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Novax, l’insubordinato piccolo campione | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 15 gennaio 2022

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Troppo facile, come hanno fatto molte testate sportive e non, al pari di diversi opinionisti di mestiere e/o della domenica, accusare Djokovic in stile pure hater, ovvero derubricarne il comportamento nella vicenda Open Australia 2022 per l’istrionico carattere di un campione di indiscusso valore.

Da tifoso del Napoli sono ben abituato alle “alzate di testa” di un certo Maradona e anche in quel caso, forse più che per Nole, ci trovavamo dinanzi a un fuoriclasse assoluto e senza antenati o posteri. Ma Diego, pur trasgressivo per antonomasia, mai si sarebbe messo contro l’opinione pubblica, minando la sua stessa popolarità con l’arroganza dei ricchi e famosi attraverso uno dei loro deliri di onnipotenza.

Aver vinto ben venti Slam non può e non dev’essere l’attenuante del campione che pone il suo ego al centro della propria esistenza, tentando di imporne le esigenze e i capricci presentandosi da fuorilegge bugiardo in un paese che, con la sua gente, è oltremodo stressato dal Covid e da una serie di divieti e restrizioni particolarmente severe.

Mentre scrivo questo pezzo un giudice ha nuovamente sospeso la sua espulsione dall’Australia, ma la situazione resta in bilico e alla ribalta delle cronache mondiali. Appresa la notizia della revoca del visto avevo gioito pubblicamente, non solo perché una volta tanto la legge si era dimostrata uguale per tutti, ma anche perché il governo australiano aveva dimostrato una fermezza e una serietà fuori dal consueto e lontana dalle logiche che privilegiano gli interessi economici che contano.

Oggi la speranza mia e delle persone che ancora si illudono dell’importanza diffusa di certi valori è che quel criterio non ceda il passo alla malcelata compiacenza verso i capricci di un eterno scontento che mai per caso si trova nei pasticci. Come nel caso della pallata no look alla gola del giudice di linea che gli costò la squalifica immediata dal torneo. Bastava non lanciarla. Così come, stavolta, bastava vaccinarsi o, in subordine, restare a casa senza mentire e senza salire ulteriormente sulle scatole di tanti da piccolo campione insubordinato.

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