lunedì, Aprile 12, 2021

«OMM E MERD!» Giuseppe Morgera querela Giacomo Pascale. E’ scontro tra il presidente della Sez. 1 e il sindaco eletto

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Ida Trofa | Elezioni e polemiche, parte la querela del presidente della 1 Sezione del seggio elettorale di Lacco Ameno, Giuseppe Morgera. Morgera non ci sta e querela il sindaco Giacomo Pascale. Quelle parole così impetuose e poco riguardevoli, soprattutto poco consone ai ruoli, continuano a far discutere lasciando una macchia su un voto torbido e violento. Parole che vanno oltre la sfuriata e si prefigurano come il palese tentativo di fermare la macchina elettorale e il lavoro dell’Adunanza.

Fatale per questo ennesimo scontro civile e istituzionali e che va ben oltre la questione in se, la vicenda che vide protagonista Pascale nelle fasi successive la proclamazione degli eletti e la conferma del voto di parità con i famosi 1541 voti pari con il suo sfidante alla carica di sindaco. Un siparietto dai modi che, per brevità, diremo “urlati” al punto giusto da far assurgere l’amena cittadina e la comunità agli onori delle cronaca nazionale. E non certo in toni lusinghieri. Un siparietto a quanto pare studiato.

“Omm e merd” e molto altro ancora sono stati, infatti, il fondamento della denuncia-querela alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli con la quale Giuseppe Morgera, destinatario di quegli epiteti, chiede di vagliare il comportamento e l’agire di Pascale nel corso delle note vicende che hanno accompagnato il voto. Lo ricordiamo dopo quell’aggressione verbale sostenuta da una folla inferocita (e per fortuna che non si è trasformata in tragedia), la Polizia e le forze dell’ordine furono costrette a scortare dalla sede elettorale il Morgera, mentre i contestatori e seguaci del Pascale ne facevano oggetto di invettive e ingiurie condite da sputi e atti di impeto vari.
Tutto messo nero su bianco e corroborato da prove a supporto. Nei prossimi giorni la procura dovrà vagliare il contenuto dell’esposto corredato da prove documentali e documenti audio video.

In particolare il Giuseppe Morgera si riferisce all’episodio verificatosi il 22 settembre 2020 alle ore 21,00 circa, presso la scuola media adibita a sede della consultazione elettorale, chiedendone la punizione per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, p.e.p ex art.341 bis c.p., per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa nei confronti di un corpo politico, amministrativo o giudiziario ex art.595 c.p, per il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico ex.art 340 c.p. Per il reato di oltraggio a un Corpo Politico, Amministrativo o Giudiziario ex art.342 c.p, per il reato di Turbativa dello Svolgimento delle Operazioni Elettorali ex art. 100 DPR n.361/1957, nonché per ogni altro reato che sarà ravvisato dalla Procura nella narrazione dei fatti.
Nello specifico Morgera sottolinea che il tutto sarebbe partito quando, nell’espletamento del suo ruolo di Presidente di seggio n.1 e Presidente dell’Adunanza, ricettore di verbali dei seggi, ha annunciato la proclamazione degli eletti e che il signor Domenico De Siano ed il signor Giacomo Pascale hanno riportato lo stesso numero di voti, cioè 1541 voti validi preannunciando il turno di ballottaggio.

Da qui sarebbero scaturite le offese e le accuse del Pascale, gravissime, al presidente di seggio e dell’adunanza. Più volte viene rilevato l’uso delle parole “Omm e merd” ed ancora “vergogna” e peggio ancora “Altro che Lacco Ameno di Rizzoli questa è Corleone di Totò Rina“. Ma nell’esposto c’è molto altro ancora e riguarda ancore considerazioni e farsi sul Morgera, il suo operato e la sua famiglia oltre che i presunti legami tra lo stesso e l’avversario di Pascale, Domenico De Siano.
Per il querelante è chiaro che tutte le azioni di Giacomo Pacale erano mirate, piuttosto, ad interrompere le operazioni dell’Adunanza dei Presidenti, minandone la regolarità e la correttezza.

La circostanza sarebbe provata dalla costante richieste del querelato Pascale di “riaprire la tabella di scrutinio della sezione n.3“. Già questo basterebbe a configurare reati di interruzione di un ufficio o servizio Pubblico aggravato in virtù dei mezzi di condivisone e della diffusione attraverso ti e giornali e dirette Facebook ad un colpo politico, amministrativi o giudiziario quale l’adunanza.
Ora la richiesta di fare chiarezza alla Procura della Repubblica di Napoli, poi la riserva da parte del Morgera di costituirsi parte civile.
Insomma, la questione sui fattacci elettorali all’ombra del Fungo è tutt’altro che chiusa e si arricchisce, così, di un nuovo capitolo tutt’altro che lusinghiero. Ora alla Procura di Napoli il compito di fare chiarezza sull’agire del neo eletto sindaco. Il clima resta rovente, altro che pacificazione.

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2 Commenti

  1. Si dovrebbe dire:” Dio perdona loro perché non sanno quello che fanno e dicono”. Ma tanto è inutile. Oramai questo è il mondo in cui viviamo. Il RISPETTO, dove è andato a finire?

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