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Mazzate con mammà alla Riva Destra. Denunciati mamma e figlio dalla Polizia

Entrambi dominicani e individuati dopo alcuni giorni dai fatti dalla Polizia di Stato. La donna, armata di una bottiglia, l’ha scagliata sul volto di un giovane ischitano che è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari per la profonda ferita. Il figlio, intervenuto successivamente, ha continuato a sferrare colpi al ferito che nel frattempo si era accasciato su se stesso. Sono episodi che si ripetono con una certa frequenza e che allarmano le forze dell’ordine. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare se i due protagonisti hanno diritto di rimanere nel nostro Paese

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Paolo Mosè | Sono stati identificati gli autori dell’aggressione violenta che si era consumata la notte di domenica 12 settembre e che al momento dell’arrivo della pattuglia della Polizia di Stato si erano già dileguati, inghiottiti dall’oscurità.

Ci sono voluti diversi giorni di indagini per ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili, che sono stati denunciati a piede libero per lesioni aggravate. Si tratta di una madre e del figlio di nazionalità dominicana, che a quanto pare non si sono fatti scrupolo di utilizzare corpi contundenti per ferire gravemente uno degli obiettivi. In particolare la donna si è armata di una bottiglia e senza alcuna esitazione l’ha sferrata in pieno viso. Procurando un vistoso e profondo taglio con fuoriuscita copiosa di sangue.

Un segno “permanente” essendo stato sottoposto a sutura dai medici dell’ospedale “Anna Rizzoli”. E guarda caso questo ennesimo episodio di violenza si è consumato sulla Riva Destra, luogo ormai divenuto teatro nei periodi estivi ed anche durante i week-end invernali di una palpabile tensione. Dove i dominicani si riuniscono e una volta ingurgitato sostanze alcoliche difficilmente hanno la capacità di controllare le proprie reazioni. Come in questo caso.

SENTITI I PRESENTI

Ad avere la peggio un giovane che era ospite di un noto locale della Rive Droite. All’interno un gruppo di cittadini extracomunitari, tutti di nazionalità dominicana, che venivano accompagnati da altre donne connazionali. La lite scaturita non è stata ancora chiarita dagli investigatori. Restano ancora motivi oscuri alla base di una reazione così veemente.

E’ stato accertato, grazie alle testimonianze di alcuni presenti che sono stati sentiti a sommarie informazioni, che tutto è iniziato all’interno del locale, per poi esplodere definitivamente quando i protagonisti si sono trasferiti all’esterno. Particolarmente vivace e pronta allo scontro una donna, dominicana, che era uscita all’esterno armata di una bottiglia e senza farsi alcuno scrupolo, l’ha scaraventata con violenza sul viso del giovane ischitano. Procurandogli una profonda ferita allo zigomo, un taglio che a quanto pare ha impaurito la vittima, che si è accasciata su se stesso chiedendo aiuto e tentando di fermare la fuoriuscita del sangue. Ma all’improvviso è comparso un altro giovane dominicano che incurante della ferità già subita, si è scagliato nuovamente contro il giovane isolano, che non ha subito ulteriori danni grazie all’intervento dei suoi amici che erano con lui nel locale. Uno di questi soccorritori, però, ha subito anche lui nella colluttazione dei danni fisici, tanto da essere anche lui costretto a recarsi in ospedale.

A bloccare definitivamente gli esagitati extracomunitari l’intervento del personale del locale, che nell’occasione è riuscito ad evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Immediatamente allertata la centrale operativa della Polizia di Stato. Sul posto una pattuglia che a quanto pare non sarebbe riuscita nella immediatezza ad individuare gli aggressori, che a quanto pare si sarebbero allontanati prima dell’arrivo dell’auto del commissariato. La prima cosa da farsi, dare assistenza ai feriti, accompagnarli in ospedale per le necessarie cure e subito dopo i giovani ischitani trasferiti in commissariato per un racconto più dettagliato di quanto si era consumato nella ormai storica Riva Destra teatro di violenze. Sottoscrivendo una querela in quel momento contro ignoti.

