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NON CI RESTA CHE…IL VACCINO!

Emergenza Covid-19: Nuove picconate di Italia Viva ad un Governo che ha fallito su tutti i fronti! Il Recovery Plan? Chi l’ha visto? Ieri sera ancora nessuno. Intanto entro venerdì avremo il nuovo DPCM anticovid…

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Attori e Spettatori di Anna Fermo | Se ne discuterà oggi in seno al Consiglio dei Ministri e, purtroppo, se ne discuterà anche se nessuno sino a ieri sera, in maggioranza, ne avrebbe ricevuto bozza. Di cosa parlo? Mi riferisco al Recovery Plan da presentare all’Europa! Il piano che dovrebbe determinare la nostra risalita dopo questi mesi di default! Ebbene, la curiosità è tanta: come deciderà di spendere questo straordinario prestito europeo, il nostro Governo? E’ davvero come sembra? Ovvero che non si è ancora raggiunto un punto d’accordo perché non c’è collegialità ed unanimità nelle decisioni e dunque si rischia grosso semmai si dovesse optare per un piano così come è stato preannunciato?

Noi siamo preoccupati, preoccupati seriamente che chi vi sta lavorando non ne sia davvero capace non avendo contezza delle reali esigenze del territorio e dei cittadini italiani!

Dico questo, non tanto per gli attacchi di Renzi, ma piuttosto perché Conte e company sino ad oggi non ne hanno letteralmente “azzeccata” una! Per cui, figuriamoci con il Recovery Plan! 

Questo Governo e la sua maggioranza ballerina, con un Renzi ormai fuori di senno, probabilmente non sa davvero ancora dove e come mettergli mano. Nel mentre il Paese è allo sbando. I commercianti italiani non reggono più ed alcuni cominciano anche a fare gesti estremi, come il nostro fotografo partenopeo che solo ieri, preoccupato della sorte della sua attività, non ha retto, appunto, e, disperato, per i debiti contratti con Stato e fornitori, si è tolto la vita.

Ristoranti e Bar? Dal canto loro, non sanno davvero cosa fare. Quello che stiamo vivendo è il peggior disastro dal dopoguerra ad oggi e mi duole dover ammettere che in buona sostanza poteva essere evitato. Se solo avessimo avuto un governo più competente e meno social!

Aprire o restare chiusi nonostante la zona gialla? Il problema è: quanto durerà questa zona gialla?

Aprire o restare chiusi, questo è il dilemma! Ed è il dilemma di tutti, davvero di tutti gli esercizi commerciali e non solo.

La DAD? E’ fallita anche questa, ma di ritornare a scuola non se ne parla, troppo rischioso per chiunque, eccezion fatta che per una Ministra che probabilmente adesso, dopo il fallimento della DAD appunto, pensa probabilmente di dimostrare che la soluzione è nei banchi a rotelle!

Eppure, la somministrazione dei vaccini prosegue, paradossalmente, dopo un primo movimento lento, celermente, anche se son proprio i vaccini che arrivano troppo lentamente.

Sono cominciate le consegne anche del vaccino della società statunitense Moderna nell’Unione europea: i primi paesi raggiunti sono stati Norvegia e Islanda, mentre il primo carico destinato all’Italia, pari a 47mila dosi, è giunto ieri a Roma, all’Istituto superiore di sanità, per poi essere distribuito in alcune Regioni. Per questo primo lotto si sta valutando l’ipotesi di una consegna alle Regioni ‘virtuose’, ovvero quelle che in questa fase riescono a smaltire, attraverso un numero elevato di somministrazioni, più rapidamente le dosi. Chissà che non ci destinino qualche mini stock anche a noi in Campania, oggi virtuosi quanto a somministrazioni. Su 67.020 dosi di vaccino anti Covid ricevute, ne sono state somministrate 68.138, con una percentuale del 101%. Una classifica riportata anche dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco). A guardare i numeri ci si chiede come abbia fatto la Regione a somministrare più dosi di quelle arrivate, ebbene, la spiegazione l’ha fornita l’Unità di Crisi: nessuna moltiplicazione, nessun dato falsato, semplicemente “la percentuale è stata raggiunta grazie alla suddivisione in più dosi operata dai vaccinatori: in Campania, come specifica anche il governo sul sito web dei dati vaccinali, ha infatti diviso in diverse occasioni la boccetta del vaccino in sei dosi, come previsto anche dal protocollo Aifa”. Intanto sono in arrivo altre dosi di vaccino che consentiranno la ripresa delle attività di vaccinazione già da mercoledì.

