giovedì, Marzo 4, 2021

Nel 2020 1,9 milioni di assunzioni in meno in Italia

In primo piano

Il Consiglio di Stato tentenna… Ma a Lacco Ameno è guerra di denunce anonime

Attesa febbrile per la pronuncia dei massimi giudici amministrativi sulla sorte della “fascia tricolare”: rivince Pascale o è la volta di De Siano?. Con la guerra giudiziaria e politica, prosegue la stagione dei corvi. Denunce apocrife con accuse ai politici. Accusatori e accusati fanno parte tutti della stessa barca

Giosi Ferrandino: “Ischia non perdere l’occasione Recovery”

https://youtu.be/hXXKLSQURO8 Gaetano Di Meglio | Con l'eurodeputato PD, Giosi Ferrandino, una riflessione sul governo Draghi, le possibilità del Recovery Fund...

Reazione Caruso, asfaltato De Siano: “Vuol fare i paragoni sugli incassi del porto? Cosa ha fatto per Serrara Fontana da Senatore?”

L''interrogazione di De Siano contro Del Deo ha una reazione. Immediata, dura, precisa. E arriva dal sindaco di Serrara...
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020 il numero dei contratti di lavoro cessati nel settore privato non agricolo ha di poco superato quello dei contratti attivati (42.000 unità); il saldo era stato di segno opposto nel 2019, quando erano stati creati quasi 300.000 posti di lavoro. Tale andamento è il risultato di un calo delle assunzioni e delle cessazioni (le prime, pari a 4,78 milioni, sono diminuite di circa 1,9 milioni, le seconde di oltre 1,5). E’ quanto emerge da un’analisi congiunta del Ministero del Lavoro e Banca d’Italia, sull’instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro. L’evoluzione dei flussi è stata fortemente condizionata dalla pandemia: nei mesi di gennaio e febbraio del 2020 la creazione di posti di lavoro era sugli stessi livelli del 2019.
Con l’emergere dei primi contagi da Covid-19 alla fine di febbraio, il mercato del lavoro ha subito invece un rapido deterioramento e il saldo tra attivazioni e cessazioni è diventato negativo: a metà giugno era di 595.000 unità inferiore a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Tra la fine di giugno e ottobre tale divario si è ridotto sensibilmente, con la creazione di circa 285.000 posti di lavoro in più rispetto al 2019. Il recupero, si legge ancora nell’analisi, si è però interrotto in novembre, in concomitanza con il nuovo aumento dei contagi e con l’adozione delle necessarie misure restrittive. L’effetto di questa seconda ondata sul mercato del lavoro è stato comunque molto più contenuto di quello della prima, con un saldo tra attivazioni e cessazioni più basso di circa 25.000 unità nel bimestre novembre-dicembre rispetto allo stesso periodo del 2019.
Nel 2020 la perdita occupazionale si è concentrata nelle regioni del Nord: in particolare Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e le province autonome di Trento e Bolzano hanno registrato circa 200.000 attivazioni nette in meno rispetto all’anno precedente, contribuendo per quasi due terzi ai minori flussi rilevati a livello nazionale.
(ITALPRESS).


- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli

In nome del DPCM, aprite le scuole! Siamo seri, responsabili e “vaccinati”

Gaetano Di Meglio | C'è qualche sindaco che ha voglia di difendere i figli di Ischia e ha voglia...
- Advertisement -