LE INDAGINI DELLA POLIZIA

Le indagini sono iniziate immediatamente da parte della squadra investigativa del commissariato, iniziando una ricerca nell’ambito della comunità dominicana. Un’attività durata alcuni giorni e la svolta si è avuta nel visionare le numerose telecamere di videosorveglianza che sono presenti lungo tutta via Porto.

Poste all’esterno dei locali, che hanno consentito di identificare proprio la donna, colei che ha utilizzato senza alcun indugio la bottiglia per lo sfregio che ha in qualche modo sfigurato la vittima. Al tempo stesso gli uomini della Polizia di Stato sono riusciti a identificare l’altro turbolento. Entrambi sono stati prelevati, accompagnati in commissariato e lì si è scoperto che entrambi erano accomunati da una parentela molto stretta: madre e figlio. Denunciati in stato di libertà, come peraltro stabilito dalla stessa autorità giudiziaria essendo trascorsa la flagranza. Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti per verificare se mamma e figlio hanno il titolo per permanere sul territorio nazionale e nel caso di una situazione di clandestinità verranno immediatamente espulsi dal Paese.

E’ una brutta storia, ma negli anni se ne sono registrate diverse. Violenza che a memoria ci ricorda di una colluttazione molto particolare per aver coinvolto numerosi giovani dominicani e diversi militari in servizio all’epoca allo Stabilimento balneo termale militare. L’intervento delle forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri, fu quasi contestuale e si procedette all’arresto e alla convalida e il processo poi si è concluso senza colpo ferire per intervenuta prescrizione.

GLI EPISODI PIU’ CRUENTI

In altre circostanze le risse tra isolani ed extracomunitari sono diventate nel tempo episodi che si verificano con sempre più insistenza. Per insofferenza, per uno sguardo di troppo, per una spinta involontaria. Il più delle volte a prenderle di santa ragione sono i locali, in qualche altra ad avere la peggio proprio un dominicano che non c’azzeccava nulla e venne attinto da un’arma da punta e da taglio che lo feriva alla schiena con conseguenze ad uno dei polmoni. Il responsabile di questo brutto episodio era stato condannato già in primo grado a quattro anni di reclusione, derubricando il reato da tentato omicidio a lesioni gravissime. E in quello stesso episodio si verificarono anche scontri tra vari giovanotti di nazionalità diverse e si era proceduto per rissa aggravata.

Avvicinandoci ai giorni nostri, anche l’isola di Procida non è stata da meno. Una rissa veramente in grande stile, uno dei feriti ne ha avute di santa ragione, tanto che i sanitari hanno individuato la guarigione in trenta giorni salvo complicazioni. Solo l’intervento dei carabinieri riportò la calma. Il pubblico ministero ha proceduto nei confronti di un nutrito numero di giovani dominicani, per i quali ha chiesto il rinvio a giudizio per rissa aggravata.

E anche i titolari del bar preso di mira dovranno difendersi dalla medesima accusa: «Perché partecipavano a una rissa, scoppiata all’interno del locale bar Flamingo di Procida e che vedeva contrapposti Maiorano Luca, titolare del bar Flamingo, e Maiorano Arsenio, agli atti indagati, tutti i componenti di una numerosa comitiva di avventori del locale, nel corso della quale Maiorano Luca riportava lesioni guaribili entro giorni 15, Maiorano Arsenio riportava lesioni guaribili entro giorni 30, Tavarez Nunez Andy riportava lesioni, di natura e entità imprecisata perché non refertate, Consalvo Michele, dipendente del bar Flamingo ed estraneo ai fatti, riportava lesioni guaribili entro giorni 7».

Scattando anche l’ipotesi di lesioni aggravate, in quanto per uno dei feriti le condizioni di salute erano sembrate più gravi rispetto agli altri due: «Perché, in concorso e agendo in riunione tra loro, nel corso della rissa di cui al capo a) e partecipando alla stessa, cagionavano a Maiorano Luca lesioni personali guaribili entro 15 giorni, a Maiorano Arsenio lesioni personali guaribili entro 30 giorni, a Consalvo Michele lesioni personali guaribili entro giorni 7, il tutto come da referti medici in atti».