Anche se sta giungendo in Italia anche il terzo carico di vaccini Pfizer ed al momento sono oltre 650mila le somministrazioni di vaccini anti Covid, pari nel complesso al 70% del totale di 918.450 dosi consegnate, facendo due calcoli, riusciremo a raggiungere l’immunità di gregge non prima del 2023. La profilassi in 293 centri vaccinali ha riguardato al momento 518.150 operatori sanitari, 83.394 appartenenti al personale non sanitario e 41.675 ospiti delle strutture residenziali Rsa. La fascia d’età maggiormente interessata da questa prima fase della campagna vaccinale, che comunque prevede un richiamo, è quella di persone tra i 50 e i 59 anni con 179.999 persone interessate.

Nel frattempo, tuttavia, i contagi proseguono senza registrare ormai più cali da giorni. Una evoluzione della pandemia che era da aspettarsi vista la stagione fredda in corso e le follie natalizie. Altro che buon senso degli Italiani!

Nuove restrizioni sono state già decise, previste così nel Dpcm che sarà varato al termine di questa settimana. Dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce,della c.d. zonizzazione, l’esecutivo sta pensando a limitazioni più rigide:  se l’incidenza settimanale dei casi sarà superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatterà in automatico la zona rossa. La quota ideale, per non far saltare il contact tracing, è 50 casi su 100 mila abitanti. Va detto che durante la seconda ondata si è raggiunto un picco di 350/400 mentre attualmente siamo, come media nazionale, fra 150 e 170. Ecco perché bisogna contenere la tendenza al rialzo che stiamo registrando in questi giorni.  

Il bollettino di ieri ha segnato ancora numeri inquietanti: 19.978 nuovi casi e 483 morti. Cifre che devono spaventare per forza e per le quali non si può pensare nemmeno lontanamente di tornare alla normalità. Bisogna stare attenti, oggi più di ieri, in attesa che i vaccini raggiungano tutti.  

Con molta probabilità verrà prorogato anche lo stato di emergenza (in scadenza a fine gennaio), al 31 marzo o addirittura luglio.

La fascia arancione si è già allargata a 5 regioni ( Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia) da ieri e le richieste al Governo “di fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione”, da parte dei presidenti di regione è risultata inevitabile quanto d’obbligo adesso ad ottenerne risposta, questo per evitare, come hanno scritto Zaia, Bonaccini, Fontana, Spirlì e Musumeci – “ulteriori penalizzazioni alle categorie colpite e per scongiurare il rischio che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni”.

Il 16 gennaio partirà dunque il nuovo Dpcm, che verrà illustrato dal ministro della Salute Roberto Speranza il 13 gennaio. Il principio ispiratore delle nuove misure sarà quello di andare verso una zona gialla rinforzata. La prima certezza è che saranno confermati i weekend arancioni anche nelle regioni gialle (come è accaduto già in questo fine settimana del 9 e 10 gennaio) con la libertà di muoversi all’interno del proprio comune e della propria regione, negozi aperti, ma bar e ristoranti chiusi. All’interno dell’esecutivo si discute invece sull’ipotesi di confermare o meno le restrizioni natalizie riguardo le visite a parenti e amici (una volta al giorno in non più di due persone con minori di 14 anni al seguito). A parte poi c’è, chiaramente, come accennato, il grande tema della scuola, mentre, quasi a voler lesinare orizzonti lontani, resta in piedi anche la possibilità di istituire fasce bianche (o “verdi”) in quelle zone del Paese che avranno un Rt basso (sotto lo 0,5). In queste porzioni di territorio (Comuni, Province, Regioni) potrebbero, ad esempio, tornare in attività cinema, teatri e palestre. Probabilmente il tutto non prima di marzo!

Ecco, con un Governo così, con un DPCM così, con dei numeri così, non ci resta altro che il Vaccino!

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