Mea culpa ministeriale. Dopo il richiamo di GiBi a Ministero e Commissario “scorderelli”, arrivano i fondi per il “minor gettito” di IMU e TARI

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Ida Trofa | Fondi, stanziamenti, previsioni e pagamenti post terremoto. Ritardi e attese. GiBi richiama Ministero e Commissario “scordarelli” sui fondi da riversare per il minor gettito ottenendo una parziale soddisfazione. Giunge così il mea culpa dei burocrati romani. Ieri la nota che dà ragione al sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tre pagine di postille, richiami a norme e normine varie per giungere, infine, ai chiarimenti necessari e richiesti dal primo cittadino.

Castagna in una nota dal tono minaccioso aveva richiamato all’ordine il Ministero dell’Interno sezione Enti Locali e, ovviamente, il Commissario per la ricostruzione. Entrambi mostrati alquanto scorderelli ed inadempienti sul caso del mancato gettito causa sfollati di IMU e TASI. Infatti non sono ancora giunte le somme, almeno non tutte, stanziate per coprire il minor gettito legato alle due tasse dopo il sisma. Una strigliata istituzionale nel fitto carteggio che il Comune di Casamicciola Terme ha intessuto con il Dott. Marco Serra, il Dott. Pasquale Franciosi del Ministero dell’Interno e, per conoscenza, al Commissario Carlo Schilardi. La richiesta controfirmata dal funzionario del’Area V (assunto sismico, ndr) Aniello Carcaterra è chiara e non dà adito ad interpretazioni.
Si tratta della necessità di ottenere liquidità e il previsto “Rimborso al Comune di Casamicciola Terme del minor gettito IMU e TASI per gli anni 2018, 2019 e 2020“. Roba non da poco insomma. Parliamo di somme dell’ordine di 2 milioni di euro per il 2018/2019 in attesa di conoscere le cifre destinate all’ente per il 2020.
E’ stato proprio il direttore Giovanni Spalletta a riscontrare le richieste casamicciolesi rivolgendosi all’ufficio legislativo delle finanze del ministero.

“L’art. 35 del D.L. n. 109 dei 2018 ha sospeso la notifica delle cartelle e le procedure esecutive nei confronti dei residenti del Comune a prescindere dal requisito della inagibilità dell’immobile. Pertanto, in tale contesto, la compensazione potrà essere effettuata anche con riguardo agli immobili non colpiti direttamente dal sisma e, dunque, agibili, tenuto anche conto della necessità di coprire i costi del servizio rifiuti. Resta fermo che le anticipazioni andranno successivamente restituite e messe di nuovo nella disponibilità della contabilità Commissariale comunque facenti capo od autorità di governo all’uopo individuate a seguito della ripresa dell’attività esecutiva da parte dell’Ente, temporaneamente sospesa fino sal 31 dicembre 2020“.
Di fatto, a rigor di logica e forse anche giustamente, il Commissario Schilardi si era invece limitato a coprire i costi per il minor gettito solo di coloro che effettivamente risultavano sfollati e legati ad immobili danneggiati. Come sempre accade in Italia, specie ad Ischia, sulle sciagure altrui c’è sempre chi riesce a sfruttare le circostanze e magari anche ad arricchirsi. Nella fattispecie si gode la casa, l’impresa (non danneggiata né inagibile) e per giunta non paga le tasse.

La nota del ministero che dà ragione a Casamicciola
Punto nel vivo è addirittura il Commissario Schilardi a ridestarsi dal sonno e complanare i burocratici romani. Leggiamo insieme il contenuto del documento che ammette i ritardi di Roma.
“Con la nota in riferimento, a seguito della specifica richiesta inoltrato dal comune di
Casamicciola Terme con le note prot. 6691 del 29 giugno 2020 e prot. 6879 del 2 luglio 2020, il Commissario Straordinario per la ricostruzione chiede chiarimenti sull’applicazione degli artt 32, comma 3 e 35 del DL 28 settembre 2018, n.109, convertito dalla legge 18 novembre 2018, n. 130. Nelle predette note, infatti, il comune di Casamicciola Terme ha rappresentato le difficoltà di ordine finanziano relativamente al gettito derivante dalla tassa sui rifiuti TARI) per gli ann: 2018 e 2019. In quanto le entrate accertate sono state riscosse solo in parte. creando, di conseguenza. gravi scompensi nel bilancio dell’Ente. Per far fronte a tali difficoltà. Il Commissario con propri decreti, a valere sulla propria contabilità speciale, ha disposto le compensazioni dovute per gli anni: 2018 per euro 586 346.789 e 2019 per euro 645 716,75 anche in favore del Comune di Casamicciola Terme .considerando lo sgombero dei fabbricati ubicati nei comuni del cratere.

Minore gettito 2018-2019 compensato solo per le case inagibili e non per tutti i residenti
Così scrive il dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze Giovanni Spalletta sottolineando quali, a giudizio degli esperti del Ministero, sia l’humus delle difficoltà economiche riscontrate dagli enti:“Le criticità di bilancio innanzi evidenziate scaturiscono, quindi, dalla circostanza che la compensazione operata ha interessato solo i ruoli concernenti gli immobili inagibili. nonché, come specificato nella richiesta in esame, dal fatto che molti cittadini, malgrado l’intervenuta iscrizione a ruolo della TARI a seguito di regolare accertamento, non hanno effettuato il pagamento e che il Comune non può procedere ad attività esecutive e di riscossione coattiva, perché impedito da quanto previsto dall’art. 35 del D.L n. 109 del 2018. Secondo quest’ultima norma, infatti, “Nei Comuni di cui all’articolo 17. i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché le attività esecutive da parte degli agenti della riscossione e i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, ivi compresi quelli degli enti locali, sono sospesi dallo data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2020 e riprendono 9 decorrere dal 1° gennaio 2021. Alla compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento netto derivanti dal presente comma, pari a 300 mila euro per l’anno 2018, 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 45”. Ciò premesso, per dar seguito alla richiesta di chiarire se l’indubbia formulazione generica della norma di cui all’art. 32 comma 3, del citato D. L n. 109 del 2018 “consenta di prescindere dal requisito dell’inagibilità, al fine di attivare le compensazioni finanziarie ivi previste, diversamente da come finora fotto, adoperando, prudenzialmente, una interpretazione restrittiva dell’articolo di legge. “

Il ministero indugia e spiega l’interpretazione della norma. Solo casi di inagibilità. Nessuna interpretazione estensiva o ipotesi di “danno indiretto“
Il Ministero dell’Economia è, altresì, chiaro nella sua interpretazione delle norma. Ammette i ritardi ma non l’estensione del via libero al mancato pagamento delle tasse per tutti facendo veicolare il principio del cosiddetto “danno indiretto”. In ciò fa presente quanto segue.
“Innanzitutto, si ritiene opportuno ribadire quanto già precisato da questa Direzione, con nota n.
11849 del 20 marzo 2019, in risposta al quesito del comune di Casamicciola Terme teso a conoscere se “il
dettato della norma contenuta nell’art. 35 è rivolto esclusivamente ai titolari a qualsiasi titolo degli immobili oggetto dell’evento sismico e per i quali ci sia ordinanza di sgombero e/o scheda AEDES. In detta nota — peraltro richiamata dal Commissario nella richiesta in esame – è stato precisato che dal combinato disposto degli artt. 17 e 35 del D.L. n. 109 del 2018 “risulta evidente che per le agevolazioni in argomento il Legislatore ha voluto favorire anche coloro che hanno subito disagi indiretti dall’evento sismico e, quindi, ha ampliato l’ambito soggettivo di applicazione delle agevolazioni in argomento o tutti i soggetti residenti nei suddetti Comuni”.
Inoltre, è necessario richiamare l’art. 32, comma 3, del D.L n. 109 del 2018, il quale stabilisce che ‘Al fine di assicurare ai Comuni di cui all’articolo 17 la continuità nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il Commissario straordinario è autorizzato a concedere, con propri provvedimenti, a valere sulle risorse della contabilità speciale di cui all’articolo 19, un’apposita compensazione fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro con riferimento all’anno 2018, do erogare nel 2019, e fino ad un massimo di 4,5 milioni di euro annui per il biennio 2019-2020, per sopperire ai maggiori costi affrontati e alle minori entrate registrate a titolo di TARI; tributo di cui all’articolo 1. comma 639, dello legge 27 dicembre 2013, n_147, 0 di VARI corrispettivi di cui allo stesso articolo , commi 667 e 668,”. Come si evince dalla lettera della disposizione, la finalità della stessa è quella di assicurare ai comuni individuati dall’art. 17 dello stesso decreto, tra 1 quali figura Casamicciola Terme, la continuità nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, atteso che la gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interessa. La disposizione prevede, altresi, che la compensazione e diretta a sopperire ai maggiori costi affrontati ; alle minori entrate registrate a titolo di TARI-tributo o di TARI- corrispettivo, senza peraltro verificare le cause che possono determinare maggiori costi o minori entrate tali da impedire di assicurare la continuità dello svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti.

