Obbligo di dimora a Casari, concittadini esultano

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Concordia. Di giorno non è più ai domiciliari. Il vicesindaco: «Viene ancora visto come benefattore»

Serena Arbizzi
CONCORDIA. La magistratura del tribunale di Napoli ha modificato la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di Roberto Casari, ex numero uno di Cpl Concordia, arrestato lo scorso anno nell’ambito dell’inchiesta tangenti per la metanizzazione di Ischia e fondi neri in Tunisia per pagare le mazzette.

Da sabato pomeriggio Casari ha l’obbligo di dimora nel comune di Concordia di giorno e l’obbligo di restare a casa alla sera e alla notte.

Poco dopo la notifica del provvedimento, la famiglia ha diffuso la notizia, intendendola come passo importante verso la libertà.

Tanto che poco dopo è stata fatta filtrare la notizia di una prima uscita pubblica nel bar di sempre, dove l’ex patron di Cpl è stato accolto con entusiasmo e calore dagli amici e ammiratori concordiesi. Circostanza che ieri ha suscitato opposte valutazioni.

Sin dal suo arresto, per la verità, Casari è stato circondato dalla solidarietà dei concittadini.

«Ho appreso la notizia da un messaggio nelle scorse ore – commenta la vice sindaco Angela Bozzoli, che non si dimostra stupita della reazione giubilante dei concordiesi al fatto che Casari sia tornato “libero” – È vero che Casari ha sempre goduto in paese di stima e, pertanto, posso comprendere che la gente abbia reagito positivamente a questo annuncio. Questo per la storia di Cpl, perché diversi, quando hanno chiesto aiuto, hanno sempre riscontrato una risposta positiva. Casari, in paese, ha detto sì alle richieste delle associazioni, a tutti quanti».

Il fatto che Casari resti plurimputato per vicende molto serie non condiziona i concordiesi? «Lui viene visto come un benefattore. – prosegue il vicesindaco – Probabilmente le questioni giudiziarie sono difficili da interpretare da parte di chi non è addentro a queste cose. Vicende su cui noi non possiamo dire nulla perché ne sappiamo tanto quanto un comune cittadino. Noi dal nostro canto, non possiamo che ribadire la lotta per la legalità».

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