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Mons. Baturi: «Partecipiamo a questo dolore anche per aiutare a ricostruire»

Le parole del Segretario Generale della Cei in visita ad Ischia

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Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Segretario Generale della CEI, durante la sua visita sull’isola non ha espresso solo sentimenti di cordoglio e di solidarietà, ma ha preannunciato una partecipazione attiva della Chiesa, come componente della comunità, in tutte le iniziative concrete a favore dei cittadini colpiti dalla frana e della intera società isolana.

«Il senso di questa giornata, anzitutto, è la partecipazione a questo dolore – ha esordito -. Al dolore di persone che in sei minuti hanno visto perdere la propria abitazione, se non la vita dei propri cari, davvero un dolore grande rispetto a cui ci sentiamo solidali e al tempo stesso assumiamo l’impegno di una solidarietà concreta che già ha avuto il volto di tanti volontari che si sono mobilitati. Come Chiesa italiana faremo ciò che è necessario, anzitutto per dare conforto e poi per creare, insieme al vescovo Gennaro che è qui, il senso di una comunità che vuole partecipare alla ricostruzione e alla delineazione del proprio futuro. Attraverso l’informazione, attraverso lo scambio di proposte, attraverso la denuncia e se necessario, attraverso la ricostruzione. Quindi siamo vicini a questo popolo e vogliamo che disegni un nuovo futuro.

Nei primi istanti della tragedia mi hanno raccontato della solidarietà di tanti volontari che salivano fino in cima per portare cibo oppure si sono messi a scavare. Si è creato il senso di una comunità, di un’appartenenza comune, di un destino comune e la fede dice che il nostro rapporto con Dio esige anche l’amore verso il prossimo e quindi il senso di una comunità.

Per ricostruire serve speranza, perché il dolore del momento ci compatta, ci mette insieme, crea un sentimento di comunanza. Ma per ricostruire ci vuole anche una grande solidarietà. E chi inizia a riprendere le attività aiuti gli altri, chi ha più risorse le spartisca con quanti hanno più bisogno.

La fede ci consegna la certezza che la vita non è affidata al caso. Il senso di una comunità che insieme agisce per la costruzione del proprio bene, del bene comune, è una speranza che dà energia.

Per essere vicini, stiamo valutando, anche grazie alla visita di oggi, stiamo cercando di comprendere quali sono le necessità effettive. Certamente la Chiesa italiana non si tirerà indietro. Sono qui a rappresentare l’affetto anche del Presidente Zuppi. Abbiamo discusso con il vescovo e con la Caritas di iniziative concrete che poi sarà saranno varate al più presto».

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