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Monticchio, avevamo ragione. A Forio era tutto abusivo!

Dagli atti adottati dallo stesso Comune emerge la verità. Dopo l’esposto in Procura, ad aprile si era deciso di smontare gli arredi. E adesso hanno messo le “carte in regola” con tanto di autorizzazione paesaggistica. Per realizzare quello che avevano smontato… Un tentativo di “colpo di mano” che si è trasformato nella ennesima figuraccia per Del Deo

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Ugo De Rosa | A dicembre 2020 e ad aprile 2021 avevamo denunciato la vicenda dei lavori a Monticchio, oggetto anche di una iniziativa della minoranza. In sostanza, con la scusa della manutenzione del verde, il Comune di Forio era poi passato ad eseguire lavori definiti di messa in sicurezza del muro, che invece si erano concretizzati nella realizzazione di un belvedere con tanto di scala e ringhiera. Un intervento che appariva in tutta evidenza abusivo, in assenza di un progetto e dell’adozione di criteri di sicurezza. Ma l’Amministrazione Del Deo era andata avanti imperterrita, anzi a marzo addirittura si era deciso di acquistare due panchine. Questo fino ad aprile, quando come vedremo si era deciso di stoppare e smontare tutto dopo l’esposto alla Procura.
Adesso arriva la conferma definitiva che avevamo visto giusto e quei lavori erano abusivi. E la prova sta proprio nei successivi atti adottati dal Comune!

Nella determina del dirigente del VII Settore Patrimonio e responsabile della tutela del paesaggio arch. Nicola Regine si riporta infatti che «che con Deliberazione originale della giunta Municipale n. 38 del 10.05.2021, veniva approvato il progetto definitivo dei lavori di “Mitigazione del rischio idrogeologico in località Monticchio- I stralcio” e trasmesso per le vie brevi al Responsabile del VII Settore tutela paesaggio, nella figura dell’Arch. Nicola Regine, per la richiesta di autorizzazione paesaggistica».
Ergo, il progetto era stato redatto successivamente all’inizio dei lavori poi bloccati, e approvato solo a maggio. Quando al Comune avevano capito che l’abuso era stato scoperto e avevano avuto paura.
Un progetto, come emerge dal prosieguo della determina, che necessita anche dell’autorizzazione paesaggistica, «in dipendenza del vincolo imposto a tutto il territorio comunale».

E quali interventi sono ora previsti nel progetto? In sintesi: «Bonifica del promontorio, installazione di una scala in ferro da rivestire in pietra a faccia vista, sostituzione di un muretto con ringhiera ed installazione di ringhiera anti caduta». In sostanza il belvedere con arredi che prima Del Deo voleva realizzare aum aum. Anche se ancora non si capisce cosa abbia a che spartire un belvedere con la mitigazione del rischio idrogeologico…
L’autorizzazione paesaggistica è comunque stata rilasciata, dopo il parere favorevole della Commissione locale per il paesaggio del 1 giugno scorso e la relazione dell’arch. Regine del 2 luglio. La pratica è stata poi trasferita alla Soprintendenza BB.CC.AA. di Napoli e Provincia per l’acquisizione del parere, che però come al solito non è pervenuto nei termini previsti. E dunque l’arch. Regine ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica.

Il belvedere iniziato e poi smontato potrà ora essere realizzato con tutti i crismi di legge. ma la domanda è: perché non fare tutto in maniera regolare sin dal primo momento? Perché Del Deo voleva realizzare delle opere abusive? Alla fine l’unico risultato ottenuto è stato quello della consueta figuraccia e dello sperpero di denaro dei contribuenti, visto che quel belvedere si è trasformata in una sorta di tela di Penelope, con conseguente aumento dei costi.

LA STORIA
Per comprendere fino in fondo la vicenda andiamo a rileggerci quanto scritto nei mesi scorsi, iniziando da quanto denunciavamo a dicembre.
«Incredibile a Forio! Nell’ambito del solito costoso servizio di manutenzione del verde pubblico comunale, l’Amministrazione Del Deo vuol nascondere la realizzazione di un belvedere a Monticchio senza un progetto preventivamente approvato. Tutto “aum aum”.
Questo il reale significato della determina adottata dal responsabile del III Settore Vincenzo Rando, che si richiama appunto al servizio appaltato due anni fa alla ditta “Della Speranza Claudio”.

