Ndrezzata, Misteri e Corsa dell’Angelo: il nostro patrimonio immateriale

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La storia della nostra isola è costellata di eventi ed avvenimenti, riti e tradizioni che si perdono nella notte dei tempi, eventi che sono entrati a fare parte, generazione dopo generazione, dei nostri usi e costumi più veri.

Appuntamenti storici che, ora, grazie ad una attenta analisi degli uffici regionali competenti come indicato nel decreto dirigenziale n. 205 del 07 ottobre 2019, sono entrati a fare parte dell’inventario IPIC per l’anno 2018 degli Elementi Culturali Immateriali Campani. Parliamo, per le nostre isole, di Barano con la ‘Ndrezzata, Forio con la Corsa dell’Angelo e Procida con i Riti della Settimana Santa.

Tre grandi eventi che si ripetono da centinaia di anni, tre “storie” che raccontano spaccati di vita del territorio da cui provengono e di cui fanno indissolubilmente parte; tre particolarità che rientrano nell’elenco delle 49 iniziative ammesse all’interno dell’inventario, a fronte delle 108 segnalazioni giunte entro i termini previsti dal bando emesso dalla Regione Campania.

Iniziamo con Barano e la “’Ndrezzata”, ammessa all’interno dell’inventario regionale come “celebrazione” cui si riconosce il valore culturale della candidatura ai fini della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale campano, con specifico riferimento alla sezione celebrazioni del disciplinare.

“Siamo molto soddisfatti di questo importante riconoscimento – dichiara l’assessore Daniela Di Costanzo – che colloca la nostra tradizionale danza all’interno dell’Inventario regionale degli elementi culturali immateriali. La ‘Ndrezzata racchiude in sé tanti significati ed è un momento di estrema rilevanza storica per l’intera popolazione di Barano.”

Rientra nell’IPIC anche la centenaria Corsa dell’Angelo che si svolge ogni anno la domenica di Pasqua a Forio, grazie all’Arciconfraternita SM Visitapoveri. La pluricentenaria “corsa” che coinvolge l’intero centro storico di Forio, infatti, è stata inserita anch’essa nella sezione “celebrazioni”.

“La Corsa dell’Angelo racconta una storia senza tempo – sottolinea il vicesindaco di Forio, Mario Savio – i cui protagonisti, oltre alle statue portate in processione e al bellissimo Angelo dorato, sono i tanti fedeli che, ogni anno, prendono parte attiva all’evento non solo riempiendo il corso di Forio per assistere all’evento in sé, ma anche e soprattutto unendosi ai canti che si ripetono da molti secoli. Una tradizione vera e sentita da tutto il popolo foriano, e che oggi viene riconosciuta anche a livello regionale.”

Anche i famosissimi riti della Settimana Santa di Procida fanno parte, a pieno titolo, dell’inventario regionale.

Dichiara Rossella Lauro: “Il 2018 è stato l’anno europeo dedicato al patrimonio culturale. La Regione Campania istituì l’Inventario degli Elementi Culturali Immateriali (IPIC) e pubblico’ un bando per raccogliere le iniziative di valore in tutta la Regione. Il Comune di Procida partecipò candidando “I Riti della Settimana Santa”. Con Decreto Dirigenziale n. 205 del 7 ottobre anche Procida e’ stata inclusa nell’Inventario IPIC per l’anno 2018 degli Elementi Culturali Immateriali Campani. Ringraziamo le autorità competenti per le autorizzazioni date, Emanuela Massa per le attente ricerche e per l’elaborazione testuale e Aniello Intartaglia per le foto.”

L’INIZIATIVA

La Regione Campania ha istituito l’inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano “IPIC”. Fino al 31 dicembre 2018 è stato possibile presentare le domande per l’iscrizione che saranno valutate da una commissione di esperti.

L’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano cataloga il patrimonio culturale immateriale e le pratiche tradizionali connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle pratiche, ai saper fare della comunità campana, così come definite dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n°167/2007.

Per “patrimonio culturale immateriale” si definiscono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il saper fare, gli usi sociali, i riti e momenti festivi collettivi, anche di carattere religioso, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità riconoscono in quanto parte del patrimonio culturale campano, trasmettendoli di generazione in generazione, costantemente ricreati in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia in quanto senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

I soggetti richiedenti l’iscrizione di un elemento culturale nell’IPIC hanno dovuto dimostrare tra l’altro la storicità dell’elemento culturale, la cui pratica deve essere attestata almeno nei 50 anni precedenti la richiesta di iscrizione, la persistenza di valori sociali e significati culturali correlati al valore identitario dell’elemento culturale, la persistenza di momenti di trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della parità di genere nell’accesso all’elemento culturale e la partecipazione attiva della comunità di riferimento nella messa in atto di azioni di salvaguardia e valorizzazione dell’elemento culturale.

L’istituzione dell’Inventario è un’azione di salvaguardia e valorizzazione dei fondamenti culturali della Regione che altrimenti rischiano di andare dimenticati e dispersi. L’inventario è uno strumento per preservare la vitalità del patrimonio culturale immateriale e sostenere quei soggetti, pubblici o privati, che partecipano attivamente alla sua valorizzazione e gestione, purché senza scopo di lucro.

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