Monti spera in una ripresa “regolare”. «Niente scherzi, il campionato deve terminare»

«Attraversiamo un momento difficile. Quando si riprenderà, ci sarà bisogno di tempo per ritornare nel clima-partita»

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Giovanni Sasso | Comprende che il momento è delicato, che bisogna affrontare una problematica che ha colpito ogni angolo del pianeta, ma spera in una ripresa regolare dei campionati affinché non vengano falsati. “Billone” Monti segue con attenzione le dinamiche del calcio regionale e nazionale ma è sempre aggiornato su quello che avviene in qualsiasi altro ambito. Il tecnico gialloblù in piena estate era preoccupato circa la possibile nuova ondata della pandemia che avrebbe potuto ostacolare l’attività sportiva in generale. «Ero preoccupato così come tutti quelli che si informano, vedono quanto succede nel mondo – esordisce Monti –. I dati giornalieri parlano chiaro. Inizialmente i numeri erano bassi. Adesso basta analizzare i report dell’Istituto Superiore della Sanità. Sui ricoverati con sintomi in terapie intensive, le percentuali sono cambiate in maniera drastica. Ti chiudono non tanto perché c’è un indice di mortalità diverso rispetto ad altre malattie, ma perché negli ospedali non c’è posto. Se per esempio oggi hai quattromila contagiati e cinquecento sono positivi con sintomi, questi si recheranno in ospedale. Se oggi accade la stessa cosa, il problema si ripropone e pian piano gli ospedali si riempiono. E quando accade questo, come fa uno Stato a negare il diritto di cura o di ricovero a tanta gente? I medici si lamentano, altrettanto fanno i direttori delle Asl, quelli degli ospedali peggio ancora… Possiamo discutere all’infinito se stare all’aria aperta è più sicuro rispetto ad uno spogliatoio, una piscina o un ristorante con dieci persone a tavola, su mezzi pubblici ecc. Forse fra qualche anno, quando lo avranno studiato meglio e conosceranno in maniera approfondita questo virus, potranno dirci quali sono state le cause che hanno maggiormente determinato il contagio. Il dato di fatto è che si va verso una “chiusura” per diminuire i contagi. Per assicurarsi il distanziamento, si limitano al massimo le uscite da casa».

STOP AL CALCIO

Monti ritiene giusta la chiusura dei campionati dilettantistici regionali, che sotto certi punti di vista di dilettantistico hanno ben poco? «Se è una decisione giusta o meno non saprei dirlo. Non posso prevedere se un gruppo di persone che si allena su un campo rischia. Non possiamo parlare soltanto di contagio che può avvenire al nostro “interno” visto che in realtà come le nostre c’è una vita sociale e lavorativa. Cosa ben diversa avviene a certi livelli quando si fa “casa e bottega”, dove c’è maggiore controllo, test in continuazione».

E anche nei campionati professionistici i positivi al Covid-19 sono stati finora molti. «Chi ha una famiglia non è immune. Un figlio che va a scuola o sta con gli amici, una moglie che va a fare la spesa, sono soggetti comunque a rischio. Il “fine” della chiusura è quello di ridurre i contagi. E quando decidono di chiudere, lo fanno in maniera totale – continua “Billone” – lasciando aperte soltanto le attività essenziali. Tuttavia ognuno può avere il suo parere. Non siamo né medici né virologi. Se i pareri sono discordanti in ambito sanitario…».

RIPRESA DIFFICILE

Bisognerà attendere il 24 novembre per capire quando si potrà riprendere l’attività sportiva, di sicuro non ancora la partita di calcio. «Se ci faranno riprendere, nelle previsioni più ottimistiche se ne riparlerà dopo Capodanno. Il che significa che da qui ad un mese, i dati relativi ai contagi dovranno diminuire e gli ospedali non dovranno andare in sofferenza. Se chiusura ci sarà, i contagi diminuiranno, anche se dopo un po’ di tempo».

Il campionato dell’Ischia si è interrotto alla vigilia di una partita di “cartello” contro l’Albanova. Nella squadra c’è un pizzico di rammarico perché era stata raggiunta una buona condizione atletica. «Un conto è quando stavamo sul campo tutti i giorni, con una programmazione, un altro è navigare a vista perché non si conoscono gli sviluppi della situazione. Non sappiamo se potremo continuare ad allenarci come in questi giorni. Abbiamo deciso di proseguire a gruppi, tra mattino e pomeriggio, per mantenere il distanziamento, cercando di rispettare al massimo le norme. I portieri continueranno ad allenarsi col preparatore Migliaccio, c’è chi proseguirà col prof Sarno».

Ai provvedimenti nazionali, bisognerà fare i conti anche con quelli, sempre possibili, a carattere regionale e locale. Come ad esempio la recente chiusura del campo di Casamicciola da parte del sindaco. «Non conosco le problematiche che ne hanno determinato la chiusura – commenta Monti –. Può darsi che la prossima settimana uscirà un’ordinanza regionale, un nuovo DPCM e potremo essere costretti a fermarci. Può anche darsi che la situazione riguardante gli allenamenti sarà lasciata così com’è. In questo caso, continueremmo con i distanziamenti. Lockdown “light”? Secondo me sarà localizzato, per le zone dove c’è maggiore criticità».

REGOLARITÀ IN PRIMIS

Prima di rimettere la palla al centro e rivedere una partita, passerà molto tempo. «Per ritornare a giocare, è opportuno svolgere un lavoro necessario per evitare che si verifichino infortuni alla ripresa. Né noi né altre squadre riusciranno a riprendere la condizione che si aveva prima della sospensione. Per ritrovarla, c’è bisogno di giocare, delle partite così come delle partitine fra di noi che al momento non si possono fare. Il lavoro che si può svolgere adesso, è finalizzato ad un mantenimento per cercare di ridurre al minimo gli infortuni».

Considerato che si dovrebbe riprendere a gennaio, chi organizza i campionati potrebbe anche prendere in considerazione l’ipotesi di ridurre il numero delle partite per chiudere la stagione prima degli Europei. «Se si riprende, il campionato bisogna finirlo regolarmente – sottolinea Monti –. Si potrebbero sfruttare i turni di riposo, se sarà il caso giocare anche a Pasqua ma evitare troppi turni infrasettimanali visto che nei dilettanti i giocatori lavorano e non tutti possono prendersi un giorno di ferie ogni settimana. Non sarebbe un problema allungare la stagione di un mese o più. Altrimenti la si falserebbe. Faccio un esempio. Noi nel girone d’andata abbiamo sette partite in trasferta, con squadre importanti come Frattese, Pianura, Maddalonese, Marcianise su tutte. Potremmo mai giocare solo il girone d’andata? Secondo me bisogna completare le 26 giornate anche al costo di giocare un mese dopo la naturale conclusione, limitando i turni infrasettimanali».

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