Meglio una fake news che un fake commissario. Meglio una fake news che un fake sindaco

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Gaetano Di Meglio | Foto Lucia De Luise
Gaetano Di Meglio | Foto Lucia De Luise

Gaetano Di Meglio | Ieri mattina, quasi senza pudore, anzi togliamo il quasi, il sindaco di Casamicciola Terme, Giovan Battista Castagna e lo straordinario commissario Carlo Schilardi, dalle colonnine dell’inserto del Roma hanno provato, senza successo, a raccontare la loro versione del mancato pagamento del Contributo di autonoma sistemazione ai terremotati di Casamicciola.

Una necessità, questa dei due fake, sindaco e commissario, che è nata dalla pubblicazione nei giorni precedenti di un nostro puntuale articolo sullo stop del pagamento.
Esce il nostro articolo, il sindaco si rizela della notizia, i cittadini protestano e, con i conti correnti che non possono mentire, si scopre che luglio non era stato ancora versato.

Perché? Perché? Perché la prima versione che ci hanno raccontato, quando li abbiamo interpellati, è che dovevano eseguire ulteriori accertamenti. Poi hanno dichiarato, invece, che era tutto in regola e che i terremotati di Casamicciola non avevano ricevuto il CAS, perché erano in ferie?

Ma si può andare in ferie dal disastro di un terremoto? Si, se consideriamo che il fake commissario e il fake sindaco non hanno saputo organizzare il piano ferie e gestire il piccolo esercito di raccomandati assunti, proprio, per le emergenze del terremoto.

Ma non ci meravigliamo più di nulla. Ne di questo sindaco, ne di un commissario scelto da “Giuseppi” Conte e Giggino Di Maio. E la speranza che lo cambino, come tutte le altre, è sempre l’ultima a morire.

Questa mattina, anche grazie ad una comunità che ha smesso di lottare, i sindaci e i raccomandati assunti si incontreranno con altri assunti per correggere la bozza della famosa ordinanza “danni pesanti” e ci chiediamo a cosa serve l’ennesimo incontro? Per correggere un testo non basta una mail? Non basta una videoconferenza o un qualsiasi sistema “wiki” per correggere il testo? Vi dovete fare l’ultimo bagno? L’ultimo week end lungo sull’isola? Un altro pranzo dal duca? Questa era la vera esigenza?

Con Ida Trofa, a lato ,vi raccontiamo come tutta questa “fake” gestione del terremoto non abbia, in oltre due anni, saputo dare risposta ai pochissimi che hanno subito danni veri. E non parliamo dei danni alle mura, ma parliamo dei danni alle imprese. Dei danni alle “partite IVA”. Dei danni a quelle attività che, la sera del 21 agosto, hanno abbassato la saracinesca e non l’hanno più alzata.

Eppure un sindaco vero, e non un fake sindaco avrebbe fatto in modo di mettere quelle aziende in primo piano e non quelle, invece, a cui risolve i problemi con i morti, spinge le manine per evitare la zona rossa li inglobi. Ma un sindaco che non si preoccupa delle aziende che suo paese è un fake.

Certo, caro GiBì, puoi farti fare tutti i post che vuoi, tutte le interviste che vuoi, la storia non la cambi. Grazie a noi avete pagato, a settembre, il CAS di luglio. Ci vuole un bel coraggio a fare certe dichiarazioni. O faccia tosta. Scegli tu quale ti piace di più: coraggio o faccia tosta.

Noi non abbiamo interessi con l’ufficio di piano come altre aziende. Noi non abbiamo bisogno di comprare il limoncello o di fare i mast e’ fest con la monnezza. Noi siamo diversi, siamo “REAL”.

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