Il mercato invernale dell’Ischia Calcio si muove ancora una volta lungo la linea della prudenza, forse della necessità, forse della scommessa. L’ultimo tassello inserito è Marco Bosisio, difensore centrale classe 2002 proveniente dal Renate, ufficializzato dal club gialloblù nelle scorse ore.
Cresciuto nel settore giovanile del Milan, Bosisio è un profilo dotato di buona struttura fisica e affidabilità tattica, che nel corso della carriera ha già maturato esperienze nel calcio professionistico con le maglie, tra le altre, di Bari, Renate e Campobasso.
Il suo arrivo rappresenta un rinforzo per un reparto difensivo che nelle ultime settimane ha mostrato più di una crepa, ma allo stesso tempo conferma una linea chiara nelle scelte della società: puntare ancora su un giovane e non su un elemento esperto della categoria, in grado di garantire immediata solidità e leadership in una fase delicata della stagione.
Per Bosisio, Ischia può diventare l’occasione giusta per rimettersi in carreggiata. A Renate, infatti, il difensore non è mai comparso nelle ultime quindici convocazioni di mister Luciano Foschi, segnale di un percorso che si era progressivamente interrotto. Ora toccherà al campo dire se questa nuova tappa potrà tradursi in un rilancio concreto, passando inevitabilmente dal recupero della condizione, dal minutaggio e dalla continuità.
Nel frattempo, dal gruppo gialloblù sembra essersi defilato Sibide. Il suo nome non compare nelle liste dei convocati ormai da otto partite e l’ultima presenza ufficiale risale alla gara contro il Trastevere. Nessuna comunicazione formale da parte del club, almeno per ora, ma l’assenza prolungata resta un segnale difficile da ignorare, in un ambiente già messo alla prova da risultati e classifica.
Il quadro che emerge è quello di un’Ischia che prova ad aggiustarsi strada facendo, affidandosi a profili giovani e a operazioni a basso impatto immediato. Una strategia che può rivelarsi lungimirante, ma che porta con sé più di un’incognita. Perché il tempo stringe, la classifica non aspetta e il campo, come sempre, si incaricherà di stabilire se queste scelte basteranno o se, ancora una volta, si sarà chiesto troppo a giocatori chiamati prima a crescere che a salvare una stagione.



