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Operazione possibile “Salviamo Don Orione”. Non possiamo girare le spalle ad anziani e deboli

Da anni ci battiamo, da soli, perché questo seme non muoia. Perché il “Don Orione” resti la casa per i poveri, gli afflitti, gli anziani e i derelitti. Perché venga rispettato il dono alla comunità di Casamicciola da parte dalla famiglia Morgera

Ida Trofa | In questo disastroso giugno 2021, purtroppo, questo seme muore per sempre, sommerso dall’aridità economica e dall’assenza di impegni concreti per la sua sopravvivenza.
Muore l’impresa che gravitava (ufficialmente) intorno alla casa di riposo Villa Joseph sommersa dai debiti e gravata dall’impossibilità di sostenere i costi di gestione. L’unica reale fonte di sostentamento, oltre il welfare regionale, dal 2017 fino al dicembre 2020 erano stati i proventi derivanti dagli alloggiati del sisma e pochi anziani ricoverati. Tra il 2015 ed il 2106 il complesso ha ottenuto l’autorizzazione per lo svolgimento di attività alberghiere.
Gli ultimi mesi sono stati mesi lunghissimi in cui neppure gli addetti ai lavori sono stati pagati. Il 15 giugno la società che si occupa della gestione ha chiuso i battenti. Oggi il popolo di Casamicciola che ha tanto lavorato e dato per questa preziosa istituzione, è in forte ambasce. Un ricovero che per anni ha sopperito alle mancanze del servizio sanitario nazionale rischia di perdersi per sempre.

Una srl fino al 2050 che oggi depone le armi
Per capire bene come è la situazione, va sottolineato, forse gridato con forza, che la struttura di Casamicciola, per volere dell’ancella di Padre Pio, Giuseppina Morgera, è dal 1959 di proprietà degli Orionini rappresentanti dell’Istituto Religioso Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione ed è gestita dal 2013 dall’azienda pompeana “Villa Joseph srl” di Ferdinando Scarpa e Marianna Schettino.
La previsione imprenditoriale dello Scarpa che aveva fondato, forse anelando a ben altro, la sua srl con validità fino al 2050 paiono miseramente fallite. O almeno così sembra.
Una società che gestisce, o forse sarebbe meglio dire gestiva, l’ospizio per gli anziani casamicciolese con un certo ritorno economico ottenute dai ricavi delle vendite e delle prestazioni registrati nell’ultimo bilancio societario con pochi dipendenti a carico, tenta di liberarsi del peso di questo complesso, magari ricavandone qualcosa, ormai da anni. Tutto infruttuosamente.
Ora, dal terremoto al covid, pare abbia subito la mazzata finale o trovato il pretesto giusto per finalizzare il progetto imprenditoriale con un qualche guadagno in più.
Una srl fondata per durare fino al 2050 che oggi depone le armi? A questo punto dovrebbero essere le istituzioni, i nostri rappresentanti civili e religiosi a chiarire cosa sta accadendo.Non si può far finta di nulla. La Curia che fa? E il comune finge forse di non vedere?

C’è stato un coinvolgimento attivo, fattivo, di tanti ischitani, oltre la fede religiosa e l’appartenenza ad una chiesa, nella costruzione e nell’attività di “Villa Joseph”, da non poter comprendere e accettare così, senza farsi sentire, la soluzione proposta: la chiusura.
Villa Joseph è un’opera che sta a cuore al popolo ischitano e, a tal fine, sarebbe auspicabile verificare, ad esempio, la presa in gestione di “Villa Joseph” da parte della Diocesi o di un altro soggetto imprenditoriale.
Anche l’ente locale potrebbe intervenire. Non vorremo, che, forse, ancora sopito sotto le ceneri di questo ennesimo, apparente, fallimento si nasconda qualche complesso e appetitoso passaggio immobiliare?

Papa Francesco sapeva!
Nel 2013 Papa Francesco fu messo a conoscenza della situazione d’incertezza del Don Orione, l’ospizio per i poveri di Casamicciola Terme costruito con il sacrifico, la dedizione e il lavoro di un intero popolo. Un Gruppo di Fedeli ischitani, infatti, aveva inviato una missiva al Pontefice con una serie di documenti, atti e articoli del nostro giornale con il quale si rileva la volontà di cedere Villa Joseph. Scarna ma chiara la risposta del Vaticano: “Il vostro messaggio è arrivato e sarà recapitato a destinazione”. Evidentemente c’è una studiata inerzia nel prendere la questione di petto e risolverla in favore del bene comune.

