Non si possono tenere due morti sulla coscienza: L ’incubo che torna per Claudia Sasso

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Gaetano Di Meglio | La tragedia di Xhemal non può e non deve passare sotto silenzio. Come tutte le altre. Il 9 maggio, pochi giorni fa, abbiamo pianto, con dolore, la morte di Francesco Taliercio. Uno di noi, un tifoso, un ragazzo di Lacco Ameno, un figlio di tutti noi. Allo stesso modo, oggi, 4 agosto, dobbiamo sentire lo stesso dolore per Xhemal, figlio di Ischia. Allo stesso modo.

Ma senza fare troppi paragoni, questa storia, ha un peso maggiore. Un senso di rabbia che va controllato. Ad uccidere Xhemal, secondo una prima ricostruzione è stata l’auto guidata, in pieno giorno (erano più o meno le 17.30) da Claudia Sasso. Una donna di Ischia che vive, immagino, il peso del suo passato. E che ora ha bisogno di aiuto.

L’auto di Claudia andava in direzione “semafori”. Xhemal anche, ma camminava sulla sua destra, sull’altra corsia. A piedi, vicino al muretto, sotto al muro, lì dove ci sarebbe bisogno di un marcia piede. Claudia perde il comando della propria Peugeot e colpisce, da dietro, il giovanissimo Xhemal. Per lui una morte immediata. L’auto viene sequestrata con la quarta ingranata.

Ma se Xhemal può essere Francesco, Claudia non è Davide. Lui, di notte ubriaco; lei di giorno, forse, distratta. Ma la verità che dobbiamo imparare oggi è che oltre a non fare paragoni su quelli che sono i singoli casi, dobbiamo iniziare a fare qualcosa di serio per evitare di piangere ancora.

Negli ultimi mesi, spesso, ho letto e sentito le solite scemità locali (anche e soprattutto quelle dei convegni) che ripercorrono i luoghi comuni di sempre: bus, strisce pedonali, traffico, velocità, disattenzione. Eppure questa ulteriore tragedia non ha nulla a che fare con le solite amenità che i finti addetti ai lavori locali usano per rendere roboanti i loro interventi.

100 metri prima del luogo della morte di Xhemal, spesso, ci sono dei fiori che ci ricordano il posto di un altro incidente mortale. Una donna e un anziano signore. Sempre di giorno, nessun alcol, nessuna droga, nessuna folle velocità. Due mesi fa, proprio la, dove è morto Xhemal, una distinta Signora di Ischia sbaglia manovra, urta un auto in sosta e si capovolge. Nessun ferito, tanta paura. E ieri? Ieri si correva, forse. Ieri nessuno aveva fatto uso di sostanze stupefacenti. Xhemal camminava a piedi mentre Claudia guidava per la sua strada. Andavano entrambi nella stessa direzione per vivere una tragedia che ora diventa enorme. Perché se Claudia dovrà affrontare, oltre al processo per omicidio stradale aggravato, anche il ritorno dell’incubo di Raffaele Mira. L’altro pedone investito. L’altra vita stroncata con l’auto di Claudia. Nel 2012 era una Smart, ieri una Peugeot 208.

Così, mentre Claudia si trova a fare i conti con il presente e con il passato, noi dobbiamo capire dobbiamo iniziare a fare i conti con il futuro. Il futuro delle nostre strade. Conti che deve fare la nostra comunità. Soprattutto quella della pubblica amministrazione che assume le decisioni e che, oggi più che mai, dovrebbe capire che è arrivata l’ora di fare sul serio con la nostra viabilità. Invocare tavoli permanenti, conferenze di servizi o riunioni in prefettura serve a poco. Serve, invece, una riflessione generale sui pericoli delle nostre strade. E questa riflessione non la possiamo far fare a chi, fino ad oggi, non ha saputo dare risposte. E non è una questione del singolo amministratore, del singolo comandante della polizia municipale, ma deve essere del singolo automobilista.

L’incidente di oggi è frutto di circostanze che non avremmo mai considerato in un piano per garantire sicurezza stradale. E, come beffa, smentisce tutti i luoghi comuni che portiamo avanti. Maggiori controlli, tutor, autovelox e quant’altro vengono resi inutili dalla crudeltà delle immagini della morte di Xhemal. Una morte tragica che, però, non deve passare sotto silenzio. Come tutte le altre. Perché ogni morte ha bisogno di essere ricordata. Ogni vittima della scia di sangue che riga le nostre strade ha lo stesso valore. Il problema strade è di tutti ed è la prima emergenza che dobbiamo affrontare. Senza attendere oltre.

7 Commenti

  1. Penso che puoi mettere ogni tipo di dissuasori per velocità, qualsiasi tipo di barriera a protezione dei pedoni, muretti in cemento armato o barriere in acciaio, ma se uno è testa di ca… non puoi farci nulla devi solamente punirlo a dovere e che sia da lezione per chi viene dopo.
    Penso che l impunità sia da incentivo per future tragedie simili.

  2. in primis a ischia ci sono troppeeeeeee macchineeeeeeee motooooo autobuuussss ecc ecc…per il resto purtroppo anche ischia è italia…quindi non succederà mai un cazzo di niente per migliorare la situazione…e non invocate le amministrazioni…per l amor di dio…so solo parassiti imbalsamati

  3. Per avere meno incidenti devono circolare meno veicoli, tutto il resto sono chiacchiere.
    E se possibile è meglio che certe persone non guidino, o guidino macchinine piccole (le microcar) che corrono di meno.

  4. Non capisco quali sarebbero le circostanze che non avremmo considerato in questo incidente!? C’è sicuramente la velocità elevata…c’è probabilmente l’uso del cellulare…(ormai tutte prassi ampiamente consolidate in tanti sobri imbecilli alla guida). Neanche un infarto fulminante provocherebbe una simile tragedia, se si rispettassero i limiti di velocità. Se poi si tratta di uso di psicofarmaci o narcolessia…peggio mi sento… in quanto sarebbe l’ennesimo concorso in omicidio dello Stato italiano! Sicuramente c’è un problema culturale, che riguarda la sicurezza stradale, e che riguarda anche (chissà perché) una certa empatia, una certa indulgenza, più con il carnefice che con le vittime della strada. Ma senza i controlli…di diverso tipo…non si potrà mai estirpare questa piaga! Ma i controlli probabilmente costano…tanti voti!!

  5. Caro Mino a Ischia sono tantissime persone che non meritano di guidare purtroppo su quest’isola c’è molta gente ignorante.

  6. Secondo il mio modesto parere non c’entra nulla il numero dei veicoli in circolazione… la maggior parte degli incidenti accadono di sera tardi o di notte, quando ci sono meno veicoli… anzi…probabilmente visti i tanti coglioni che corrono a folli velocità, e visti gli inesistenti o blandi controlli, l’unico modo per stare tranquilli, sarebbe un aumento dei veicoli con quasi saturazione e circolazione a passo d’uomo! Ma probabilmente questi tanti imbecilli, presi dalla loro inutile smania, incomincerebbero a passare anche sopra le auto..

  7. Stringere la carreggiata e creare a destra e sinistra le piste ciclopedonali dai pilastri fino all’incrocio della Piaggio. Costringi così a correre meno e salvi pedoni e ciclisti. Chiaramente le piste devono essere protette o da guard rail o fiorere

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