Nasce “Libera”, Ischia contro le mafie: applausi e commozione al “Telese”

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Applausi. Commozione. I racconti di chi ha pagato sulla propria pelle un dazio elevatissimo alle mafie e all’illegalità. All’istituto “Telese” non vola una mosca nella lunga mattinata che segna la nascita del presidio ischitano di “Libera”, il coordinamento di associazioni fondato nel 1995 da don Luigi Ciotti, per sostenere la lotta contro tutte le mafie e per promuovere la cultura della legalità e della giustizia nei più diversi ambiti e a tutti i livelli.
Davanti agli occhi del dirigente scolastico Mario Sironi, il vescovo Lagnese introduce i lavori: “Sbagliato pensare che Ischia sia un’oasi felice”. Non lo è, infatti. Gli studenti ascoltano le storie, agghiaccianti, dei parenti delle vittime. A cominciare dalle parole limpide di Veronica Montanino, testa alta e occhi che si esprimono da soli: a suo padre Gaetano è intitolato il presidio ischitano. Fedele servitore dello Stato, ucciso dalla camorra a soli 45 anni, mentre svolgeva il suo lavoro da guardia giurata a tutela delle attività commerciali di piazza Mercato, a Napoli, nella notte del 4 agosto 2009.
Veronica porta la sua testimonianza. Non c’è desiderio di vendetta, ma voglia di rimboccarsi le maniche. Tutti insieme, per un mondo più giusto.
Interviene Antonio D’Amore, responsabile provinciale di Libera, che ha lavorato con Egidio Ferrante, tra le anime del presidio ischitano, e Filomena Sogliuzzo, la referente, per dare alla luce una nuova realtà che dialogherà con le forze dell’ordine (presenti, stamattina, con il tenente Paolo Aiello della Guardia di Finanza) per promuovere la cultura della legalità.
E ancora: Luciana Di Mauro del Coordinamento Regionale Vittime Innocenti della Criminalità, vedova Montanino, e Rosaria Di Manzo, Presidente Associazione Strage Treno 904, che cita quel nome – Federica Taglialatela – e parla di una tragedia che resta ancora senza motivo. Parla anche Emilio D’Anna, che perse il padre in un agguato e che vive a Lacco Ameno da anni.
Quando Carmela Sermino, presidente dell’Osservatorio sulla Legalità, racconta – con voce rotta dall’emozione – la tragedia del marito Giuseppe Veropalumbo, operaio di Torre Annunziata, ucciso da un proiettile vagante la sera di Capodanno del 2007, un brivido percorre la schiena del folto pubblico.
Impeccabile, al solito, l’accoglienza degli studenti del “Telese”, che – dopo aver letto una serie di applaudite poesie – hanno offerto agli ospiti una degustazione degli spaghettoni prodotti da Libera con grano coltivato nei terreni confiscati alla criminalità organizzata, prima della gradita esibizione – con tammurriate e pizziche – della scuola del Folklore.
“Con la presenza di Libera a Ischia – ha spiegato la referente del Presidio Filomena Sogliuzzo – ci proponiamo di risvegliare la coscienza civile assopita sui tanti problemi irrisolti della nostra realtà, a cominciare dalla sanità penalizzata dalle scelte poco oculate delle recenti gestioni. Intendiamo essere al fianco delle istituzioni che operano sul territorio sia attraverso la vigilanza sulle varie criticità e sul rispetto della legalità sia attraverso il supporto alle azioni positive promosse e realizzate a tutela dei diritti, dei servizi, dell’interesse comune. E’ nostra intenzione creare sinergie con tutte le forze della società isolana impegnate su questi fronti e con tutti i presidi di legalità attivi sul territorio”.
p.r.
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