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Maria Grazia Di Scala: Se fossi in Dionigi Gaudioso non dormirei sonni tranquilli…

Sulla doppia candidatura di: « Le strategie a Barano e a Ischia. Il passaggio a Fratelli d’Italia: «Non ho ancora avuto un qualche tipo di incarico che mi consenta di dar voce alla pur numerosa frangia di destra che è presente sull'isola. Aspetto quindi questo momento per impegnarmi direttamente»

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Iniziamo il nostro incontro con Maria Grazia Di Scala partendo da Barano.

– Il sindaco Gaudioso domenica mattina, da queste colonne, ha ufficializzato la sua doppia candidatura a primo cittadino di Barano e alla Città Metropolitana. La minoranza cosa fa? Cosa c’è in campo, quali sono le posizioni che assumerete alla Città Metropolitana e per il rinnovo del Consiglio comunale?

«Come votare alla Città Metropolitana è prematuro perché dobbiamo vedere chi saranno i candidati, non sono ancora in grado di darti una risposta. Certo, ci consulteremo con il gruppo, valuteremo la presenza di Dionigi Gaudioso e la sua candidatura considerato che già era nell’aria, anche perché lui lo ha sempre detto e non ha mai fatto mistero di voler fare carriera politica e quindi di voler aspirare a qualcosa di più che essere il semplice sindaco di Barano.

I numeri finora glielo hanno consentito però, fossi in lui, io non dormirei sonni tranquilli perché c’è una buona parte della popolazione costituita da tanti giovani e da tanti professionisti che non condividono questo modo di fare politica, che poi è anche quello che si applica al Comune di Ischia. E’ lo stesso modo di fare politica spicciola. Ci sono giovani, cittadini e professionisti che non condividono il sistema clientelare della maggioranza, non condividono la gestione degli uffici tecnici e sono contrari a questo modo di fare politica. Ripeto, non dormirei sonni tranquilli, in particolare se l’opposizione riuscirà a trovare una figura di spicco che possa fare da collettore di tutte queste persone che non sono d’accordo. Una consistente parte dei cittadini di Barano che, tra l’altro, non è affatto piccola, non condivide questo modo di fare politica e allora potrebbero esserci delle sorprese .

Non è facile perché Gaudioso è un sindaco che gestisce il potere, non lo gestisce solo da cinque anni ma da anni addietro, anche perché è sempre stato presente sul territorio anche a mezzo dei suoi “uomini di paglia”, insomma altre figure che ne hanno determinato l’ascesa fino al punto in cui si trova. La minoranza ha una posizione relativa e può contare su pochi rimedi da adottare e da porre in essere. Non è facile, ma nulla è impossibile. Nessuna impresa è impossibile e anche a Barano può succedere di tutto. Per quanto mi riguarda, l’opposizione resterà sul pezzo, decideremo cosa fare per la Città Metropolitana e ci stiamo organizzando anche per le elezioni amministrative del 2022».

– Cinque anni fa vi videro in campo con Clotilde Di Meglio candidato sindaco. E’ da un po’ che, però, è fuori dai radar. Nei giorni scorsi ho scritto che abbiamo sentito un po’ la mancanza di Aniello Di Meglio, a cui va il pensiero e il nostro invito a non mollare, soprattutto perché sappiamo che è stato impossibilitato a svolgere la sua funzione di consigliere comunale. Ci saranno novità? Cosa bolle nella pentola dell’opposizione?

«Ci saranno novità sicuramente. Noi siamo abituati a condividere tutto, a prendere decisioni assieme e a fare delle valutazioni nell’interesse della collettività, non certo nell’interesse dei singoli che, mai come in questo caso, non c’è proprio. Quindi non sapremmo quali interessi proteggere. Decideremo assieme che cosa fare anche con Clotilde Di Meglio, naturalmente».

ISCHIA PIAZZA DIFFICILE

– E veniamo ad Ischia. Qualche mese fa avete presentato “Adesso Ischia”, questo laboratorio politico futuribile che resta ancora un po’ un’incognita. Avevate annunciato che tra ottobre e novembre sarebbe venuto fuori qualcosa, invece, mi sembra che fino ad oggi non ci sia nulla di ufficiale…

«Esatto. Ufficialmente non c’è ancora nulla. Stiamo lavorando, ci stiamo incontrando e stiamo decidendo il da farsi. Ischia è una piazza non facile sotto questo aspetto perché è un paese dove non c’è opposizione, dove è rimasto un solo consigliere all’opposizione. C’è anche una tale confusione nell’elettorato e nella cittadinanza ischitana che molti non sanno nemmeno da chi è composto adesso il Consiglio comunale e come è articolato.

Non sanno a chi rivolgersi per far arrivare all’Amministrazione in carica delle richieste, delle segnalazioni di esigenze particolari. Una situazione veramente paradossale e anche qui stiamo lavorando. Come ti dicevo, Ischia è una piazza difficile proprio perché sono tutti con il sindaco in carica e si corre dove c’è da mungere. Praticamente un po’ come a Barano. Se questo è il modo di fare politica, veramente non vedo bene nessuno dei due comuni perché questa non è politica e tengo per me come la definirei, ma pure a buon intenditor poche parole. Ce ci saranno i presupposti riusciremo ad organizzare anche una coalizione per contrastare una maggioranza assoluta così schiacciante perché, anche a Ischia, ci sono tanti che non gradiscono l’attuale sindaco in carica, né questo modo di fare politica. Se ci sarà spazio, ci saremo sicuramente».

– Quali sono i presupposti che consentiranno di unirvi e scendere in campo a Ischia?

«A Ischia c’è un diverso sistema elettorale rispetto a Barano e, quindi, dobbiamo verificare se abbiamo i presupposti, e intendo i numeri, per poter arrivare al ballottaggio. Non è facile perché, ripeto, sono tutti con la maggioranza e quindi è difficile formare le liste che non vanno composte con dei riempitivi, bensì devono essere liste a mio avviso di sostanza, quindi di gente che si vuole impegnare e che, anche se non sarà in grado di raggiungere un tot di voti, sarà comunque attiva e presente partecipando alla vita pubblica e alle esigenze della collettività segnalandole e cercando di risolverle in qualche maniera. Io così intendo la politica, come presenza sul territorio. Se bisogna fare delle liste con dei riempitivi soltanto per presentarle e poi ritirarsi in buon ordine, io non ci sto».

– A settembre c’è stato il grande passaggio. La tua piccola evoluzione che ti ha fatto lasciare Forza Italia dopo cinque anni di Consiglio regionale e passare in una nuova casa che è quella di Fratelli d’Italia. Come sono i rapporti con il partito? Quali sono le prospettive?

«Io non ho ancora preso parte attiva, sono molto onesta, alla esistenza politica sull’isola di Fratelli d’Italia. Non ho ancora avuto un ruolo e non ho ancora avuto una designazione o un qualche tipo di incarico che mi consenta di dar voce alla pur numerosa frangia di destra che è presente sull’isola. Aspetto quindi questo momento per impegnarmi direttamente. A livello nazionale vedo che Fratelli d’Italia è messa bene, anche a livello campano, e diciamo anche che la Meloni continua la sua battaglia di opposizione strenua al governo Draghi; per questo molti l’apprezzano e molti la denigrano, come un po’ tutte le forze politiche.

Io non avuto un’interlocuzione diretta con la Meloni, l’ho soltanto conosciuta ma nulla di più. Aspetto, per quanto mi riguarda. Il mio è stato un passaggio doloroso e doveroso, diciamo così. Attendo di ricoprire un ruolo per dare voce alla destra e alle forze che la rappresentano».

– I rapporti con De Siano. Ce ne sono stati, vi siete chiariti? Com’è oggi la situazione?

«Non abbiamo mai avuto grandi rapporti, né prima, né oggi. Non ci siamo sentiti, ma devo dire anche che non è che ci sentivamo spesso anche in precedenza, quando ero in Forza Italia. Continuo a sostenere che i rapporti personali sono una cosa e i rapporti politici sono un’altra. Lui avrà avuto i suoi impegni e non l’ho nemmeno fortunosamente incontrato per strada come pure ogni tanto capitava, complice anche questo periodo di semi lockdown a cui siamo costretti.

Si esce di meno e ci sono meno occasioni di incontro. Prima ci vedevamo in aliscafo più che altro, ogni tanto, e sempre per incontri assolutamente non concordati. Adesso questi incontri non ci sono stati. Io non sto più andando a Napoli e lui non so che cosa faccia, solo per questo non l’ho più visto».

IL NODO TRASPORTI

– Proviamo a fare un ragionamento diverso. In questo 2022 cosa fa e cosa si aspetta Maria Grazie Di Scala? E penso alla pandemia e a quelli che sono i grandi problemi dell’isola. Voglio ricordare che insieme, due anni fa, siamo stati gli unici a combattere contro un’Asl che non è all’altezza di gestire la pandemia. Che non lo è stata sin dall’inizio dell’emergenza. Ci accusavano di aver alzato i toni nel momento caldo e particolare e poi abbiamo visto che, invece, l’Asl si è dimostrata inadeguata sia nella calma sia nella tempesta…

«Se ci pensi, proprio stamattina (mercoledì, ndr) hanno sospeso e hanno chiuso l’hub vaccinale e adesso si riprende con il tanto invocato, giustamente, sistema delle prenotazioni su piattaforma Soresa. Avevamo ragione Gaetano, all’epoca e continuo a sostenerlo. Abbiamo fatto una battaglia evidenziando le carenze di D’Amore che, addirittura, minacciò anche di querelarmi, ma sono passati due anni e non sono ancora stata querelata o non ne ho notizia.

Se avesse avuto ragione lui sì che avrebbe dovuto querelarmi, ma aspettiamo. Avevamo ragione e quello che mi aspetto, purtroppo, e lo dico con rassegnazione, è il protrarsi di questo stato di cose. Ho letto l’ordinanza del Tar con cui ha bacchettato il governo regionale a proposito dell’accoglimento del ricorso proposto contro la chiusura delle scuole per il sistema della Dad. C’è un passaggio molto pregnante in cui il Tar dice, praticamente: stiamo in pandemia da due anni, sapevate che questa era la situazione e nulla avete fatto per la risoluzione dei problemi ma nemmeno avete dimostrato di volerli affrontare in minima parte dal punto di vista dell’organizzazione scolastica e dei trasporti, ma che andate trovando….

E adesso volete mettere i ragazzi in Dad. Tutto questo è sintomatico anche di una carenza di interesse dei governi superiori nei confronti degli isolani, delle nostre problematiche, dei trasporti, degli aumenti dei biglietti, delle corse che saltano a piacimento sia dell’armatore privato sia di quello semi pubblico che incassa 11 milioni di euro dalla Regione Campania e che si permette di mettere a mare questi “alighetti” che costano il prezzo dell’aliscafo, perciò ali, ma ci impiegano il tempo del traghetto, perciò ghetto. Sono tutte problematiche che, purtroppo, adesso sono cadute nel dimenticatoio un po’ per l’emergenza e un po’ perché non abbiamo rappresentanti isolani che, quantomeno, vadano a sbattere in faccia alla Regione questa problematica e cerchino prepotentemente una risoluzione. Tutto questo consentirà a Cascone, presidente della Quarta Commissione Trasporti, di continuare a dare soldi soltanto al trasporto su gomma e ferroviario e non al trasporto marittimo, consentirà all’armatore pubblico di fare il bello e il cattivo tempo indisturbato e consentirà il permanere della situazione sanitaria fino a che le nomine avverranno per fare piacere al potente di turno e permettere l’ingresso nei posti chiave delle persone di De Luca, anche se non competenti a ricoprire posti di comando strategici».

IL FUTURO DELLA SEZIONE DISTACCATA

– Da questa disattenzione governativa al territorio, passiamo ad un’altra disattenzione. In questi giorni si parla molto del futuro della sezione distaccata. Sembra ci sia anche qui un silenzio che invece non dovrebbe esserci…

«Ti dico una cosa che ho sempre detto. Sono un avvocato, tuttora pratico la professione e sono sempre stata convinta che piuttosto che tenere un contenitore vuoto sia meglio chiuderlo e ce ne andiamo a Napoli. Lo so, è impopolare quello che sto dicendo, ma è diventata una cosa esasperante fare udienza nella maniera in cui si fa udienza a Ischia, gli uffici del Giudice di Pace sono completamente bloccati. Se manca il personale dovunque, se i giudici non vengono, se si fa la selezione dei processi da trattare non si è capito bene su quale criterio, perdonatemi è un mio punto di vista personale, ben venga la soppressione di un ufficio che è già morto.

Dal punto di vista politico, invece, no! Dal punto di vista politico, la cittadinanza isolana ha diritto ad avere un presidio giudiziario anche perché ci sono tante piccole questioni che, veramente, con un piccolo incremento di personale potrebbero essere adeguatamente risolte anche in breve tempo. Continuo a dire che la politica se ne deve interessare. E’ la politica che deve fare la lotta per le realtà territoriali come le isole minori. E’ la politica che deve proporre gli incentivi per il personale giudiziario e sanitario che sceglie di venire a Ischia. Solo in questa maniera riusciremo a superare questa impasse. Noi lo abbiamo segnalato e lo ha fatto anche Giampaolo Buono, presidente dell’Associazione Forense Isola d’Ischia. Sono tante le carenze a cui siamo quotidianamente sottoposti e le deficienze di un ufficio in relazione al quale tante omissioni sono state commesse nel corso del tempo. Credo ci sia una volontà, e lo ha evidenziato anche il tuo giornale, circa la totale chiusura da parte della sede centrale. Se purtroppo non interviene la politica, la classe forense potrà fare ben poco per risolvere il problema».

– Qual è l’augurio per questo 2022 di Maria Grazia di Scala?

«Mi auguro che innanzitutto venga risolta la problematica della pandemia, che torniamo liberi. So che sarà difficile, anche seguendo le parole allarmistiche che si sentono da parte dei famosi epidemiologi. Mi auguro di ritornare alla normalità come prima cosa e che in questa normalità riusciremo a far spiccare le esigenze del nostro territorio e della nostra collettività come merita qualsiasi realtà che sia isolata, ma soprattutto che i posti di potere decisionali siano finalmente occupati da chi ha a cuore le sorti del proprio paese».

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