Neo-borbonici in trasferta | #4WD

4WARD today di Davide Conte di Mercoledì 24 Ottobre 2019

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Si comincia alla grande, con un gruppo di skinhead apparentemente innocui intenti ad appiccicare adesivi illeggibili (vista l’altezza) ai pali dell’illuminazione pubblica, salendo l’uno sulle spalle dell’altro. Della serie, basta il pensiero… d’imbrattare.Il fastrack mi risparmia la calca già festante nonostante siano solo le sette e trenta del mattino. Nulla posso, invece, a bordo del volo per Venezia, per scansarmi una tribù tutt’altro che in estinzione, a cui il Comandante in persona, uscendo dalla cabina di pilotaggio, annuncia al microfono che “nessuna intemperanza sarà tollerata a bordo durante il volo”.Visto e piaciuto, il Comandante: i particolarissimi passeggeri, facilmente distinguibili dai pochi “normali” a bordo grazie all”obesità oversize e alle vitebasse forzate con evidenti solchi di natiche trabordanti, si limitavano a restare in piedi quasi costantemente, parlare ad altissima voce da un capo all’altro del velivolo e lasciare accesi i cellulari -talvolta squillanti- durante l’intero volo, dividendo da buoni amici le loro “pret ‘e fumm” e valutando di indossare un “pailer” allo stadio in caso di freddo.E poi, l’oliva nel Martini: nella navetta, a Venezia, sento un gruppo di loro scandire forte il mio nome e cognome. Capisco di non avere più il portafogli dove, da sempre, non ripongo denaro ma solo carte di credito e documenti. Forse per questo i miei eroi del giorno me lo restituivano integro, senza sottrarvi neppure il biglietto della partita. O forse il grande cuore partenopeo batteva anche in quelle pur rozzissime carcasse umane.E qui fu Napoli, direzione Salisburgo.

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