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Michele Regine: «Davide Castagliuolo dice di non volersi candidare, ma per me sarebbe un sindaco perfetto»

Il pensiero del presidente del Consiglio comunale nel marasma di supposizioni: «Se il discorso deve essere solo incentrato su chi nella squadra deve essere ancora in corsa, allora io non lo sono. Se il gruppo dovesse indicare un qualunque consigliere di questa amministrazione, me o un altro, da parte mia ci sarà sempre il consenso. Ma si deve ragionare sui programmi». Le riunioni nella cantina di Jack e le stoccate all’opposizione

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A Forio si susseguono i rumors sulle candidature negli schieramenti. Per fare il punto sulle posizioni della maggioranza e su altre questioni che anticipano la campagna elettorale abbiamo incontrato il presidente del Consiglio comunale Michele Regine, uno dei papabili candidati a sindaco.

– Chiariamo innanzitutto: sei o non sei candidato, fai lo sparring partner di Gianni Matarese oppure no? Quale è la verità? O almeno qual è il tuo pensiero?
«La verità la vede soltanto il Signore, che vede quello che ho sempre rappresentato in passato e portato avanti. Voglio dire, noi siamo un’amministrazione che è stata in carica circa 10 anni. Adesso manca poco alla conclusione, inizia la chiusura della seconda consiliatura. Ebbene, abbiamo portato avanti un programma che, giusto per dare un rapido ragguaglio, è partito innanzitutto dal risanamento delle casse pubbliche dai debiti pregressi. Un’opera di risanamento notevole a cui si siamo dedicati. Nel secondo quinquennio, invece, si è portato avanti un programma di opere pubbliche che vennero chiaramente e sistematicamente indicate già in campagna elettorale. E mi riferisco al rifacimento delle strade, alle scuole, al waterfront, ai lavori di riconsolidamento del molo di sopraflutto, alla piazza e la lungomare di Citara e tante altre opere che adesso non sto qui a elencare. Certamente ancora altre ne devono essere realizzate a Forio.

Ve ne più che mai necessità in questo momento di crisi culturale ma soprattutto economica. Un progetto molto più ampio per essere al centro della scena politica e sociale dell’intera isola. Anche perché, tutto sommato, Ischia – e parlo della intera isola – negli ultimi anni sta riuscendo, bene o male, a superare in un certo qual modo una crisi economica di carattere mondiale. Una crisi che sta colpendo l’intera comunità, specialmente per quanto riguarda il settore turistico, che sta vedendo negli ultimi anni venir meno proprio quelle che sono le aspettative generali. Eppure Ischia tutto sommato è riuscita a farvi fronte, almeno da quello che dicono i numeri dell’ultima stagione turistica. E quindi sarebbe uno spreco e un danno per tutti i cittadini delle comunità non portare avanti in maniera solerte, concreta e fattiva quelli che sono i programmi che hanno caratterizzato l’ultimo quinquennio. Detto questo, quale è la mia speranza? E’ in coerenza con le scelte che feci all’inizio di questa esperienza politica, quindi parlo del 2013. Ovvero portare avanti, indipendentemente da chi saranno poi i protagonisti della prossima amministrazione foriana, quelli che sono i progetti di riqualificazione. Ad iniziare dalle strade di Forio, che sono completamente dissestate, la riqualificazione della pubblica illuminazione. In parole povere dei beni e servizi essenziali per un paese che si definisce turistico e civile e che vive sostanzialmente di turismo».

