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Mario Lubrano: «È un’Ischia versatile e competitiva»

ECCELLENZA | IL D.S. MARIO LUBRANO PARLA DELLA NUOVA SQUADRA E DELLA STAGIONE GIALLOBLÙ

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Dopo aver percorso i primi chilometri della nuova stagione, Davide Trofa da lontano trova il tempo (e il fiato) per augurargli una carriera «come Giuntoli, ci devi portare in alto». Mario Lubrano sta seguendo la prima seduta e apprezza, in qualità di direttore sportivo dell’Ischia e di tifoso del Napoli. A Davide, da subito confermatosi una locomotiva, ogni tanto piace svestire i panni del capitano taciturno, fornendoci l’assist per scambiare due battute proprio con Lubrano, che ritorna a parlare a distanza di oltre due mesi.

– Estate piena di incertezze, poi Taglialatela incontra Carlino e si gettano le basi per una squadra competitiva. Che Ischia sta nascendo?
«Sicuramente sta nascendo un’Ischia che mette la passione davanti a tutto e lo testimoniano le persone che stanno prendendo parte al progetto, in primis Taglialatela che è stato un grandissimo calciatore e oggi è un grandissimo dirigente – attacca Mario Lubrano –. Ha l’Ischia nel cuore e grande passione per questi colori. Dopo le dimissioni di D’Abundo, benché fossero arrivate quelle sue come direttore generale, si è prodigato affinché l’Ischia avesse un futuro. Ciò è stato possibile grazie alla partecipazione di un altro uomo di sport molto passionale come Lello Carlino che ha rinnovato dopo anni il suo binomio con Ischia ed è chiaramente una garanzia sotto tutti i punti di vista. In un progetto del genere l’allenatore non poteva essere che una delle grandi leggende del calcio ischitano, forse il talento più cristallino che Ischia abbia prodotto nella sua storia. La passione è il fulcro di questo progetto e dovrà servire per trascinare tutta l’isola in quella che è una stagione storica per il calcio ischitano. Lo è sicuramente per i numeri visto che siamo al centenario, speriamo anche per i risultati».

– Si registra la riconferma di tanti protagonisti delle ultime annate, la rinuncia a qualche pezzo da novanta come Sogliuzzo ma su tutti spicca l’addio di Castagna.
«Ho sempre detto che questo gruppo ha grandi valori dal punto di vista sportivo e umano,. E’ grazie a questi ragazzi che due anni fa abbiamo potuto coltivare il sogno della Serie D e che l’anno scorso siamo arrivati ai play-off nonostante l’amarezza per il finale di campionato che ci ha tolto la possibilità di chiudere la stagione in una posizione diversa – continua Lubrano –. Quindi bisognava dare una continuità rispetto al passato, cercando di riconfermare quegli elementi che negli anni precedenti hanno rappresentato il cuore dell’Ischia. Il fatto che il mercato quest’anno fosse aperto anche alla terraferma, ha fatto sì che certe situazioni cambiassero. Alcuni elementi non sono stati ritenuti funzionali al progetto, con altri come Sogliuzzo e Pistola c’è stata una trattativa che però non ha portato all’accordo definitivo. Altri invece come Gigio Trani e Castagna, seppur per motivi diversi, hanno deciso di lasciare la squadra e a loro va in un bocca al lupo per il prosieguo della carriera sportiva e non».