Il ministero: “Pagate il comune. Non ha potuto assicurare la copertura integrale dei costi del servizio”
Alla fine, però, da Roma hanno dovuto convenire che il comune va pagato per la copertura del minor gettito riscontrato in ogni caso. Infatti l’ente non ha potuto assicurare la copertura integrale dei costi del servizio per tutta una Eric di questioni ivi compreso chi non ha versato le tasse a prescindere dalla inagibilità dell’immobile. Cosi alla fine lo Stato dovrà coprire e riversare i costi agli enti anche in previsione di questa realtà. Fermo restando le anticipazioni andranno “successivamente restituite e messe di nuovo nella disponibilità della contabilità Commissariale.

La conclusione della nota ministeriale è lapalissiana: “Occorre anche aggiungere che a norma dell’art 1, comma 654 della citata legge n 147 del 2013.“In ogni caso deve essere assicurato lo copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio,…”. Nel caso di specie, per gli anni 2018 e 2019 il gettito della TARI non ha potuto assicurare la copertura integrale dei costi del servizio, dal momento che per gli immobili inagibili è venuto meno il presupposto impositivo, mentre nei confronti dei contribuenti inadempienti è in corso la sospensione della attività esecutive da parte degli agenti della riscossione fino al 31 dicembre 2020, a norma dell’ant. 35 del D. L. n. 109 del 2018. Pertanto, sulla base delle richiamate disposizioni di cui agli articoli 32, comma 3, e 35 dal D. L n. 109 del 2018, si ritiene che i maggiori costi affrontati e le minori entrate registrate, a titolo di TARI, possano essere ricondotti non solo ai mancati versamenti relativi ai fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero ma anche a quelli derivanti dall’applicazione del citato art. 35 del D., L. n. 109 dei 2018 che, come sopra riportato, ha sospeso la notifica delle cartelle e le procedure esecutive nei confronti dei residenti del Comune a prescindere dal requisito della inagibilità dell’immobile. Pertanto, in tale contesto, la compensazione potrà essere effettuata anche con riguardo agli immobili non colpiti direttamente dal sisma e, dunque, agibili, tenuto anche conto della necessità di coprire i costi del servizio rifiuti. Resta fermo che, come indicato dallo stesso comune di Casamicciola Terme nella nota prot. n. 6691 del 29 giugno 2020, le anticipazioni andranno “successivamente restituite e messe di nuovo nella disponibilità della contabilità Commissariale comunque facenti capo od autorità di governo all’uopo individuate” a seguito della ripresa dell’attività esecutiva da parte dell’Ente, temporaneamente sospesa fino sal 31 dicembre 2020“.
La triste verità è che, purtroppo, spesso da Roma i burocrati di palazzo giocano a fare l’allegro funzionario sulla pelle della gente e dalla sede commissariale di via Marina a Napoli, chi muove le fila del nostro disastro si mostra “scorderello“ e superficiale.
La burocrazia la fa da padrone e per ogni procedura trascorrono, mesi, anni. Tanto, troppo tempo. Questo accade, senza soluzione di continuità, mentre il paese lentamente muore e la comunità arranca nel tentativo di sopravvivere e non abbandonare la sua terra. Una tragedia nella tragedia.

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