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“Oggi, ci rendiamo conto che Forio non è un paese per tutti”

Polemica | idee chiare, problemi evidenti, soluzioni assenti. Non bastano 1 milioni e 400mila euro per modificare l’ingresso di un paese, se non cambia la concezione di inclusione di chi lo vive.

Davide Laezza | È spesso surreale il clima che accompagna le polemiche nel mio paese, per questo cerco di evitarle. Già a questa età è facile sentirsi Don Chisciotte, si incomincia a lottare contro i mulini a vento e non ha senso vomitare attacchi ed odio sui social se non si impara a costruire, a formare una proposta concreta che non duri solo un pomeriggio.Sì, perché il muro dell’indifferenza crolla per pochi giorni e poi si ritorna alla normalità, come se non fosse successo nulla.

Nessuno sa nulla, specialmente chi ha un ruolo di opposizione e vive l’amministrazione pubblica, e un po’ fa sorridere.Oggi, solo oggi, ci rendiamo conto che Forio non è un paese per tutti, e non bastano 1 milioni e 400mila euro per modificare l’ingresso di un paese, se non cambia la concezione di inclusione di chi lo vive.I lavori che interessano il Lungomare, primo lotto della grande opera pubblica del c.d. “Waterfront”, hanno raccolto malcontenti e diatribe, specialmente da parte dei commercianti che si sono ritrovati con strade dissestate, cantieri in piena stagione turistica e difficoltà nella circolazione dei veicoli.

Un territorio polveroso, dove le smart si alternano ai caterpillar e i posti riservati ai disabili sono luogo di scarico merci.Oltre alla mancanza di “verde pubblico”, al tema estetico e della presunta provincialità innata, critiche che lascio a chi ha più gusto di me, la cosa che preoccupa e che mi spinge a scrivere è proprio la mancanza di rispetto per il diverso ed il silenzio che l’accompagna. Tutti elementi che non danno merito ad un lavoro così importante, nato dall’impegno nel reperimento e nella gestione dei finanziamenti da parte dell’Ente locale.

L’ultimo atto che ha gettato sconcerto è stata l’installazione, dinnanzi alla Chiesa di San Gaetano, in Piazza Medaglie d’Oro, di un simil-“tornello”, un sistema di incanalamento e di controllo dei flussi di traffico pedonale. Come se fosse l’ingresso di una metropolitana, invece è il nostro centro storico. Luogo di eccellenza per il transito di tutti, piazza di incontri e sorrisi, per bere un caffè al Bar Mimì o mangiare una pizza da Geppo, alla Strambata. Uno strumento antiestetico e freddo, che vorrebbe evitare il transito di motoveicoli (?) ma che, di fatto, lo vieta solo ai diversamente abili.

In conclusione, se non impareremo a sentire la sofferenza dell’altro come se fosse la nostra, senza ledere le dignità; se non eviteremo di occupare indebitamente i posti riservati;se non risponderemo dei nostri sbagli, senza scaricare responsabilità, chiedendo scusa;se non impareremo a valorizzare gli spazi con intelligenza e rispetto, coltivando il bello e custodendo la nostra storia, da vera capitale turistica europea, non resterà altro che cullarci sulle nostre miserie. “Cenerentola” del golfo di Napoli, incapace di calzare la scarpetta…Aspettando il futuro.

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2 Commenti

  1. Da isolano ritengo Forio uno dei comuni più belli dell isola, con le sue coste, le sue spiagge e quel sole che d estate quasi nn voglia mai tramontare.Ma al contempo permettimi di dire anche il peggio gestito. Sembra di stare in una metropoli impazzita, dove non esistono regole , ne stradali ne di senso civico.E poi … quell immondizia a terrà fino a mattina inoltrata( senza dimenticare tempo fa quello scempio lungo la splendida passeggiata sopra cava dell isola e soprattutto quella bella colata di cemento a Zaro, mamma mia..),indecoroso ed immeritato biglietto da visita, soprattutto nei pressi degli alberghi, dove la gente non può non notare.
    Purtroppo un po’ tutta l isola si ritrova in questa spiacevole situazione, dove non si vede segno di cambiamento alcuno.Dove le bruttezze e le cattive azioni sembrano ormai essere diventate consuetudine e normalità.
    E continuo fortemente ad asserire che la causa di tutto sono i cittadini.Siamo noi, il popolo che non s indigna più davanti a nulla.

  2. Ma facciamo i nomi di questi grandi luminari che hanno avuto l idea di installare un tornello a ridosso del centro storico. Una cazzata del genere é degna di encomio. Ma si può? La sovrintendenza ai beni ambientali e del paesaggio cosa ne pensa? E quella per il vincolo storico ed architettonico tace? I preposti a vigilare su un opera pubblica cosa fanno non vedono nulla? Forse questo tornello è stato installato con le stesse autorizzazioni che aveva la ringhiera a Monticchio?

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