«Non assumerai gli amici degli amici», l’ultimatum della Di Scala a Dionigi

Barano. Nel mirino dell’opposizione il concorso per i vigili urbani

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Gaetano Di Meglio | I consiglieri di opposizione del gruppo “Progetto Comune” partono nuovamente all’attacco delle scelte di politica clientelare del sindaco di Barano Dionigi Gaudioso, stavolta contestando le modalità di assunzione dei nuovi cinque vigili urbani per la quale è stato varato il concorso con la recente approvazione del bando. Un bando illegittimo e da rifare, secondo Maria Grazia Di Scala e gli altri esponenti della minoranza, che paventano che dietro la scelta di assunzioni a tempo indeterminato ma part-time si celi l’ennesima manovra per assumere gli amici degli amici. E questo sembrerebbe confermato anche da altri aspetti per nulla secondari.

“Progetto Comune” ha dunque indirizzato una interrogazione-diffida al sindaco, alla Giunta, al segretario comunale, all’Anac e per conoscenza alla Corte dei Conti.
Assunzioni nel mirino, dunque. I consiglieri di opposizione chiedono di conoscere: «1) Ad oggi quanti posti in organico risultano vacanti per le diverse categorie giuridiche (A, B, C, D).

2) Per le diverse categorie giuridiche (A, B, C, D) quante sono le assunzioni consentite nel rispetto dei parametri stabiliti dalle norme giuridiche per il triennio 2020-2021-2022.
3) Qual è il motivo per cui si è scelto di coprire n. 5 posti a part-time invece che n. 3 posti a tempo pieno. Invero, l’assunzione part-time (18h settimanali) rappresenta una procedura anomala, tesa ad aggirare i più elementari principi costituzionali. Bandire un posto a part-time significa scoraggiare, nella fase propedeutica della mobilità, un potenziale aspirante, che non avrà interesse a lasciare un posto a tempo pieno per un posto part-time.

La conseguenza sarà l’assunzione dei soliti noti (tutti del posto, sicuramente per un caso), che dopo poco tempo si vedranno aumentare il part-time, fino a diventare dipendenti a tempo pieno, del tutto illegittimamente. Un vigile urbano part-time, senza giri di parole, è il preludio alla trasformazione illegittima del rapporto da part-time a tempo pieno, evitando la precedenza degli interessati alla mobilità. Pertanto va formulato il bando nei sensi indicati, ed anzi va aperta la procedura di mobilità per posti a tempo pieno, considerato che sono decorsi anni dalla mobilità parziale senza che siano stati fatti concorsi».
La Di Scala e compagni dunque chiedono «agli organi in indirizzo come mai non si sia prevista l’assunzione di tre unità a tempo pieno, visto che la Polizia Municipale è in grave difficoltà e che il fabbisogno del personale è variato, stante anche la recente adesione alla”quota 100” di ulteriori 3 vigili urbani, con assoluto sottodimensionamento del personale.

Ne può valere, quale giustifica, l’incapienza del margine di spesa del personale sostenibile che non raggiunge le n. 3 unità, perché in tal caso si può procedere alla copertura di n. 2 posti a tempo pieno e n. 1 posto a part-time (invece che di n. 5 posti a part-time)!».
Dionigi con le spalle al muro. Ed ecco che viene stigmatizzata l’ulteriore manovra per consentire al sindaco di portare a termine il suo “piano”: la presidenza della commissione al segretario comunale. Evidenzia infatti l’interrogazione al punto 4): «Qual è il motivo per cui nella modifica del Regolamento Uffici e Servizi (vedi Delibera di G.C. n. 6 del 15.1.2020) all’art. 15 “competenze del segretario Generale”, al comma 2 lettera g) “la presidenza delle Commissioni di concorso riguardanti i responsabili delle aree” viene sostituito da “la presidenza delle Commissioni di concorso, ove non diversamente stabilito”. Perché si vuole accentrare nelle mani del Segretario (che, ricordiamo, è nominato dal Sindaco e da questo dipende direttamente) ciò che spetta al Responsabile del Servizio? Forse perché sottraendo al Responsabile del servizio una propria competenza (attività di gestione) si mira a manovrare le assunzioni? Ciò in palese violazione dell’art. 107, comma 3, lettera a) del TUEL (D.Lgs.vo n. 267/2000)».

Bordate pesanti, come si vede. E l’ultima è ancora più preoccupante (per Dionigi): «La presente costituisce diffida, in quanto un’eventuale concretizzazione di quanto sopra esposto integrerebbe, tra l’altro, il reato di cui all’art. 323 c.p.». Ovvero l’abuso d’ufficio.
Ovviamente si chiede una urgente risposta scritta. Chissà cosa risponderà o cosa deciderà di fare Dionigi..

1 commento

  1. Storia vecchia basta guardare un Po indietro vigili hanno passato eredita figli stesso ufficio stesse mansioni tecnici compari di cresima di matrimoni parenti nipoti barano e tutta così dal operatore ecologico al bidello al vigile al tecnico e così via

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