Minori disabili maltrattati al “Marconi”, assolta la maestra: “il fatto non sussiste”

Dopo il racconto di alcuni alunni, i genitori avevano riferito gli episodi alla dirigente scolastica, che aveva notiziato la Procura e il Tribunale dei Minori. Il pm di udienza ha richiesto l’assoluzione piena, sentenziata dal giudice Palagano con la formula perché il fatto non sussiste

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Il caso della insegnante di sostegno in servizio alla Scuola Primaria di Ischia. A Maria Palumbo, difesa dall’avv. Felice Pettorino, veniva contestato “l’abuso dei mezzi di correzione” nei confronti di due bambini.

Una insegnante di sostegno in servizio nel 2023 presso la Scuola Elementare “Marconi” di Ischia era stata accusata di aver malmenato alcuni alunni e processata con la contestazione di “abuso dei mezzi di correzione o disciplina, con un’aggravante specifica per i reati commessi ai danni di minori in contesti educativi”.

La storia ha preso il via dalle lamentele espresse da alcuni genitori alla dirigente scolastica, che riportavano quanto riferito dai loro figli. E a fronte di queste dichiarazioni la dirigente aveva provveduto a notiziare la Procura della Repubblica e il Tribunale dei Minori di Napoli. Da qui è scaturito il procedimento penale che però si è concluso con l’assoluzione della docente Maria Palumbo.

Infatti nell’udienza del 9 luglio il giudice della Sezione Distaccata di Ischia Mariafranca Palagano l’ha assolta con la formula perché il fatto non sussiste. Una assoluzione piena, così come richiesta dallo stesso pubblico ministero, che ha rinunciato all’escussione dei testi di lista, e a cui si è associato il difensore dell’imputata, l’avv. Felice Pettorino. E’ emerso peraltro che i docenti del “Marconi” hanno confermato la versione della collega.

E’ così caduto il capo d’accusa per il quale era stata rinviata a giudizio, «perché in qualità di insegnante di sostegno presso la Scuola Primaria “Guglielmo Marconi”, abusava dei suoi mezzi di correzione e di disciplina, maltrattando i minori della classe da lei seguiti, anche minori con disabilità, ingiustificatamente strattonandoli, urlando loro in aula ed in particolare aggredendo la minore dandole uno schiaffo, tirandole i capelli e colpendolo con un calcio al fianco ed il minore colpendolo con degli schiaffi alla nuca, adottando una condotta inappropriata e comunque un comportamenti poco consono alla sua professione».

LA RICOSTRUZIONE SECONDO LA SCUOLA E IL «CLIMA CONCITATO»

La ricostruzione delle accuse mosse alla Palumbo è contenuta nella denuncia inviata a Procura e Tribunale dalla dirigente del Primo Circolo Ischia 1 prof.ssa Rosaria Scotti, che «sotto la propria responsabilità» ha segnalato i fatti descritti.

Scriveva la dirigente: «In data 18/05/2023, alle ore 13:55 orientativamente, la sottoscritta riceveva telefonata di un genitore della classe Scuola Primaria plesso “G. Marconi” che la informava che nell’ultima ora nella classe c’erano stati problemi con la maestra Marisa Palumbo, docente di sostegno nella classe suddetta.

In data 18/05/2023 alle ore 14:00 la dirigente riceveva nel suo Ufficio la maestra Maria Palumbo a cui richiedeva circostanziata relazione, assunta con protocollo del 22/05/2023».

La vicenda non si concludeva lì, anzi il giorno successivo la docente veniva allontanata dalla classe. Relazionava infatti la dirigente: «In data 19/05/2023 alcuni genitori della classe si rivolgono alla Dirigente. Atteso il clima particolarmente concitato che in quell’occasione si manifesta e che rende impossibile procedere ad una verifica in ordine agli accaduti, talché la dirigente si è dovuta allontanare per qualche minuto dal suo ufficio perché la situazione era estremamente tumultuosa, con accavallamento di voci, riteneva opportuno prudentemente adottare provvedimento di allontanamento della maestra Palumbo dalla classe, del 19/05/2023, procedendo poi a una formale convocazione di tutti i genitori della classe per il giorno 26/05/2023, confidando in un clima di maggiore serenità».

