Mimmo Salatiello: «Ischia, bene così. Ma…»

«Avrebbe bisogno di un centrocampista centrale. Il Barano ha una base da cui ripartire. Real Forio in difficoltà»

0

Giovanni Sasso | Mimmo Salatiello a trecentosessanta gradi sulle tre isolane di Eccellenza. Il tecnico originario di Quarto, ma da anni residente sull’isola, sposato con l’ex calciatrice Tiziana Salzano, venti anni fa ha chiuso la carriera calcistica indossando la maglia dell’Ischia in Eccellenza. Un’Ischia in cui militavano Dinolfo e Ruocco, i giovani Egidio Fermo e Gianfranco Mattera, il veterano Ago Pilato e il dinamico Riccio, l’estroso esterno Dell’Aquila e il bomber Sasà Buoncammino. Una squadra che, con tutto il rispetto per quelle che hanno primeggiato negli ultimi anni, probabilmente avrebbe fatto carne da macello.

Doveroso iniziare la panoramica con l’Ischia “Made in Ischia”. In passato Salatiello ha affrontato la squadra gialloblù quando era alla guida dell’ambizioso El Brazil. «Ho sempre sostenuto che sull’isola c’è tanta qualità, però ci sono dei ruoli importanti che non si riescono a coprire – esordisce Salatiello, impegnatissimo nella sua attività commerciale in quel di Casamicciola –. Già inizierei a pensare chi potrebbe essere il sostituto tra i pali di Luigi Mennella. A mio parere, già quest’anno si sarebbe dovuto preparare un giovane in gamba. Da quel che ho potuto capire, fatta eccezione per il portierino del Barano, Di Chiara, non c’è alcun ragazzo pronto per la categoria. Questo è un ruolo che va coperto attingendo dalla terraferma».

Mimmo Salatiello analizza la situazione ruolo per ruolo. «Per quanto concerne il pacchetto difensivo, se prendi Andrea Impagliazzo dal Giugliano, per giunta un isolano, la rosa diventa ancora più importante. Ma non so fino a che punto si possa arrivare a determinati calciatori». Una “pista” che forse sarà battuta l’anno prossimo… «E’ una idea che lancio, lungi da me suggerire o proporre visto che in società ci sono persone capaci. Ho fatto il nome di Impagliazzo perché, se l’intendimento è di allestire una squadra con tutti isolani, io punterei su questo difensore. Capuano isolano d’adozione? Un acquisto bisognava farlo perché le condizioni di Monti vanno valutate».

A centrocampo nessuna novità dal mercato. «In base a quanto visto l’anno scorso e valutando la rosa di quest’anno, a parere mio ci vuole un calciatore importante in mezzo al campo che faccia girare la squadra, abile a dettare i tempi. Si è provato con Ciro Saurino che talvolta è stato arretrato sulla linea dei difensori. Adattare un calciatore in Promozione è un conto, farlo in Eccellenza è un altro. Saurino non lo vedo molto adatto ad un ruolo di regia e poi non dimentichiamo che ogni tanto accusa un problema alla schiena e talvolta non può allenarsi bene. Bisogna prendere un centrocampista di una certa importanza. Il mio pensiero è questo». Si partirà dunque con i protagonisti della scorsa stagione. Se si presenterà la necessità, in corso d’opera la mediana sarà sicuramente rinforzata.

Il reparto offensivo ha visto l’arrivo di Gianluca Saurino che si affianca a Rubino, Castagna, Trani, Invernini, al rientrante De Luise e all’esterno under D’Antonio. «In linea di massima, in questo reparto l’Ischia è abbastanza coperta. Tuttavia bisognerà valutare le condizioni di Rubino che pare debba sottoporsi a un intervento per risolvere definitivamente il problema della pubalgia. L’Ischia per fare il salto di qualità, avrebbe bisogno di un uomo da venti gol, tipo un Palumbo. Gianluca Saurino svaria, attacca lo spazio, crea scompiglio, ma manca un punto di riferimento in avanti. Tutto dipenderà dalle condizioni di Rubino».

Nel quadro tattico dell’Ischia 2020/21, dove inseriresti Mario Sogliuzzo? «L’ho visto bene bene nell’anno in cui il Barano vinse il campionato (2016, ndr). A mio parere, a Sogliuzzo non bisogna dare compiti tattici. Un ruolo alle spalle delle punte? Conoscendo l’allenatore che cura molto la fase difensiva, che vuole tutti dietro linea palla – aggiunge Salatiello – si corre il rischio di avere in qualche frangente di gioco, tre se non quattro giocatori sopra questa linea. In seguito ad un’azione che non andasse a buon fine, si rischierebbe tanto. Si potrebbe giocare con una punta in meno e Sogliuzzo pronto a svariare, con due esterni alti pronti ad abbassarsi per dare copertura».

Sulla destra quasi certamente giocherà D’Antonio, l’ex Barano classe 2002. «Conosco Yigrem da quand’era piccolo, l’ho seguito nella trafila con le giovanili del Napoli. D’Antonio può dare una mano ma per l’Eccellenza è ancora un po’ fragilino, considerando certi campi in cui si andrà a giocare. In linea generale, gli under sono bravi. Piccolo o grande che sia, un ragazzo quando ha qualità gioca sempre».

BARANO E FORIO – Barano e Real Forio sembrano in ritardo rispetto all’Ischia. «Il Barano in confronto al Forio si trova leggermente in vantaggio perché ha una base sulla quale installare cinque-sei elementi per rendere competitiva la rosa. Il Real Forio è ancora un punto interrogativo, è in alto mare. Non ci sono state novità a livello societario. E’ risaputo che per un campionato di Eccellenza c’è bisogno di un budget adeguato. Se la piazza in questo momento non offre un’adeguata collaborazione, i dirigenti che stanno tirando avanti da anni saranno costretto a fare i soliti sacrifici».

Salatiello è stato contattato dal Real Forio? «Nessun contatto».

Nella scorsa stagione, Salatiello è stato responsabile di una scuola calcio a Pozzuoli. «E’ da due anni che ricopro questo incarico. Ho un’accademia tutta mia ad Agnano. Lavoro sul singolo una volta a settimana. Resto in attesa di una chiamata».

Dando uno sguardo all’ipotetico girone A di Eccellenza, ci sono alcune squadre che sono praticamente ferme, come ad esempio la Sibilla. «Non solo la società flegrea, ci sono anche Casoria, San Giorgio e lo stesso Ponticelli che era partito con Mimmo Panico che poi si è accasato al Portici in D. Poi l’ex Volla all’improvviso si è fermato».

Quindi Barano e Real Forio partono tutt’altro che spacciate… «Con un minimo di organizzazione e con lo spirito giusto, non mollando mai, la salvezza può arrivare».

Il tecnico guarda le date d’inizio dell’attività ufficiale e mostra preoccupazione. «Non si sa a cosa andremo incontro. Il problema Covid potrebbe condizionare la ripartenza. L’allarme lanciato dal presidente LND Sibilia? I casi purtroppo sono in aumento. Da quello che leggo e vedo, c’è il rischio che si ritorni punto e daccapo. Purtroppo nel calcio dilettantistico non ci sono le entrate del calcio professionistico – conclude Salatiello – il mondo dei dilettanti rischia di trovare grosse difficoltà al momento della ripartenza».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui