Maria Grazia Di Scala: “La Regione con De Luca, non funziona! serve cambiare direzione!”

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Gaetano Di Meglio | Dopo cinque anni Maria Grazia Di Scala è nuovamente candidata alle regionali per rivendicare il buon lavoro svolto in Consiglio regionale.

Tutto questo lavoro ha portato alla considerazione che ovviamente la Regione Campania con De Luca non funziona…
«E voi ve ne accorgete adesso che la Regione Campania con De Luca funziona? Io ho assistito a cinque anni di proclami a partire dalla prima campagna elettorale di De Luca, quella del 2010, per seguire quella del 2015 da lui vinta con Napoli tappezzata di manifesti “Napoli a testa alta”. Ha promesso la risoluzione dei problemi. Adesso ha addirittura annunciato di aver attuato il programma elettorale al 150 per cento. Allora io dico: questo programma elettorale prevedeva lo smaltimento delle ecoballe che invece sono ancora lì. Adesso, nella campagna elettorale di settembre 2020, ci viene a dire che le ecoballe saranno smaltite in breve tempo.
“La sanità a testa alta mai più ultimi”. Guardiamo le liste d’attesa. I cittadini campani sanno bene che cosa significa andare a prenotare un intervento chirurgico in una struttura pubblica o andare a fare un esame specialistico.

Veniamo al nostro settore: i trasporti marittimi. Il cittadino isolano, che deve andare a fare una colonscopia in una struttura pubblica, in un ospedale napoletano, quanto tempo impiega? Il fascicolo sanitario elettronico è ancora un sogno. Siamo fanalini di coda e invece è uno strumento fondamentale per la nostra sanità. Significa inserire in un chip elettronico, quindi una card come si fanno adesso le nuove carte d’identità, tutta la nostra storia sanitaria, da quando nasciamo fino a quando abbiamo bisogno poi di interventi, ricoveri, trasfusioni; tutto quello che occorre nella vita umana.
Sono stati spesi 20 milioni di euro circa soltanto per avviare questa progettazione con incarichi cospicui a Soresa che si occupa della problematica da anni. Io ho ottenuto numerosissime audizioni nella mia commissione digitalizzazione, che quindi è tenuta ad occuparsi di una problematica del genere, e mi sono resa conto, parlando con gli operatori, con i medici, con gli operatori sanitari in genere che siamo ancora allo stato brado. Questo fascicolo sanitario elettronico è ancora un sogno e ancora sarà lunga e laboriosa la sua effettiva attuazione».

I TRASPORTI MARITTIMI

E dal fascicolo sanitario regionale unificato, arriviamo a quella che potrebbe essere una battaglia dove De Luca non ha saputo incidere: trasporti marittimi, bigliettazione unica e ammodernamento del naviglio, magari anche sostegno al naviglio privato…
«Difatti io continuo a dire che un presidente di Regione lungimirante, che peraltro appartiene a forza di governo nazionale, dovrebbe andare a battere i pugni affinché finalmente si metta mano ad una legge speciale per le isole minori. I nostri figli, i nostri abitanti delle isole, noi tutti viviamo il disagio della isolanità, dell’isolitudine. Perché sappiamo che cosa vuol dire restare isolati a causa del maltempo o a causa di un mancato coordinamento tra le compagnie per stabilire anche soltanto gli orari delle corse marittime.
Abbiamo corse che si accavallano, come continuo a dire. Nella fascia mattutina, per esempio, e noi isolani lo sappiamo bene, ci sono due aliscafi che partono contemporaneamente alle 7.10, uno da Casamicciola e l’altro da Ischia. Poi c’è il vuoto per ben un’ora e mezza. L’aliscafo successivo parte alle 8.40. In una fascia oraria critica per chi per esempio deve stare a Napoli per le 9 per recarsi in ufficio o andare in ospedale o a scuola, da qualunque parte, siamo costretti ad affollarci su due aliscafi che partono contemporaneamente. Che cosa ci vorrebbe per far accordare le compagnie per spalmare durante tutto l’arco della giornata questi orari? Idem per il ritorno. Ma soprattutto il sistema della bigliettazione. Io trovo assurdo che ancora adesso nell’era del 5G, nel 2020, non sia possibile dotare le compagnie, che vanno rimborsate per carità, ma di una spesa minima, di uno scanner per leggere i codici che sono sui biglietti che abbiamo tutti stampato on line, dopo averli pagati con il sovrapprezzo di 1 o di 2 euro a seconda delle compagnie, senza concedere a noi cittadini la possibilità di evitare di fare la fila per dover andare a convalidare il biglietto. Quindi è una duplicazione di attività con biglietterie che sono sparse per i porti su Ischia e su Pozzuoli, sappiamo come funziona. Adesso a Napoli stanno rifacendo il porto, chissà quando vedremo la nascita di questo di questo topolino. Stanno rifacendo il porto ma comunque c’è un disagio enorme per tutti noi che dobbiamo usufruire di queste strutture. Avevo chiesto con più emendamenti alle leggi di semplificazione succedutesi nel tempo che venissero concessi dei mini finanziamenti alle compagnie anche private per dotarsi di questi lettori. Soltanto Alilauro ha ceduto sua sponte con soldi suoi a questa opportunità, le altre compagnie se ne fregano bellamente e continuano a lasciarci indifesi».

