Nuovo sit in al Capricho. Per gli sfollati c’è tempo fino al 1 giugno Poi fuori dalle camere

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Ida Trofa | Nuova protesta, ieri, da parte degli alloggiati del terremoto di Ischia. Sit in e manifestazioni pacifiche davanti al Capricho di Casamicciola Terme, sede provvisoria del Municipio. I manifestanti hanno chiesto di incontrare il sindaco Giovan Battista Castagna per discutere il loro futuro. Il futuro di un gruppo di sfollati per i quali è stato stabilito, che a partire dal 18 maggio, lascino gli hotel per passare, se dovuto, al Cas ed una autonoma sistemazione. Massiccio lo spiegamento di forze dell’ordine Polizia e Carabinieri intervenuti per evitare disordini ed assembramenti.

Il primo cittadino Castagna ha cosi ricevendo, nelal tarda mattinata, una delegazione con cui ha colloquiato allungo chiarendo che non c’è modo di proseguire l’assistenza alberghiera. Il 31 maggio è la data ultima concessa agli alloggiati in hotel, circa 100, per lasciare le 7 strutture dove attualmente trovano ricovero. Il commissario Carlo Schilardi, dopo quasi tre anni ha detto basta agli sfollati in hotel a 35 € al giorno per un costo di 7 mila euro giornalieri complessivi per la sola Casamicciola Terme.

Solo CAS ed a prezzi ridottissimi. Niente piroghe ne appelli politici alla comprensione. Schilardi non ha ammesso ragioni oltre il COVID-19 che per questioni sanitarie ha concesso agli alloggiati questa parentesi di maggio con dead Line al 18/05 al fine di rispondere alle norme dettate dall’emergenza sanitaria e non si mica e dunque prevenire il contagio impedendo che alcuno lasciasse il promo domicilio e dunque anche l’hotel. Ma ora basta. E’ ufficialmente terminata l’era dell’assistenza alberghiera per gli sfollati del sisma 2017 di Ischia. Nessuna proroga per gli sfollati che alloggiavano presso le strutture ricettive, tutti trasformati in CAS ove legittimamente previsto.

Il CAS lo ricordiamo, sarà garantito agli inquilini nella misura del cinquanta per cento fino al prossimo 31 dicembre, mentre ai proprietari di abitazioni danneggiate dal sisma fino al permanere delle condizioni di necessità abitativa.Un taglio drastico che via avevano anticipato già un anno fa con lo stop allo Stato di Emergenza che lo garantiva senza se e senza ma. Il commissario alla ricostruzione, Carlo Schilardi, è stato chiarissimo, i fondi per l’assistenza sono terminati e la posta sui bilanci della tesoreria speciale è stata già chiusa allo scorso 30 aprile.Data in cui era stata fissata l’ultima proroga nel dicembre 2019, quando già Schilardi voleva tutti i terremotati fuori dagli hotel e cassati. L’ennesima pratica post emergenza terremoto alla voce auspicata ricostruzione è stata cosi processata mettendo la parola fine agli hotel quali sedi d’elezione dai osti stratosferici per ospitare terremotati e sedicenti tali.

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