venerdì, Marzo 5, 2021

Noi vogliamo un aliscafo e un traghetto!

Appello moderato a Enzo Ferrandino, Dino Ambrosino e agli altri sindaci. Basta con i nuovi bus... Andare da Ischia a Napoli o da Procida a Pozzuoli ha lo stesso valore di andare dal Ponte al Soccorso o dalla Chiaiolella a Terra Murata.

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Gaetano Di Meglio | Proverò a cambiare modalità. Proverò ad assumere un atteggiamento diverso. Chissà, forse mi ascoltano.
Leggiamo, per un attimo, l’ennesimo comunicato sui trasporti terrestri della Regione Campania.
«La Giunta Regionale, nella riunione di oggi, con un finanziamento di circa 25 milioni, ha deliberato l’acquisto di altri 50 pullman da destinare al trasporto pubblico locale in Campania. Complessivamente, sono oltre 1000 i nuovi autobus previsti dal piano di rinnovo del parco mezzi regionale. Di questi, circa 500 sono già in esercizio, mentre altri 200 autobus andranno su strada entro i primi sei mesi del 2021».
Basta!

Caro Enzo Ferrandino, cari altri sindaci dell’Isola, caro sindaco di Procida, Dino Ambrosino, siamo all’ennesima dimostrazione che per la Regione Campania non valiamo quando un residente della terraferma. Anche la nostra terraferma. Andare dal Ponte al Soccorso o dalla Chiaiolella a Terra Murata deve avere lo stesso valore di andare da Ischia a Napoli o da Procida a Pozzuoli.
Siamo nel 2021, a breve la nostra nazione avrà a disposizione 209 miliardi di euro e noi tolleriamo ancora il tempo dei trasporti marittimi a costo zero. E’ arrivato il tempo dire basta. E’ arrivato il tempo di chiudere questa pagina triste della storia e di iniziare a pretendere che i trasporti marittimi siano al centro dell’agenda regionale.

La Regione Campania ha finanziato con ALTRI 25 milioni di euro l’acquisto di mezzi che andranno via terra, su gomma nello specifico e le nostre comunità sono costrette a vivere di Agata, di Donna Carmela, di don Peppini, di Qurini e di Adeone. Basta!
E’ tempo di chiedere una inversione di rotta. Vogliamo un aliscafo, un traghetto. Vogliamo un sistema di collegamento con la terraferma degno di questo nome. Vogliamo un nuovo aliscafo, vogliamo un nuovo traghetto e non vogliamo attendere i comodi o gli investimenti di Salvatore Lauro o Emanuele D’Abundo. Vogliamo che nel prossimo bilancio regionale venga inserita una voce dedicata al finanziamento dei trasporti marittimi. Non vogliamo 1000 autobus, non vogliamo 1000 treni, vogliamo un aliscafo e un traghetto. Mezzi nuovi che ci consentano di uscire da questo sistema malato.

Purtroppo, per anni, abbiamo avuto avvelenatori di pozzi sorti come virus dalla società civile (intenti più ad inseguire le loro personali e inutili battaglie che gli interessi della collettività) che sono stati pari ad una classe dirigente fallace che non ha saputo gestire la materia.
Per anni abbiamo litigato in commissione, la corsa in più, lo scalo in meno, l’approdo in più e abbiamo fatto il gioco di un perverso rapporto (oggi vera metastasi dell’intero settore) che si è rafforzato tra il settore privato e quello pubblico. Siamo stati tagliati fuori dalle decisioni.
Ora è arrivato il tempo. Bisogna chiedere l’azzeramento della direzione regionale dei trasporti marittimi. Bisogna far sollevare dal proprio incarico chi non mette al primo posto gli interessi delle nostre comunità e bisogna trovare una via politica per avere nuovi fondi e una nuova gestione del settore.
Abbiamo la necessità di un forte, fortissimo, cambio di rotta. Non siete, anche voi, stanchi di vedere De Luca e Luca Cascone vicino a nuovi bus o nuovi treni mentre noi abbiamo corse tagliate, dobbiamo litigare per uno scalo di più, dobbiamo pagare oltre 8 euro per una corsa veloce che ci impiega quasi un’ora per collegare Ischia con Napoli?
Ci vuole più tempo per andare a Roma che per entrare nel Beverello. Siamo sempre più alla deriva perché il mondo va in una direzione e noi ci muoviamo al contrario. Viaggiamo su mezzi più vecchi, meno tecnologici e più lenti.

