Napoli, cambiare si deve! | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 08 gennaio 2021

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Vergognarsi della propria squadra del cuore è una sensazione che non avevo mai provato neppure quando, dopo il fallimento, il Napoli ripartì dalla serie C, costringendo noi tifosi a sopportare l’onta di confrontarci con realtà calcistiche che definire “di ringhiera” è decisamente un complimento.

Ci sono riuscito ieri sera e non ho neppure avuto bisogno di aspettare la sconfitta maturata al termine della gara. Tutto è cominciato dall’ennesima riproduzione del solito disco incantato del d.s. Giuntoli, ancora una volta presentatosi nel pre-partita a ricordarci che, “in relazione ai nostri obiettivi, la rosa che abbiamo è perfetta, perciò a gennaio solo due o tre tentativi in uscita e nulla in entrata”. Roba da voltastomaco!
Ho ripreso poi a inveire contro il malcapitato Maksimovic (che in down ci si è ritrovato già in campo da titolare) quando, in un disimpegno poco prima del gol di Petagna, stentava a marcare il passo della sua azione, esitando nel decidere se continuare ad avanzare palla al piede tra due avversari sufficientemente lontani per consentirglielo oppure, semplicemente, affidare la sfera al compagno più vicino che era lì a pochi metri: un’incertezza inconcepibile per un calciatore professionista di serie A, un errore inspiegabilmente reiterato, quello di tenerlo in campo, quando hai in panchina Rahmani che di certo ha motivazioni da vendere per dimostrare il suo valore e, per giunta, a differenza del collega serbo, non è neppure in scadenza di contratto senza grandi stimoli a rinnovarlo.

Il resto è apparso ben chiaro a chiunque abbia sopportato quello strazio fino al novantacinquesimo, senza lasciarlo anzitempo per andare a cercare qualcosa di dolce nella calza di una Befana calcisticamente amarissima. Ma soprattutto, ha confermato che il buon mister Gattuso, o per sua incapacità o per quella dei suoi giocatori, non ha alcun controllo della mente e del cuore, oltre che del gioco, di una squadra agonisticamente debolissima.

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