domenica, Giugno 20, 2021

Nessun affare sulla pelle dei lavoratori del Bar Calise

Qualcuno spera di recuperare di 800 mila euro dalle tasche degli oltre 100 dipendenti del gruppo di Emiddio Calise. Incontri singoli per evitare forme di rivendicazioni unitarie. I decreti ingiuntivi già ci sono

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Gaetano Di Meglio | E’ finito il tempo del sentimento. La questione “Bar Calise” non può più essere legata all’affetto che molti nutrono per il Cavaliere Emiddio . Ci sono state occasioni, nel passato, in cui ho preso le difese del Cavaliere e, ancora oggi, sono pronto a stare dalla sua parte, ma la questione che riguarda il locale più famoso dell’isola ha dimensioni che superano i rapporti personali e che sfociano in quelli sociali. In più riprese, con attenzione ai dettagli, vi abbiamo raccontato le dinamiche di questo passaggio di società. Da Calise ai Di Meglio o dai Calise ad altri. Nell’edizione di ieri vi abbiamo raccontato dell’evoluzione di questa trattativa che dovrebbe terminare con un fitto d’azienda e permettere una seria rimodulazione del debito. Una montagna di soldi e di interessi che fanno paura solo a sentirli nominare. Soprattutto se certe cifre sono oggetto del dibattito a maggio 2021 in piena crisi da Covid, con l’incognita ripartenza e con un anno di dolori di tutti e con una prospettiva di povertà per tutti.

Dopo l’articolo di ieri, oltre alle reazioni stupide dei soliti ischitani col cervello piccolo che non commentano e dissertano di argomenti dei quali hanno letto e non capito (sono due azioni diverse: una cosa è leggere e una cosa è capire cosa si è letto e in molti locali non sempre sono una collegata all’altra) alcuni lavoratori di Calise mi hanno contatto (anche tramite il legale che li difende) per raccontarci, dall’interno, cosa accade.
C’è in atto una sorta di giochetto sulla pelle di oltre 100 famiglie ischitane. Si, avete letto benissimo, l’azienda Calise conta oltre 100 lavoratori e che, nella trattativa, hanno un valore di oltre 2 milioni di euro.
Chi ha preso visione della vicenda dal vivo e ha contezza della montagna di debiti parla, addirittura, di quasi due milioni e 400mila euro. Prendiamo la via di mezzo.

Quelli che dovrebbero essere i nuovi gestori del Bar Calise, uno produttore di cibi precotti e l’altro produttore di packaging per alimenti, stanno incontrando i lava rotori uno alla volta. Un modo per spacchettare il fronte e, magari, far leva anche sulle esigenze e sulle necessità di semplici lavoratori ch e hanno bisogno di danaro.
La proposta che viene fatta ai lavoratori, ci raccontano alcuni lavoratori che hanno rifiutato e che hanno già adito le vie legali, è di percepire il 70% di quanto dovuto (stando ai calcoli dell’azienda) e di percepire una metà subito (quindi il 35%), un’altra a settembre e un contratto di lavoro a tempo determinato fino a dicembre 2021.

I calcoli li sappiamo fare tutti. Fare gli affari con il 30% delle spettanze dei lavoratori, quasi 800mila euro, è un affare per chiunque. La vicenda Calise merita una maggiore attenzione da parte di tutti. Non basta riempirci la bocca con “Emiddio Calise non si tocca”, bensì bisogna fare cerchio attorno a due concetti ben chiari. Il primo sono gli interessi economici di oltre 100 famiglie ischitane che non possono essere immolati sull’altare del beneficio economico (800mila euro) di chi vuole fare accaparrarsi i locali più famosi dell’isola. Il secondo è che il brand più famoso dell’isola, se mai fosse vero, debba essere conservato e preservato.

La natura privatistica dell’affare non può e non deve essere lasciata al singolo imprenditore bensì dovrebbe rientrare in un dibattito più ampio. Se davvero Emiddio Calise è così un’icona, e ne siamo convinti lo sia, c’è bisogno di uno sforzo di trasparenze e di condivisione sociale che va oltre la firma da un notaio, la ristrutturazione di un debito enorme e di un vendita che, alla fine, si tramuta in una chiusura col botto. E’ vero, pecunia non olet ma non per questo possiamo lasciare agli incontri singoli, one to one, lavoratori e famiglie che aspettano da mesi!
Il tempo del sentimento è finito. Il tempo del Cavaliere Emiddio Calise anche. Ora è solo cibo precotto e packaging per alimenti.

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