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Ora è ufficiale, dal 23 al 30 maggio blocco delle udienze in tribunale

La battaglia. La dura protesta coincide con la decisione della Garzo di non inviare il giudice della feriale

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Paolo Mosè | E’ stato ufficializzato il periodo in cui gli avvocati dell’isola d’Ischia si asterranno dalle udienze penali, civili e al Giudice di Pace. Per protestare soprattutto sul mancato invio di un giudice della feriale, costringendo per gli affari urgenti a recarsi a Napoli durante il periodo che va dalla metà di luglio e fino al 15 settembre. Inoltre questa astensione serve per lanciare l’ennesimo messaggio di contrarietà alla scelta governativa di non affrontare nel merito la possibilità di una ennesima proroga, mantenendo per altri due anni aperte le sezioni delle tre isole.

Nel documento è spiegato che nell’assemblea del 29 aprile c’è stato un dibattito aperto e a volte anche spigoloso e che sono state incentrate delle discussioni che hanno visto protagonista soprattutto la presidenza del tribunale. Con un rammarico profondo e sconcertante per l’avvocatura di aver trovato un interlocutore che è sembrato fino ad ora un muro di gomma: «Tutte le istanze di stabilizzazione del Presidio di Legalità Ischitano, provenienti dalla Cittadinanza, dai Sindaci, dall’ANCIM, dai Parlamentari e Rappresentanti Politici di tutte le forze presenti in Parlamento, dall’Avvocatura, nonché dalle Associazioni, dai Sindacati, dalle Rappresentanze delle varie categorie sociali, dagli Studenti e dall’Associazione Disabili Ischia, sono cadute nel vuoto, tant’è che alle Sezioni Distaccate di Ischia, in sede di conversione del Decreto Milleproroghe, non è stata concessa neppure la proroga richiesta in attesa di stabilizzazione».

E si è analizzata in questo documento la posizione del presidente Garzo, che nel suo intervento ha sottolineato che l’ufficio giudiziario ischitano appalesa una marcata inefficienza. Questo giudizio non è ritenuto veritiero dalla classe forense: «La Presidente del Tribunale di Napoli, presente in Assemblea, ha puntato il dito contro l’inefficienza della Sezione Distaccata, che tuttavia dipende dalla sua precarietà e dalla mancata stabile assegnazione di Magistrati e di personale amministrativo che ne discende».

L’altro punto che ha scatenato la reazione degli avvocati è proprio l’assenza di un giudice della feriale, che ad Ischia è sempre stato presente da quando è stato istituito e in un colpo solo si è decisa la sua eliminazione in attesa della chiusura definitiva al 31 dicembre: «La stessa Presidente del Tribunale di Napoli ha annunciato l’intenzione di ordinare che la celebrazione delle udienze durante il periodo feriale avvenga presso la Sede Centrale del Tribunale di Napoli.

Perdurando la precarietà della Sede Distaccata di Tribunale e lo stato comatoso della Giustizia sull’isola, situazione del tutto inaccettabile e costituente un grave vulnus ai Diritti della intera Comunità isolana, e, permanendo, pertanto, lo stato di agitazione della Classe Forense Ischitana, soprattutto in difesa del Diritto dei 70.000 Cittadini Ischitani ad avere accesso alla Giurisdizione sul territorio dell’isola d’Ischia, privo di continuità territoriale con il resto della Nazione».

Si chiudono i battenti dei processi dal 23 al 30 maggio, senza possibilità di eccezioni. Un blocco totale per dire chiaramente che la giustizia è un servizio che deve essere garantito soprattutto alle popolazioni isolane.

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