E tutto questo perché non dobbiamo disturbare il politico di turno o perché dobbiamo continuare a fare finta che non ci sia un accordo tacito tra Regione e Armatori?
Ora è il tempo di chiedere un cambio. E se alla Regione Campania non ci vogliono ascoltare, andiamo dal Ministro. Scomodiamo la Carfagna, chiediamo un incontro (non con le PEC, ma con una grande azione mediatica!) con il ministro Giovannini.
Magari gli diciamo anche abbiamo un problema di infrastrutture con il porto di Casamicciola a rischio chiusura per un po’ di vento e il porto di Ischia che merita molte attenzioni.
Cari sindaci, caro Enzo Ferrandino, caro Dino Ambrosino, strumentalizziamo anche il titolo “Procida Capitale”, ma abbiamo bisogno di nuovi aliscafi e di nuovi traghetti perché dei bus nuovi in città ce ne sono anche troppi.
Andare da Ischia a Napoli o da Procida a Pozzuoli ha lo stesso valore di andare dal Ponte al Soccorso o dalla Chiaiolella a Terra Murata.

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4 Commenti

  1. Avete rotto il cazzo!
    È inammissibile che,oggi,per andare in terra ferma,Napoli,ci vogliono 2 ore di viaggio con una carretta di merda,e 1 ora di viaggio con una sottospecie di aliscafo.
    Quando c’è Una sputazzata di vento,non si parte.
    Il costo del biglietto aumenta,si fottono i soldi pubblici per sti cessi che galleggiano ancora.
    Uno schifo. Li chiamate armatori,uno dei quali lo avete pure fatto senatore.
    6o anni fa con l idrovolante ,25 minuti!!!!
    E volete un traghetto in più,per far mangiare a chi?

  2. Era ora che si ponesse il problema!
    È assurdo che non si possa andare via mare da un porto all’altro dell’isola, e si sia costretti ad usare l’auto o fare interminabili trasferte in bus.
    Non si comprende nemmeno perché la tratta dell’aliscafo Forio-Napoli via Ischia, non accetti i viaggiatori da Forio a Ischia Porto…
    In Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana i collegamenti tra i vari comuni provvisti di attracco, avvengono da anni, nonostante non siano un’isola.

  3. è inutile dirvi che sono dalla V/ parte! Sono con Te, Direttore Gaetano Di Meglio, su quanto denunci e quando affermi la necessità di un impegno più ” caldo” da parte dei Cittadini, anzitutto nei confronti dei Sindaci che preferiscono un rapporto privatistico con il Governo regionale anziché rivendicare diritti negati; di Cascone e di tutti gli uomini e delle forze politiche della IV Commissione regionale e della Direzione regionale trasporti. Sono d’accordo con l’incazzatura di Giustina al cui dire aggiungerei ” l’acquisto di traghetti e di aliscafi regionale da consegnare ad una nuova compagnia regionale” per ripristinare quello che ci hanno sottratto per favori affari privati; sono d’accordo e convinto che ha perfettamente ragione Beta quando il rispristino delle corse da Forio e la possibilità d’imbarco da Forio per Ischia e viceversa onde alleggerire il traffico terrestre. Avanti, con queste premesse ci sono tutte le condizioni per l’affermazione di uno spirito collaborativo per impegni concreti anche di piazza; è questo il mio auspicio!

  4. Continuiamo a sbagliare. Io mi batto per un servizio pubblico servito dai privati. E’ inutile che pensiamo di avere una nuova Alitalia o una nuova Caremar. Abbiamo sbagliato per anni a combattere contro i privati e guardare il loro profitto. Una battaglia persa perchè, così, in Regione giocano con treni e bus e se ne fregano del mare. Il nemico non è l’armatore, è la Regione e i suoi dirigenti. Servono i milioni di euro da investire sul mare. Nuovi mezzi, nuove linee, nuovi servizi. La Regione paga, i privati rispettano il capitolato d’appalto e la gara. Chiunque sia. Anche uno che arriva dalla luna…

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