Non ci siamo proprio! | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del28 ottobre 2020

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Come volevasi dimostrare, il buon De Luca ha dovuto “piegare a libretto” e ritornare sui suoi passi assolutistici, nel timore non solo di essere sbugiardato dal Governo centrale e dalla linea diametralmente opposta che, legittimato dai suoi poteri, ha deciso di adottare, ma anche dai disordini di una piazza che diventa sempre più incandescente. Proprio come la sua poltrona appena riconquistata a furor di popolo!

Adesso, però, è anche Palazzo Chigi a rischiare grosso! Altre città hanno cominciato a ribellarsi: dopo Napoli, Milano, Torino e Trieste hanno fatto sentire il proprio dissenso. Per quanto i soliti sinistrorsi vogliano attribuire un colore politico alle manifestazioni degli ultimi giorni, in particolare per quelle in cui la violenza ha avuto il sopravvento, io credo che l’unico colore emergente sia quello della disperazione, della miseria incombente e dell’incertezza dominante tra gli italiani.

La chiusura di ristoranti e bar alle diciotto è un aborto assoluto, al pari di quella di cinema e teatri che, come faceva notare l’AGIS (Associazione Generale Italiana per lo Spettacolo), hanno totalizzato un solo contagiato in tutta Italia nel corso di ben 2782 spettacoli con complessivi 347.262 spettatori. Palestre, piscine e competizioni sportive giovanili e dilettantistiche sono state sospese sine die: ai nostri giovani, già soggetti alla didattica a distanza, non resta che poltrire su un divano in preda a smartphone e Playstation; lo sport professionistico, però, non si tocca, a cominciare dal calcio, dove quegli autentici deficienti dei protagonisti in campo non esitano ad abbracciarsi e “ammontonarsi” senza alcuna precauzione, favorendo così l’occasionale presenza di nuovi “positivi”. E non parliamo poi dei trasporti pubblici, dove anche l’assembramento è all’ordine del giorno (provate ad andare in metropolitana e ve ne accorgerete).

Il virus proprio non ci aiuta. Ma chi potrebbe e dovrebbe farlo, continua a latitare.

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