LA PASSERELLA AL “RIZZOLI”

Altra battaglia e torniamo sull’isola. La prima è l’ultima passeggiata di De Luca ad Ischia per la propaganda sull’ampliamento del Rizzoli. Ma la Sanità ha bisogno non solo di posti letto, bensì di manovalanza e non vi è nemmeno risposta per il riconoscimento dello stato di zona disagiata. Secondo, che la Regione possa concedere una legge per unificare le amministrazioni e svoltare il futuro dell’isola di Ischia con il Comune Unico.
«Partiamo dalla passerella che è stata fatta da De Luca. Io credo che veramente sia finita l’ora di farci considerare come gente con l’anello al naso da politici che vengono a fare le passerelle in occasione degli anniversari dei terremoti o in occasione delle campagne elettorali.
La gente è stufa, ma io stessa sono stufa di sentire chiacchiere. E’ mai possibile che un presidente di Regione viene a luglio del 2020 ad Ischia, presidente in carica dopo che ha amministrato per cinque anni, mettendo in difficoltà assolutamente gli ospedali delle isole minori che sono stati salvati e tirati per i capelli per restare lì dove stanno, venendo a promettere l’ampliamento dell’ospedale. Ma veramente ci prendono per scemi? L’ampliamento dell’ospedale è un progetto che giace nei cassetti da anni. Nessuno finora lo ha attuato.
Avevamo bisogno che De Luca venisse qui a dirci vogliamo: ampliare l’ospedale. Io dico che l’ospedale per come è strutturato va anche benissimo, non abbiamo bisogno di ulteriori posti o comunque non è questa una priorità. Abbiamo bisogno di chi riempie l’ospedale, abbiamo bisogno di personale infermieristico, sanitario e parasanitario che in ospedale ci venga a lavorare con la voglia di lavorare. Primo perché deve, perché viviamo in un bel posto per dedizione alla professione di medico, ma soprattutto perché devono essere previste delle indennità premiali per i medici, per gli infermieri, per i parasanitari che scelgano di affrontare la traversata via mare o di restare lontani dalle loro case e quindi debbono prendere casa ad Ischia; premialità che li invoglino a venire qui come si fa in ogni tipo di professione. Ci sono delle indennità sulle buste paga, delle indennità premiali che vengono stabilite apposta per questo.
Quindi ci vuole il contenuto piuttosto che il contenitore. Bisogna scorrere le graduatorie e sbloccare i concorsi. Non è possibile che si vada ad attingere dalle mobilità oppure da graduatorie che sono ferme da anni e si sbloccano solamente per far entrare parenti, amici e amici dei parenti e così via. E invece ci sono persone vincitori di concorso che stanno aspettando con l’acqua alla gola lo scorrimento delle graduatorie, che restano tuttora bloccate. Le graduatorie vengono utilizzate per fare politica e questo non è giusto nei confronti dei tanti laureati e non che godono di un’aspettativa legittima.

IL COMUNE UNICO

«Il Comune unico. E’ stata la mia prima proposta di legge. Ritengo assurdo che sul territorio isolano con 60mila abitanti ed oltre, vi siano sei comuni. Sarebbe anche sufficiente dividere il territorio in due, in due macro zone e quindi in due comuni, i comuni montani e i Comuni invece costieri. Non c’è stata la volontà del presidente della Regione di mandare avanti quella proposta di legge. Ci sono stati anche degli interventi diciamo poco urbani da parte di chi non ha interesse a pervenire all’istituzione del comune unico, che è l’unica soluzione invece per consentire all’isola, come Comune unico o come doppio comune, di far sentire forte la propria voce per accedere ai finanziamenti.
Per avere anche maggior voce in capitolo anche nella scelta dei candidati. E questo lo dico soprattutto in questo momento particolare per avere un peso politico maggiore. Un po’ come succede per Capri. Io non voglio parlare sempre di Capri, ma Capri, che è formata da due comuni, viene identificata come isola di Capri. Qui, invece, si parla di Ischia, Lacco Ameno, Serrara, Barano, Casamicciola. La gente è sconcertata, ma anche i politici di riferimento a livello nazionale sono sconcertati da una frammentazione che ormai nel 2020 non ha più ragione di esistere».