LE DEFEZIONI

– L’aspetto politico è un altro discorso. Perché avete perso qualche pezzo per strada? E poi c’è il problema della successione politica. Purtroppo è un argomento dal quale difficilmente possiamo uscire. Cioè bisogna individuare anche per quello che dicevi, per le motivazioni, per i programmi che ci sono, un interprete…
«Giusto. Per quanto riguarda, diciamo, la perdita di pezzi, tu ben sai cosa è successo. Tra l’altro sappiamo che in tutte le realtà amministrative intanto che si perdono questi famosi pezzi, se ne riconquistano altri. Da questo punto di vista potranno anche esserci, come ci sono state, delle novità, delle new entry, come vengono chiamate. E poi, almeno per quella che è la breve esperienza che ho avuto, la vita politica specialmente locale è un continuo divenire, un cambiamento costante. Ti ricordi la vecchia consiliatura?. Partimmo che eravamo praticamente una maggioranza schiacciante. Poi è chiaro che vedemmo già alcuni consiglieri passare all’opposizione, ma noi ne riconquistavamo di nuovi. In questa seconda consiliatura siamo stati riconfermati e contro quelle che sostanzialmente, a quanto ho capito della prossima sfida, erano le stesse coalizioni che troveremo nella prossima tornata elettorale. Per quanto riguarda invece la figura principale, l’elemento fondamentale dovrebbe sostanzialmente essere questa sorpresa che tutti i cittadini si aspettano, che tra l’altro ho avuto modo anche di specificare con altri tuoi colleghi. Però mi fa piacere approfondirlo in questo momento. Questa è la vera incognita che adesso incombe».

NESSUN VETO

– La cantina di Jack non è riuscita a fare chiarezza su questa incognita. So che ormai vi sedete a tavola perché si parla meglio, si può criticare in maniera più, diciamo, sociale…
«Eh sì, così faccio anche pubblicità alla cantina di Jack, si mangia benissimo e quindi? Al di là di questo ci sono delle situazioni, degli accorgimenti che sicuramente questa amministrazione dovrà adottare. Per quanto riguarda la figura del candidato sindaco, rispondo in anticipo a quella che penso sarebbe la domanda. Se deve essere solo un discorso su chi nella squadra deve essere ancora in corsa, allora io non sono in corsa. Ho già avuto modo di chiarire che laddove il gruppo, e lo ribadisco ancora una volta, dovesse indicare un qualunque consigliere di questa amministrazione, da parte mia ci sarà sempre il consenso. Può essere su di me, su un altro, in sostanza non metto veti, assolutamente. Ma assolutamente serve che si porti avanti il principio, il ragionamento di restare insieme. Come? Dove portare avanti queste idee? Ragioniamo sui programmi, vediamo che cosa dobbiamo fare, cerchiamo di capire. A me finora non è stata posta alcuna domanda sul nuovo programma, sul tipo di opere che vorremmo realizzare.

Eppure queste sono le domande che si fanno a un candidato. Adesso siamo ancora in una fase di limbo. Ma su questo toto candidato voglio dire che tutto sommato i cittadini, a parte il nome che verrà fuori, si attendono anche altre cose. C’è chi fuori casa sua ha un problema, un altro che abita dove manca l’illuminazione, e poi riparare le buche, la questione fogne, i servizi. Interveniamo su queste cose e portiamo avanti un programma. Faccio un brevissimo inciso per ricordare che finora in cinque anni io, come presidente del consiglio comunale, non ho avuto una, dico una, proposta di delibera da parte dell’opposizione. Una proposta che riguardi appunto un’opera o un atto, un qualcosa su cui votare, ma solo semplici interrogazioni. Ma le interrogazioni non è che risolvono i problemi, questo tipo di segnalazioni le possono fare anche i cittadini rivolgendosi agli uffici. Il compito del consigliere comunale, qualunque esso sia, è di portare in consiglio comunale proposte di delibere su cui votare e dare esecuzione».

– Però è anche vero che con i numeri poi uno fa pure degli esercizi fine a se stessi…
«Questo è vero, però ciò non toglie che è compito del consigliere sfruttare quello rimane. E l’esempio di quello che dico lo vedemmo nella mia esperienza precedente, quando con altri consiglieri di opposizione i punti all’ordine del giorno superavano di gran lunga quelli di oggi».

LE ACCUSE DI STANI VERDE

– L’ultima convocazione del consiglio comunale per il 14 novembre mi è sembrata veramente un esercizio tecnico…
«Non c’è alcun argomento politico, esatto. Fatta eccezione per le solite interrogazioni dei consiglieri di minoranza sono solo argomenti tecnici. Parliamo prevalentemente di debiti fuori bilancio, però anche da questo punto di vista c’è da fare una piccolissima considerazione: anche su questi argomenti, ci sono sempre delle aspettative di cittadini che devono essere soddisfatte. Su questo non c’è dubbio».

