sabato, Maggio 15, 2021

“Nascere a Ischia”. Al Rizzoli saluta il prof. Luigi Stradella. Il dottor Nicola Annunziata nuovo primario di Ginecologia Ostetricia

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IDA TROFA | Il COVID-19 sta generando situazioni di particolare stress per le donne in gravidanza e nel post partum. La paura del contagio e delle ripercussioni sulla salute del bambino, la restrizione degli accessi alle figure di riferimento sta comportando preoccupazioni e disagio.

I servizi territoriali si stanno sempre più riducendo; vengono a mancare le certezze. Le informazioni sul nuovo virus sono costantemente in progress così come è in progress la costituzione, anche interna e di professionalità, presso il PO Anna Rizzoli. In questo periodo cosi doloroso e delicato la struttura di via Fundera si appresta a vivere la sua ennesima mini rivoluzione con il cambio al vertice di Ostetricia e Ginecologia. Un reparto da tempo alle prese con la diaspora delle partorienti, causa Coronavirus, in terraferma, dall’unico centro pubblico attrezzato per la Pandemia al II Policlinico di Napoli, fino alle cliniche private. In questa particolare congiuntura il dottor Luigi Stradella saluta Ischia, dopo due anni comunque difficili e impegnativi si insedia il dottor Annunziata. Sarà proprio il professionista, fedelissimo di Luigi Stradella, a ereditarne le sorti isolane. Obiettivo salvare il punto nascita e far tornare gli ischitani a nascere qui.La nuova sfida dell’ospedale isolano raccontato dalla voce dei protagonisti.

Luigi Stradella: “Gli ischitani devono continuare a nascere al Rizzoli”
Pronto alla nuova sfida e sicuro del suo cammino. Stradella parla del passato ma anche del futuro attraverso gli occhi del Rizzoli.
Dottore Stradella, siamo in una congiuntura importante. Lei lascia Ischia per affermarsi definitivamente a La Schiana. C’è stata la nomina del dottore Annunziata, proprio ora che la Pandemia incombe. Quale è stata l’esigenza è perché?
“Ischia è un po’ nelle pieghe del mio cuore quindi sono felicissimo in questo momento di essere ritornato e di presentare il dottor Annunziata. La sua nomina nasce da un’esigenza di dare un punto fermo e costante al reparto. Il mio lavoro ad Interim non mi consentiva quello che oggi invece toccherà al mio successore con una presenza stabile e quotidiana. Il sopraggiungere del COVID ha reso difficile seguire tutte e due le strutture contemporaneamente. L’obiettivo è quello di migliorare sicuramente le risposte alle tante esigenze del reparto. Sperando che la gente torni sempre a puntare su di noi per la sua salute, sapendo di poter contare su una buona ginecologia. Lavoreremo perché la gente conservi la sua fiducia in questa struttura“.

Che eredità lascia?
“Lascio sicuramente in eredità una una struttura valentissima con una buona squadra, una equipe che sta sicuramente al passo anche di quelle che sono le tecnologie della moderna medicina“

L’obiettivo è stato sempre quello di salvare il punto nascite, quindi anche con il passaggio di consegne resta l’obbiettivo. Qual è stato il primo suggerimento?
“Sicuramente quello di rivalutare quanto più possibile il punto nascite in questo momento critico attraverso la formazione e l’informazione. In questo periodo di lockdown abbiamo esperienza di pazienti che sono rimaste da noi, ma che non ci avrebbero scelto, in un certo senso, potendo scegliere di andare altrove. La vittoria e la sfida è stata quella di aver avuto la capacità di convincerle che far nascere al Rizzoli i propri bambini è la scelta giusta. Hanno trovato nuovamente la fiducia in questa struttura. Quindi, io direi al dottor Annunziata di puntare su questa rinnovata fiducia, perché noi abbiamo la possibilità di poter operare al meglio.Abbiamo un ospedale che è al passo con i tempi ed ha un ostetricia che può essere valida sotto tutti i punti di vista“

Nicola Annunziata: “Un’eredità pesante con un cammino difficile, ma al tempo stesso affascinante”
Evidentemente emozionato il dottor Nicola Annunziata parla della suo nuovo incarico. Tra percorsi condivisi con le partorienti e impegno costante con lo staff in servizio.

Dottore, una sfida importante è una nomina che inorgoglisce
“Ringrazio per questo il dottore Stradella, per il suo sostegno, la vicinanza e l’opportunità. Vengo da quattro anni di lavoro fianco a fianco con lui, anni in cui l’ho sostituito il direttore qui aver di fatto fatto il facente funzioni l’ospedale di Pozzuoli. Per cui ho accolto la nomina del dottor Stradella a Pozzuoli ed il mio passaggio ad Ischia, contrariamente a quanto si potesse pensare, con vera gioia. Stradella è una persona validissima e sono contento che lui abbia fatto il mio nome per sostituirlo qui all’ospedale di Ischia“.

Obbiettivi ischitani?
“Rivalutare assolutamente quello che il reparto di ginecologia ,perlomeno portarlo ai livelli di quando c’era il dottore Stradella. Già sarebbe tanto”.

Che ambiente ha trovato?
“Ho trovato una squadra motivata e vogliosa di migliorare quello che quello che lo standard del reparto.Vengo da una lunga carriera, oltre 40 anni, sono stato per anni il responsabile dell’endoscopia-ginecologica all’ospedale di Pozzuoli, negli ultimi quattro anni dal 2014 al 2018 ho fatto il direttore con ottimi risultati, per cui spero, in questi pochi anni che mi separano poi dal cosiddetto pensionamento, di poter dare veramente qualcosa di importante ad Ischia, in particolare ai colleghi che stanno qui. A loro spero di poter trasmettere la mia esperienza in maniera costruttiva. L’Ospedale di Ischia ha una valenza internazionale e spero di poter far si che il nostro reparto resti la punta di diamante, un vanto anche oltre i confini. Che tutti possano dire: vado ad Ischia, sono tranquillo perché oltre le vacanze esiste una buona la sanità”.

La sfida resta quella di riportare i bambini a nascere ancora qui in ospedale, visto che adesso non è così, per le misure COVID, ma anche per una certa diaspora napoletana verso le cliniche private?
“Sì ho saputo di questa diaspora di nascite. Su questo ho già in mente di puntare molto sulla formazione e l’informazione. Nuovi corsi, nuove procedure. In questo mi fonderò molta sulla mia formazione in Francia con il professor Oden e lo sviluppo del parto attivo lasciando la paziente libera di partorire, di scegliere lei la posizione più adatte a lei con la dovuta assistenza tecnologica del momento“.

Sara un impegno h24 solo per l’ospedale Rizzoli?
“Si, tranne una volta a settimana quando espleterò il mio incarico a La Schiana. Lavoro in quell’ospedale dal 1981, sono credo ormai l’ultima delle memorie storiche. Il mio numero di matricole 819 rispetto a quelli attuali che vanno oltre 60.000. Per cui diciamo, Ischia mi adotta, ma in ogni caso lascio tutto me stesso tra quelle mura. Oltre il cuore, sento forte l’impegno di dover lavorare per riportare a livelli eccellenti la Ginecologia e l’ostetricia del Rizzoli. Mi sono insediato la settimana scorsa, sto cercando di valutare anche la logistica e poi partirò subito con i nuovi corsi di preparazione al parto che dovrebbero dare un grosso input, mi auguro, al ritorno delle partorienti in maniera entusiastica qui ad Ischia”.

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