LE AFFERMAZIONI DEI GENITORI

Gli animi erano surriscaldati e dunque la prof.ssa Scotti riteneva di rinviare la discussione a qualche giorno di distanza. Ebbene, il «26/05/2023 la Dirigente raccoglie le verbalizzazioni dei genitori intervenuti, le quali configurano ipotesi di reato a carico della maestra Maria Palumbo, per la qual cosa la sottoscritta provvede a notiziare alla Procura della Repubblica e al Tribunale per i Minorenni. Si allega documento contenente le dichiarazioni dei genitori. Per quanto di competenza». Un atto “dovuto”, intendeva in sostanza la Scotti.

La verbalizzazione dell’incontro con i genitori degli alunni della classe del “Marconi” tenutosi alle ore 15.00 del 26 maggio 2023 contiene le dichiarazioni fatte dagli stessi che però non hanno convinto, alla luce evidentemente di altri elementi emersi, né il pm di udienza, né il giudice Palagano.

Si legge nel documento: «Prende la parola la madre di un’alunna: “La bambina insieme ai compagni di classe è stata sconvolta per quello che è accaduto in classe. La maestra in un momento di rabbia, perdendo il controllo della situazione, ha dato due schiaffi dietro la testa al bambino e poi ha spinto una bambina facendola cadere per terra. I bambini non si aspettavano questa situazione che si era creata. I bambini sono rimasti impressionati”».

Ancora: «La mamma di altra alunna dice che la figlia è stata la prima ad uscire da scuola piangendo. Come genitori non usano le mani a casa. La bambina usciva da scuola piangendo, raccontando dell’amichetta che è stata spinta dalla maestra; inoltre la maestra ha buttato a terra la borraccia, e ha spinto un banco contro un muro e le ha stracciato alcune pagine da un quaderno. La signora non vuole che la figlia torni a casa terrorizzata. La maestra Palumbo fino ad allora gridava soltanto, ma quella volta ha esagerato.

La madre di un alunno conferma quello che hanno raccontato le altre mamme che finora hanno preso parola. Anche la madre di altro alunno e dice che il figlio è rimasta molto colpito di quello che è successo in classe».

LA DICHIARAZIONE “FUORI DAL CORO”

La madre della bimba che sarebbe stata spinta aveva dichiarato: «La maestra ce l’ha molto con lei. Mia figlia è stata spinta, ha avuto tirati i capelli e ha avuto una stangata alla schiena. È stata la prima volta che la maestra ha usato le mani».

La relazione riporta anche: «Una madre si è lamentata con la maestra all’uscita minacciando di andare dalla Dirigente; lei di tutta risposta: “vada, che me ne frega!”

Sempre la signora afferma: “I bambini sono tremendi, ma questo non giustifica l’uso delle mani sui bambini. È una classe numerosa effettivamente, ma questo non giustifica l’uso delle mani. Quando i bambini vedono le maestre Alessandra o Bruna, anche per strada, sono molto felici di incontrarle”.

La mamma dice che la maestra ha negato quello che affermavano i bambini, dicendo che invece non fosse successo nulla. I bambini avevano paura anche perché la maestra diceva che non li avrebbe fatti uscire dalla classe al termine delle lezioni».

Di diverso tenore quanto invece riferito dalla madre di un altro alunno: «“Mio figlio non ha riportato nulla dicendomi che non è successo niente in classe”. La signora ha anche chiesto al figlio se si ricordasse qualcosa in particolare accaduta quel giorno. Il figlio rispose di no. Il figlio non ha dimostrato alcun turbamento. La signora dice che non era presente in classe e quindi non ha insistito col bambino». La sentenza del giudice Palagano “riabilita” l’insegnante di sostegno.

  • Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

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