La srl
Ferdinando Scarpa proprio nel 2013 per la gestione dell’Ospizio casamicciolese, fonda la “srl Villa Joseph” di cui è l’amministratore unico e la cui sede è in corso Vittorio Emanuele presso il Don Orione. 20mila € di capitale sociale di cui solo 5mila euro versati. Socio di Scarpa, rinomato costruttore di Torre Annunziata con residenza a Scafati e detentore del 95% di quote la signora Marianna Schettino, residente a Scafati, nella stessa dimora di Scarpa, e detentrice di un ventesimo delle partecipazioni societarie.

Welfare
Nel 2013 Scarpa ottiene il “Don Orione” e per la gestione fonda, l’omonima “Villa Joseph srl”. Una SRL a capo della gestione dello Ospizio religioso donato ai poveri e ai religiosi capace di catalizzare finanziamenti regionali per un contributo richiesto pari a 700mila euro e un costo totale di 1.365.000,00 euro in favore del progetto denominato “Casa per anziani Villa Joseph”.
L’ammissione del dipartimento a finanziamento con il decreto dirigenziale n. 676 del 30.06.2014 pubblicato sul Burc del 7/7/2014 per i PO FESR 2007/2003 “Aiuti a finalità regionale per lo sviluppo dell’offerta di strutture per la dignità e la cittadinanza sociale”.
Il progetto finanziato avrebbe dovuto concludersi finanziariamente ed essere operativo compatibilmente con i termini di ammissibilità della spesa e con gli orientamenti di chiusura al 15 dicembre 2015.

Il Progetto di Scarpa giunge 48esimo su 60 risultati ammessi e finanziati all’avviso pubblico per un importo paria 300milioni di €. Giusto per evidenziare due date, “Villa Joseph srl” viene costituita due mesi dopo la pubblicazione dell’avviso, l’1 luglio 2013.
La Srl, fondata il primo luglio 2013, proprio il 24 marzo 2016, quando gli echi della vendita da parte degli orionini proprietari ad altro soggetto si facevano più forti, presenta un aggiornamento societario.

Il fallimento di una comunità
Resta un solo amarissimo pizzino. Una breve lettera agli ospiti e ai familiari, la Villa Joseph srl, la società che gestisce la casa per Anziani a Casamicciola Terme, ha comunicato la “cessazione delle attività” il 15 luglio, quando dovrà essere trovata una idonea sistemazione agli anziani attualmente alloggiati. Fine di un messaggio di speranza. Le motivazioni ufficiali che si leggono nella nota, sono comprensibili: “grosse difficoltà economiche e le perdite economiche”.

Con la speranza che non sia un secondo disegno e, per scongiurare questo orizzonte, sarebbe il caso che la Curia di Ischia, i sindaci e quanti hanno a cuore la sorti di un’opera iniziata tanti anni fa e portata avanti da Don Castiglione, con sacrificio e passione, potesse fare quadra ed evitare che un altro simbolo della nostra comunità possa sparire.
La donazione storica del bene ha un vincolo specifico. Ovvero per conservare le finalità dei luoghi ed istituirvi una succursale del dipendente Piccolo Cottolengo di Don Orione di Napoli “Amedeo U. Duca d’Aosta”. Oggi è necessario che l’isola intervenga per salvare la casa dei poveri e dei religiosi dalle spire dell’affarismo privato e politico. Dopo il “fenomeno” Calise, il Don Orione va ad aggiungersi ai fallimenti collettivi che una società come la nostra dovrebbe, ad ogni costo, evitare di collezionare. Ci resta poco meno di un mese per agire.

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1 commento

  1. Giovannone somma urgenza che dice?
    Lui e tutti gli altri politici di Casamicciola si devono solo vergognare.
    Evidentemente c’è la volontà di far fallire per poi accaparrarsi la struttura e trasformarla in albergo, a scapito degli anziani.
    E papa Francesco dopo 8 anni sta ancora pensando..

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