Ischia torna a fare sentire la propria voce sul fronte dell’emergenza costiera. Le violente mareggiate che nelle ultime settimane si sono abbattute sull’isola hanno inferto colpi pesanti agli stabilimenti balneari di tutti e quattro i comuni isolani più esposti, e ora la Fiba Confesercenti alza la voce chiedendo interventi concreti e immediati alle istituzioni.
A farsi portavoce dell’allarme è Giuseppe La Franca, presidente della Fiba Confesercenti Isola d’Ischia e della federazione provinciale di Napoli, che ha indirizzato una formale richiesta ai sindaci di Ischia, Forio, Barano e Casamicciola, sollecitando contestualmente l’intervento del presidente della Regione Campania Fico e del presidente della Città Metropolitana di Napoli Manfredi. Una scelta significativa, quella di coinvolgere i livelli istituzionali più alti, che testimonia quanto la situazione sia considerata grave e non più rinviabile.
Nella lettera, La Franca descrive con precisione la forza distruttiva delle ondate provenienti da tutti i quadranti — sud, sud-est, sud-ovest, ovest, nord-ovest e nord-est — che hanno superato le scogliere esistenti travolgendo strutture e attrezzature dei lidi. I danni riguardano l’intero litorale isolano, con Forio, Barano, Casamicciola e Ischia tra le aree più colpite. Non si tratta di danni superficiali o facilmente riparabili: in molti casi le attrezzature sono state distrutte, le piattaforme danneggiate, i accessi compromessi, con perdite economiche che gli operatori del settore quantificano in cifre rilevanti proprio alla vigilia della stagione più importante dell’anno.
La richiesta centrale è quella della dichiarazione dello stato di calamità naturale, strumento indispensabile per sbloccare le risorse necessarie al risarcimento degli imprenditori balneari e alla messa in sicurezza del territorio. A essa si affianca la richiesta di un rafforzamento urgente delle scogliere esistenti, considerate ormai inadeguate a fronteggiare la crescente aggressività del mare. Una inadeguatezza che non è di oggi: gli operatori denunciano da anni come le barriere costiere siano state progressivamente indebolite dall’erosione e da eventi meteo sempre più intensi e ravvicinati, senza che siano mai stati realizzati interventi strutturali all’altezza del problema.
Su questa stessa lunghezza d’onda si è mosso anche il Comune di Forio, che ha avanzato analoga richiesta di stato di calamità alla luce dei danni registrati sul proprio territorio. A pesare particolarmente sono gli eventi che hanno colpito Cava dell’Isola, una delle marine più suggestive e frequentate del comune foriano, dove le mareggiate hanno provocato danni significativi al litorale e alle strutture presenti. Ma non è solo Cava dell’Isola a preoccupare: torna prepotentemente all’attenzione la questione, annosa e mai risolta, delle scogliere della spiaggia di San Francesco. Si tratta di una problematica che si trascina da tempo, con le barriere frangiflutti in condizioni sempre più precarie e inadeguate a proteggere il litorale dai colpi del mare. Ogni stagione invernale peggiora una situazione che già si presentava critica, e le recenti mareggiate hanno ulteriormente aggravato un quadro che richiederebbe interventi strutturali urgenti e definitivi.
Il tema si inserisce in un quadro più ampio sollevato dalla Fiba Confesercenti Campania a livello regionale: il presidente Raffaele Esposito ha chiesto monitoraggi immediati e soluzioni strutturali contro l’erosione costiera e il rischio idrogeologico, problematiche che affliggono l’intero litorale campano ma che trovano ad Ischia una delle situazioni più critiche, aggravata dalla particolare vulnerabilità geomorfologica dell’isola. Un’isola che, è bene ricordarlo, ha già pagato prezzi altissimi sul fronte del dissesto idrogeologico, e che non può permettersi di assistere passivamente al deterioramento delle proprie coste senza una risposta istituzionale adeguata.
Con la stagione balneare alle porte, il tempo stringe. Gli operatori del settore chiedono risposte rapide: ogni settimana persa è una settimana in meno per ripristinare i lidi e salvare una stagione che per l’economia isolana vale mesi di lavoro. Le istituzioni — comunali, metropolitane e regionali — sono chiamate a dimostrare che i territori più fragili non vengono lasciati soli davanti alle emergenze. Ischia, ancora una volta, aspetta risposte.