– Stani Verde ti ha accusato di recente di aver sbandierato che era lui l’autore di una denuncia per le reti sul Molo Borbonico. C’è stata una polemica, poi allargata su degli argomenti da campagna elettorale; non mi riferisco a te perché significherebbe poi metterti in bocca parole che tu non hai detto. Però Stani è stato chiaro sul tuo ruolo e tu hai letto di questo problema del Molo Borbonico e della denuncia…
«Io non so Stani da dove ha preso questa denuncia di cui parla, anche perché io di denuncia non ho mai parlato. L’unica cosa di cui ho contezza è che gli organi preposti lamentavano che su quel molo c’era una situazione di sporcizia e di abbandono per la quale, prima di adottare, insomma, provvedimenti repressivi o comunque abbastanza forti, chiedevano semplicemente di ripulire, di rimettere un po’ di ordine in quella situazione. Tutto qui. E da lì poi è scattata questa dichiarazione nei miei confronti da parte di Stani. Per quanto leggevo dal tuo giornale, dichiarazione chiaramente pistolettata, quindi dove è diretto l’intervento del consigliere di opposizione? Ci sarebbe stata questa denuncia? Vorrei che me le portasse perché, io non ne ho contezza. Me le portasse e vediamo dove le ha prese, dove le ha lette.

Altrimenti si tratterà dell’ennesima conferma di pochezza politica, perché un consigliere non può fare attacchi personali. Un Presidente del consiglio comunale o un amministratore su queste cose deve portare idee, deve portare progetti, deve tutelare i pescatori dicendo come e dove andare. Cosa che stiamo facendo noi. E lo posso anticipare per quanto riguarda i vecchi box che sono stati adesso ultimati da questa amministrazione nella zona sottostante la strada che dal porto conduce alla galleria, accanto alla sala congressi. Sono esattamente 13 box quasi ultimati, mancano soltanto delle piccole rifiniture che a brevissimo arriveranno. Quindi saranno consegnati ai pescatori, in modo tale che potranno sistemare le loro reti, trovare alloggio e dare decoro a quello che è il Moro Borbonico. Per tale motivo noi li avevamo chiamati, per far mettere a posto le reti. Se poi si vuole strumentalizzare tutto…».

LE CAPACITA’ DI DAVIDE

– Un’altra domanda. Invece il ruolo di Davide Castagliuolo che fa lo sherpa? Va ma guarda. Da cristiano e da buon rotariano accoglie e mette insieme le persone…
«Davide è una persona per bene, io personalmente non posso dire nulla contro di lui. In 10 anni di amministrazione con lui, sotto certi aspetti, ma non soltanto per me, anche per tanti altri consiglieri giovani, è stato un po’ una sorta di mentore su alcune cose. E non è messa in discussione la sua capacità per quanto riguarda l’organizzazione dell’Ufficio economico, i bilanci, eccetera. La capacità, che ha appunto di coordinare quelli che sono tra l’altro anche i lavori fondamentali, quindi non soltanto i bilanci, ma tutti gli atti fondamentali che devono essere preparati per poi essere portati in Consiglio comunale, ma soprattutto le iniziative. Per quanto riguarda i risparmi, i finanziamenti c’è tutta una serie di attività complesse e tecniche che lui ha sempre portato avanti con scrupolo e attenzione. Dal punto di vista politico per quanto ne so, perché spesso ci incontriamo e ne parliamo, lui è sempre stato molto aperto e non ha fatto mistero della sua volontà di non volersi candidare. Anche perché io invece lo vedrei perfettamente, proprio per l’esperienza che ha».

– Che confusione! Ora avete tre candidati: tu, Gianni Matarese e Davide Castagliuolo.
«Diciamo pure una serie di candidati, perché ce ne sono tanti altri».

– Adesso però non allarghiamo troppo, anche perché non possono essere tanti».
«Anche su questo, ti ripeto, c’è necessità di adattarsi. Si deciderà riunendoci tutti insieme, sedendoci e parlandone, insomma con calma».

Allora alla prossima cantina?

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