E voi ve ne accorgete adesso che la Regione Campania con De Luca funziona? Io ho assistito a cinque anni di proclami a partire dalla prima campagna elettorale di De Luca, quella del 2010, per seguire quella del 2015 da lui vinta con Napoli tappezzata di manifesti “Napoli a testa alta”.

L’AUMENTO DEI CONTAGI

Da giorni l’isola è un po’ preoccupata per quello che è un innalzamento del numero dei contagi. Siamo catapultati in quella che è la propaganda di Governo centrale e regionale, ma vediamo che sul locale c’è un silenzio delle Istituzioni che ci lascia un po’ smarriti, a differenza di quello che poteva essere il codazzo iniziale nella primavera scorsa.
«Beh certo, perché il codazzo iniziale in primavera scorsa è servito per dare forza allo showman presidente De Luca che quindi si è sentito forte anche dell’appoggio degli amministratori locali. Adesso c’è silenzio perché siamo alla vigilia del voto e quindi con una scelta quanto mai opportuna, ma sicuramente dettata dal fatto che bisogna arrivare alle elezioni. Si è scelto di differire l’apertura delle scuole a dopo l’appuntamento elettorale, al 24 settembre, ma ho la netta impressione che sia una situazione che sta decisamente sfuggendo di mano al presidente della Regione che, lungi dal fare il decisionista, si sta limitando nella sua malattia che definisco l’ordinanzite a fare ordinanze l’una dietro l’altra, meramente confermative cioè l’una dell’altra. E ci sta preannunciando praticamente che se i conteggi saranno così, oltre 200 al giorno, andremo probabilmente di fronte a delle ulteriori restrizioni. Ma prima bisogna votare».

DONNE E POLITICA

In Consiglio regionale, ma anche nelle altre assisi si ha sempre l’idea che la politica abbia a che fare con la parte che muovono i maschietti. Sembra che sia sempre qualcosa meno dedicato alle donne, tanto che lo Stato si è inventato quella offesa a tutto il mondo femminile delle quote rosa. Tu hai dimostrato, invece, di farti valere per ciò che sei, per ciò che dici, per quelle che sono le vere idee della tua proposta politica. Un motivo in più anche, magari, per ricordare quel sentimento diciamo di categoria, di genere, giusto per ricordarcelo, semplicemente per dire che anche una donna può fare politica, come anche vediamo a livello nazionale. Anche se sono poche.
«E’ proprio vero. Certo noi donne troviamo enormi difficoltà in tutti i campi. Io me ne sono accorta già dall’inizio, agli albori della mia attività professionale nello svolgimento della professione di avvocato. Non ti chiamano avvocato, non ti chiamano dottoressa, forse ci arrivano con il tempo a una cosa del genere, tu sei la segretaria. Così come per i medici e per ogni altra donna impegnata professionalmente. Siamo considerate, e non c’è niente da fare, non dico inferiori, ma esseri che devono essere dedicate ad altro. La maternità e la famiglia sono nell’immaginario collettivo la priorità per una donna.
Non è così. E’ molto faticoso sicuramente, è doppiamente faticoso per una donna fare politica, così come fare l’avvocato. Perché tante donne, io non ho famiglia, ma le altre si occupano di bambini, di mariti e della gestione familiare in genere. E’ una cosa difficile ed è difficile emergere, è difficile farsi ascoltare. Però mi rendo anche conto che tanti uomini, nel momento in cui decidono di degnarti di attenzione, si rendono conto che forse noi donne, non dico che abbiamo una marcia in più, sarebbe presuntuoso, però abbiamo la possibilità, una capacità di analisi e una sensibilità diversa che godono dell’apprezzamento anche di tanti uomini.
Allora il mio appello è anche al voto delle donne, a cui tengo in maniera particolare. Io solidarizzo molto con tante figure femminili, ho tante ammiratrici, ho anche io le mie “bimbe”, insomma non solo il presidente Conte. E quindi ritengo che valgano di più perché sono dei voti effettivamente ponderati nella consapevolezza di una comunanza di genere che ci fa apparire come soggetti in difficoltà ma invece tali non siamo, se valiamo sappiamo dimostrarlo».

2 Commenti

  1. La prima di Repubblica si occupa proprio della Di Scala. Pare che la commissione antimafia l’ abbia messa tra gli impresentabili.

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