martedì, Maggio 18, 2021

Non hai vinto! Inutile che ritenti | 4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 21 aprile 2021

In primo piano

La storia della SuperLega mi costringe a scrivere di calcio per due giorni consecutivi, ma l’argomento è troppo ghiotto per sottacerlo, specialmente dopo gli accadimenti delle ultime ore, che hanno visto defezioni illustrissime tra le società fondatrici.

Quando la notizia ha preso corpo concretamente attraverso le comunicazioni ufficiali e le successive reazioni degli organi federali, mi è sembrato di rivivere i tempi di quando, da bambini, ci dedicavamo a giocare a pallone per strada con gli amichetti. All’epoca erano due le manifestazioni dispotiche a cui si poteva assistere: quella del proprietario del pallone, che in quanto tale vantava il diritto di dover giocare sempre, comunque e nel ruolo che più gradiva, pur essendo magari negato in assoluto per quello sport; l’altra, invece, apparteneva a quella giovane lobby prepotente (identificabile talvolta anche in un solo elemento) che proprio non sapeva e non voleva perdere, e che pur di accaparrarsi lo ius alla vittoria escogitava qualsiasi stratagemma pur di far squadra sistematicamente con i più bravi e godersi la vanagloria da giganti tra i nani.

Rispetto a queste due posizioni, la scelta di costituire una SuperLega presenta una sola ma sostanziale differenza: di soldi. Essa avrebbe rappresentato la strada più agevole per sanare i bilanci e boicottare, di fatto, gli effetti del financial fair play sulla mala gestio di molti, escludendo i poveri e valorizzando ulteriormente i ricchi del calcio. Purtroppo, però, molti di questi personaggi, tra i quali spicca l’ormai ex presidente di “quelli là”, definito a più riprese e da più esponenti di spicco del calcio mondiale un bugiardo e una delusione, avevano fatto i conti senza l’oste. Mai si sarebbero aspettati che una presa di posizione così forte di Lega, Uefa e Fifa insieme ai principali governi europei avrebbe dato la stura a una così rapida emorragia, anziché far digerire il tutto come accadde a suo tempo con il basket. C’est la vie!

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