– Centrocampo con fosforo e muscoli con l’arrivo di De Simone e Matute, attacco da completare dopo i colpi Simonetti e Padin ma soprattutto dopo la rinuncia di Brienza di far parte di questo progetto.
«L’obiettivo in sede di mercato era quello di creare una squadra versatile che potesse permettere all’allenatore di schierare un 4-3-3 ma anche un 4-2-3-1. Quindi abbiamo provato a formare un incastro di caratteristiche tra i vari uomini a disposizione. C’è stata la riconferma di due giocatori importanti come Trofa e Arcamone e l’arrivo di due rinforzi come Matute e De Simone. Il primo lo abbiamo individuato come giocatore d’esperienza, fisicità e qualità in grado di prendere in mano la squadra e non ha bisogno di presentazioni – sottolinea il d.s. gialloblù –. Mi ha colpito molto la sua professionalità e anche la volontà di sposare il nostro progetto. Per quanto riguarda De Simone, è stata un’occasione di mercato che abbiamo colto al volo. Il ragazzo gode della nostra stima dal punto di vista calcistico essendo un calciatore dinamico, un grande lavoratore, un centrocampista capace di fornire un buon numero di gol e assist. Poi l’idea positiva è stata completata dall’entusiasmo che ha mostrato nell’accettare la chiamata dell’Ischia, società che ha preferito ad altre, proprio perché gli è stato riconosciuto un blasone e un seguito a livello di tifo che il ragazzo ha posto come priorità assoluta. In avanti invece Simonetti è stato preso per sopperire alla partenza di Castagna, mentre Padin è stata una occasione di mercato che non ci siamo fatti sfuggire dopo quanto accaduto con Liccardi».

– A quanto pare il feeling con Enrico Buonocore è ottimale. Come hai trascorso quest’ultimo mese a stretto contatto il nuovo allenatore?
«E’ una persona che conoscevo poco fino a quando abbiamo iniziato a collaborare per la costruzione di questa nuova Ischia. Il primo incontro si è svolto a pranzo nel mese di maggio e devo dire che già in quella occasione ho avvertito grande sintonia perché ci siamo ritrovati a parlare la stessa lingua, condividevamo tante idee su quella che era la squadra passata e quella costruita per il futuro. Diciamo che c’è stata grande sintonia dal primo momento – rivela Lubrano – tanto che in questi due mesi c’è stata una media di almeno sette-otto telefonate al giorno. Devo dire che sia lui che Pino Taglialatela stanno dimostrando di fidarsi molto di me e delle valutazioni che vengono fatte in sede di mercato sui singoli giocatori e sulle opportunità che possono capitare».

– Quanto è stato importante sentire la fiducia di Taglialatela per rimanere un’altra stagione in gialloblù? Questa che è iniziata è la terza.
«Per me è fondamentale nel senso che Pino innanzitutto era il mio idolo di bambino tifoso del Napoli. Poi, a molti anni di distanza, si è trasformato in un vero e proprio punto di riferimento dal punto di vista calcistico. Devo dire che la fiducia che lui ripone in me innanzitutto mi inorgoglisce e poi mi dà un grosso senso di responsabilità perché, oltre a voler fare il meglio in una piazza storica come Ischia, ci tengo tanto a ripagare la sua stima. Il mio presente calcistico è legato a lui e spero di essere al suo fianco ancora per tantissimi anni. Il grande lavoro che sta facendo per garantire un futuro all’Ischia è un qualcosa di commovente che deve restare per sempre nella storia di questo club».

– I tifosi sognano, hanno il diritto di sognare. Ma questa Ischia può contendere a Pompei, Albanova, Napoli United, Savoia e qualche outsider come le due Ercolanese le primissime posizioni della classifica?
«E’ chiaro che anche noi abbiamo cambiato tanto, però come detto prima lo zoccolo duro dei ragazzi di Ischia rappresenta una garanzia e crediamo molto nei ragazzi che sono arrivati dalla terraferma a rinforzare questo gruppo. La squadra va completata perché dovrà arrivare un altro esterno d’attacco e magari un’altra pedina in difesa. Però l’Ischia può sicuramente dire la sua in questo campionato – chiosa il d.s. – per giocarsela alla pari con le squadre che hai citato e provare a insidiare il primato del Pompei che per investimenti è sicuramente è la squadra che più di tutti ha posto la sua candidatura alla vittoria finale».

G.S.

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