sabato, Maggio 15, 2021

OLTRE LA ZONA ROSSA di Daniela Scotti

In primo piano

Oltre la zona rossa ci siamo NOI.
Noi con le nostre paure, preoccupazioni, insoddisfazioni, disperazioni e con tutto quanto ne consegue da un lunghissimo e tediosissimo anno di pandemia da cui sembra non esserci prossima e repentina via di uscita . Un anno in cui ogni certezza è stata stravolta , resettata e ridimensionata. Ma NON voglio parlare di ciò che è stato, l’ho già fatto troppe volte , e poi è più che chiaro a tutti . Noi abbiamo invece bisogno di sapere e di pianificare bene e meglio , cosa ci aspetta dopo la zona rossa .

La nostra soglia di vita è diventata un sottilissimo foglio di carta velina che seppur cerchiamo di tingere e colorare è pronto a strapparsi sotto il peso del minimo fardello. Peso che troppo spesso appartiene alle istituzioni, proprio quelle che dovrebbero dare il buon esempio, quelle che dovrebbero tutelarci, quelle che dovrebbero impegnarsi affinché la dignità e la salute di ognuno di noi rappresenti la priorità assoluta.

E quindi ecco che in piena zona rossa, con tutte le limitazioni del caso assistiamo nostro malgrado e con spavalda prepotenza alla pubblicazione social di impunite feste e festini, grigliate e pranzi di gruppo, gremite inaugurazioni di Chiese con sfoggio in prima fila di tante fasce tricolori , funzioni religiose che su più versanti dell’isola accolgono numerosissimi fedeli , a cui corrisponde un rispetto relativo che annulla i minimi principi di sicurezza: distanziamento, mascherine etc. Ed ecco che da un periodo mediamente stabile iniziano le impennate di contagi , come era prevedibilmente comprensibile ma non per questo accettabile.
Il tutto poi avviene quando a titoli cubitali arriva la tanto attesa notizia: ” Ischia Covid free” . Quello di cui tante volte abbiamo parlato e ci siamo augurati. Ebbene quando sembriamo toccare con mano questa grande speranza sopraggiungono ripensamenti o come al solito avviene , disposizioni diverse o addirittura avverse.

Auspico, invece, che la grande macchina “vaccinazione di massa” parta ed anche quanto prima considerando che i numeri sono purtroppo in ascesa e questo potrebbe seriamente inficiare sull’operazione. Non comprendo la difficoltà nel seguire le direttive del Commissario Figliuolo , è chiaro che anche la vaccinazione di massa va fatta seguendo un ordine di categorie a rischio partendo dai fragili e gli anziani e andando a ritroso in base all’età . O la difficoltà è data dal fatto che invece qualcuno dei nostri amati politici voleva trasformare la Campagna vaccinale in Campagna elettorale? È inaccettabile pensare che i nostri concittadini fragili e gli anziani siano ancora in attesa di dosi di vaccino salvavita, anche se da dati statistici e da varianti in circolazione cominciamo ad essere tutti fortemente a rischio , ed invece alcuni comparti attualmente ancora NON ATTIVI sono stati già vaccinati. Non possiamo continuare a restare inerti e lasciarci gestire , abbiamo ben compreso la difficoltà del momento ma dobbiamo assumere posizioni forti e risolutive . Abbiamo avuto la fortuna di essere tra i prescelti nel progetto “Covid free” e non possiamo gettare alle ortiche una tale opportunità.

La vaccinazione di massa consentirebbe la messa in moto di quel motore economico che da troppo tempo è fermo in garage . Tale operazione non può essere pilotata da colori, bandiere o opportunisti , la vaccinazione appartiene a tutta la cittadinanza e per tanto basta seguire le prescrizioni in atto e l’ordine delle categorie partendo dagli over 80 a ritroso fino ai 16 enni come stabilito dal Commissario. Naturalmente vanno assicurate le dosi necessarie e la tipologia adeguata per categorie e patologie . Non dobbiamo diventare nè cavie da laboratorio nè ripiego di smaltimento dei residui di magazzino. Detto ciò abbandoniamo ogni clientelismo e rispettiamo il silenzioso e responsabile comportamento che ha contraddistinto quanti di noi attendono fiduciosi di riprendere in mano la propria vita. Dobbiamo essere come quella nave rompighiaccio che a dispetto della durezza e della difficoltà oggettiva procede imponente e dritta verso l’arrivo. Vorrei che tutto ciò riconduca in comportamenti coerenti e responsabili tali da trasformare le nostre speranze in una programmazione di certezze.
Daniela Scotti

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