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Massimo Buono: «D’Abundo criticato ingiustamente. Adesso chi si occuperà dell’Ischia Calcio?»

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Con la retrocessione in Promozione, il Barano Calcio è ritornato in un alveo più consono a livello tecnico, organizzativo ma soprattutto economico. Sei campionati di Eccellenza hanno portato in auge gli aquilotti che ripartiranno dalla seconda serie regionale con una squadra formata da giovani con tre o quattro elementi di esperienza, capaci di guidare e consigliare i ragazzi che in casa bianconera non mancano ma che vanno gradualmente inseriti e valorizzati. Non ancora definita la guida tecnica dopo i contatti con Ciro Mennella e Giovanni Iovine.

Quest’ultimo al Testaccio è assai stimato e apprezzato e al momento è qualcosa in più di una ipotesi.
«In casa Barano è ancora tutto fermo – esordisce il presidente Massimo Buono –. Stiamo pensando prima al rafforzamento dei quadri societari, con l’inserimento di nuove figure, mettendo a punto strategie che saranno consequenziali alla formazione della squadra. In questo momento la priorità è la creazione di una società solida».

Le elezioni imminenti aiutano in questo senso?
«Abbiamo la fortuna di avere la vicinanza dell’Amministrazione comunale che è sempre vicina al Barano e auspichiamo che lo sia ancor più nella nuova stagione sportiva – sottolinea il presidente bianconero –. Siamo convinti che una mano ce la daranno, con la speranza di riuscire a ottenere un finanziamento per la ristrutturazione del campo sportivo. I progetti ci sono, a lavori completati il “Don Luigi Di Iorio” cambierà veramente volto».

Non si parla ancora di questioni tecniche ma Buono ha le idee chiare sull’obiettivo del Barano edizione 2022/23.
«L’obiettivo è di disputare un campionato di Promozione nella parte sinistra della classifica, con meno patemi d’animo, inserendo quanti più giovani possibile, non solo a parole. Sotto questo punto di vista le idee sono chiare. Cercheremo di sfruttare il budget lanciando i giovani, facendogli fare esperienza in un campionato in cui i costi sono calmierati rispetto all’Eccellenza».

TOTO ALLENATORE
Nelle scorse settimane si è parlato di una prosecuzione del rapporto con Mennella così come di un ritorno di Iovine.
«Davvero non è stata presa alcuna decisione. Sto pensando prima alla società – ribadisce Buono –. Non mi sono ancora mosso. Bisogna stabilizzare le cose con criterio, evitando di commettere gli errori della stagione precedente. Un passo sarà fatto quando ci sarà un budget definito, quando avremo la “sostanza” sul tavolo. A quel punto potremo iniziare a programmare. C’è tempo, con la retrocessione in Promozione di due delle tre squadre isolane, lo scenario è cambiato. Con l’Ischia che non si sa ancora cosa farà, come ripartirà, è più facile reperire calciatori per affrontare il campionato. Non c’è la corsa all’accaparramento del calciatore come nelle scorse estati. Attendiamo cosa farà l’Ischia. Ribadisco quanto detto in passato: sono convinto che società come il Barano debbano fungere da volano per giocatori che non hanno spazio in altre realtà anche di categoria superiore».

IMPASSE ISCHIA
Massimo Buono ha fatto riferimento all’impasse dell’Ischia. Come si risolverà la questione societaria?
«Che io sappia, è ancora tutto fermo. Sono molto deluso perché D’Abundo non meritava gli attacchi che ha ricevuto al termine del campionato – commenta Buono –. Nell’ultimo periodo sono state fatte delle accuse che non trovano riscontro sull’operato per me positivo di D’Abundo. Un presidente che lascia lavorare in armonia, che sta al posto suo, che è preciso nei pagamenti dei rimborsi, che ha idee chiare su come proseguire un progetto. Noi ischitani abbiamo il brutto vizio di lamentarci a priori, anche se le cose vanno bene o comunque non sono andate male. Qualsiasi cosa si faccia, lottare per i vertici della classifica o nella parte bassa, si critica sempre. Sfido chiunque, dalla stampa agli addetti ai lavori, a trovare uno che pronosticava l’Ischia al quarto posto, con il terzo perso all’ultima giornata perché in terraferma ci fanno la guerra. L’Ischia era reduce da una finale play-off, ha giocato due anni con tutti ragazzi di Ischia. Sappiamo tutti che la rosa era incompleta in qualche ruolo, ma il risultato sportivo è stato positivo anche in considerazione degli investimenti fatti dalle squadre che si sono battute per la vittoria del girone».

«SENZA PALLE»
Ritornando all’ambito societario, Massimo Buono si dice fortemente preoccupato

«Chi fino a qualche giorno fa sbandierava la volontà di prendere l’Ischia, è letteralmente scappato. Non hanno avuto le palle di mettere in atto quanto detto. D’Abundo non ha mai fatto mancare nulla, per questo sono rammaricato e deluso. Dopo aver visto fallire il progetto di Lello Carlino – sottolinea il presidente del Barano – dissi che per venti anni non si sarebbe fatto più nulla di positivo. Con l’avvento di D’Abundo, ho avuto l’impressione che l’Ischia potesse ritornare nel calcio che conta. Vedendo sfumare quest’altro progetto, penso che l’Ischia sia destinata ad un periodo abbastanza buio. Progetti seri all’orizzonte non ce ne sono. Che io sappia, nessuno si è recato presso l’ufficio del presidente con una proposta concreta. Tutti quelli che hanno fatto le interviste, dove sono? Dove sono tutti quegli imprenditori disposti a gestire l’Ischia? La verità è che non hanno la forza né le palle per prendere in mano le redini dell’Ischia…».

La chiacchierata si conclude con la bella figura fatta da tre giovani isolani convocati nella Rappresentativa campana Under 17 per il torneo internazionale di Cava de’ Tirreni. «Il nostro Annunziata e i calciatori del Real Forio Castagna e Di Meglio, stanno giocando titolari, tra l’altro facendo molto bene. Questa è la prova che quando si lavora in un certo modo – chiosa Buono – i risultati arrivano».

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