare creato dallo staff sanitario ed in particolare dai tre infermieri che ci seguono di continuo nelle ore di durata della terapia.

Se dovessi trovare un neo a questo reparto sarebbe prettamente di carattere strutturale. La carenze e le ridotte dimensioni dei locali non garantiscono quel livello di “comfort” e privacy che dovrebbe essere garantito a dei pazienti che si devono sottoporre ad un percorso di cure come le terapie oncologiche.

Mi preme inoltre evidenziare come sull’isola non sia possibile sottoporsi a cicli di radioterapia e noi pazienti oncologici, ahimè immunodepressi, siamo costretti a recarci in terraferma con tutti i rischi del caso, in particolar modo in questo periodo d’emergenza sanitaria.

Volendo, in conclusione, riassumere in cinque parole la mia personale esperienza che mi ha portato a conoscere nel profondo una delle realtà della sanità isolana di notevole importanza ed alla quale fanno riferimento diversi nostri concittadini, ma di cui si parla sempre e comunque poco, posso solo scrivere qui: AMORE, PASSIONE, ATTENZIONE, CORDIALITÀ E PROFESSIONALITÀ.”

ROSA FARESE

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