Ma ora vengono affidati altri lavori che con il verde poco hanno da spartire. Nella determina infatti si legge che “con determinazione dirigenziale n.1282 del 16.11.2020 si è approvato il preventivo per l’effettuazione dei lavori di pulizia e potatura straordinaria della parete sulla strada in località Monticchio, vista la vegetazione cresciuta ormai in maniera spropositata e divenuta pericolosa per la circolazione sottostante; Dato atto che in questo periodo di Zona Arancione, il traffico sarà inferiore e quindi potrebbe essere il momento migliore per effettuare anche un intervento di messa in sicurezza di tutto il muro e in special modo di un tratto particolare iniziale, che durerà circa una settimana ed avrà bisogno della chiusura di una delle due corsie del lungomare, per essere effettuato in sicurezza”.

IL BELVEDERE
La determina, peraltro adottata a lavori già in corso, fa solo riferimento alla manutenzione del muro, senza uno studio preventivo e un progetto approvato. E nemmeno si spiega che tipo di lavoro si va ad effettuare. Ed in effetti cosa ha a che vedere una ringhiera con la manutenzione del muro? E quel muro è collaudato per altri usi?
Insomma, Del Deo ha avuto la “bella” pensata di nascondere la velleità di realizzare un belvedere con la scusa della manutenzione e messa in sicurezza. Tutto per velocizzare l’iter, senza piani di vera sicurezza, progetti, autorizzazioni della Sovrintendenza e così via.
Ma un belvedere è un’opera ex novo ed infatti i lavori stanno cambiando la conformazione del terreno e addirittura è stata scoperta la trave di fondazione del muro soprastante. Abbiamo rivolto ad un tecnico la domanda “Possono sbancare quel terreno senza autorizzazione e soprattutto senza uno studio adeguato sul lavoro da eseguire? E la risposta è stata: assolutamente no. Una furbata tipica di certi politici che pensano di poter sfidare la legge mettendo oltretutto a repentaglio la sicurezza di tutti. Perché senza un progetto, chi può garantire che quel belvedere sia sicuro e che anche i lavori avvengano in sicurezza? A questo punto sarebbe il caso che intervenissero Procura, forze dell’ordine, Ispettorato del Lavoro e Sovrintendenza, visto che il Comune sta eseguendo opere abusive pericolose, prive di ogni necessaria autorizzazione, in particolare quella paesistica».

LA RETROMARCIA
Mentre ad aprile registravamo la retromarcia per timore della Procura.
«Questa del muro di Monticchio e del belvedere abusivo realizzato a Forio torna ad essere un caso.
Era lo scorso mese di dicembre quando, con molti interrogativi, avevamo visto all’opera diversi operai intenti alla realizzazione di diverse opere sul muro all’ingresso di Forio. Lavori che non erano passati inosservati e che, con un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, erano passati al vaglio della minoranza in consiglio comunale con Jessica Lavista, Stani Verde e Dino D’Abundo. Un esposto che oggi, stando ai rumors di paese, sembra sia tornato di attualità. Non sappiamo se la Procura di Napoli abbia dato seguito alla denuncia dei consiglieri comunali o se, qualche protagonista si stato ascoltato dai delegati del Pubblico Ministero incaricato del caso ma c’è qualcosa che non quadra.
Da diverse ore, infatti, quasi in contemporanea con i rumors circa l’azione della Procura, è in corso un’attività, frenetica, di smontaggio. Si, avete capito bene, a Monticchio si stanno smontando gli arredi. Che fine ha fatto la scala? Che fine ha fatto la ringhiera? Perché dopo essere state installate soli pochi mesi fa, già si smontano?
Vuoi vedere che Verde, Lavista e D’Abundo erano stati profeti e quei lavori, davvero, erano abusivi? I riflettori restano accesi».
Alla fine si sono arresi…

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