MAZZATE TRA DOMINICANI E MILITARI

Sulla rissa più clamorosa sempre alla Riva Destra vi sono una miriade di dichiarazioni che raccontano i motivi di tanto astio tra tutti i contrapposti e si specificano le ferite subite durante il confronto, che era iniziato anche qui all’interno per poi sfociare in una vera e propria guerriglia esterna. Uno di questi è proprio un dominicano che si trovava quella sera insieme ad altri amici. Precisando di «essere di nazionalità dominicana, abito a Casamicciola e lavoro presso un albergo e non ho mai subito processi. Io mi trovavo nel locale e stavo affianco a mio fratello.

Ero con una ragazza quando ho sentito che qualcuno litigava. Prontamente sono uscito fuori per evitare problemi, quando ho visto mio fratello sanguinante. Anch’io sono risultato ferito e sono stato accompagnato in ospedale dove sono stato per circa tre ore, poi i carabinieri mi hanno portato in caserma». E proseguiva: «Il colpo che ho subito è arrivato accidentalmente da chi stava litigando. Non ho ricevuto e né dato colpi a chicchessia».

Un italiano, in qualche modo anche lui coinvolto, racconta ciò che è stato da lui percepito direttamente: «Io stavo all’esterno e il mio collega aveva la testa rotta e siamo fuggiti verso la caserma. Una volta inseguiti dagli stranieri il Silvestro è stato aggredito da una decina di dominicani. Erano un po’ esaltati, solo dopo ho saputo che lui aveva salutato una ragazza all’interno del locale».

Motivo del bisticcio, per così dire, è la conoscenza di un italiano di una ragazza dominicana e i suoi amici connazionali questo saluto lo interpretarono in malo modo: «Stavo nel locale quando mi sono accorto di una ragazza che conoscevo e una volta salutata, quattro dominicani mi hanno aggredito. Sono scappato fuori per raggiungere la caserma, quando sette di loro mi hanno aggredito ed ho sentito un forte colpo alla testa dato da una bottiglia di vetro. Poi ricordo poco o nulla».

AVANCE SGRADITA

L’ultimo racconto più dettagliato è di un minore extracomunitario, che descrive la situazione venutasi a creare all’interno del locale. Specificando che ad un certo punto anche lui sarebbe stato attirato nella mischia, tanto da chiedere aiuto agli amici: «Alle tre mi trovavo all’interno del locale di via Porto. Nel contempo che uscivo dal bagno del locale notavo nei pressi un ragazzo italiano che discuteva con una donna brasiliana abitante sull’isola, da me conosciuta in quanto frequentatrice di locali notturni. Durante la discussione, e vista la degenerazione che tendeva ad essere sempre più pesante, mi avvicinavo all’uomo domandando che stesse succedendo, ma questi per tutta risposta mi colpiva con un pugno al sopracciglio sinistro, intontito da quanto mi coprivo il volto con le mani ma contestualmente il giovane non contento mi prendeva per i capelli e cercava di spingermi verso terra.

Nel frattempo mi sentivo colpire ripetutamente da varie parti senza capire la provenienza dei colpi. A questa scena, alcuni miei connazionali intervenivano in mio aiuto e la situazione degenerava in una rissa tra la fazione dei giovani italiani e quella dei dominicani. Che si placava solo con l’intervento dei carabinieri. Tengo a precisare che durante la rissa tra le due fazioni venivano utilizzati come mezzi contundenti bicchieri e bottiglie di birra presenti all’interno del locale stesso. Tra i miei connazionali intervenuti posso dire che ho riconosciuto tale Perozo Alexander e Sanchez Aquino, in merito agli altri non posso fornire informazioni poiché visti gli eventi non ho avuto modo di focalizzarli. A seguito della rissa, e viste le lesioni riportate, mi recavo presso il locale nosocomio di Lacco Ameno».

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